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Non può piovere per sempre. Che bella reazione al Porta Elisa: l'Arezzo è vivo e combattivo

Venerdì sera sembrava un'altra partita storta. Invece la squadra ha saputo fare fronte alle difficoltà, ha raggiunto il pareggio e ha sfiorato ripetutamente il gol della vittoria. La resilienza invocata da mister Pavanel è stata messa in atto, alimentata anche dal sostegno incessante di un settore ospiti caldo e compatto nonostante il diluvio, a testimonianza del fatto che l'unione fa la forza



Massimo Pavanel sotto la pioggia del Porta ElisaNon può piovere per sempre. È quello che abbiamo pensato venerdì, nel settore ospiti, inzuppati dalla pioggia incessante e, metaforicamente parlando, quando Capuano ha trovato quel gol un po’ così, come ci capita troppo spesso quest’anno, al termine di una mischia e alla loro prima mezza occasione. Sembrava un’altra partita storta, di quelle da maledire tutto e tutti, ma stavolta l’abbiamo raddrizzata. Non ribaltata, ed è un peccato alla luce di quanto espresso nel secondo tempo, ma almeno abbiamo preso un punto, abbiamo mosso la classifica, abbiamo, forse, recuperato un po’ di fiducia nel fatto che le partite si possono anche aggiustare se si mettono male e un giorno, magari il più presto possibile, anche vincere.

 

L’Arezzo è vivo e continua a dimostrarlo con delle buone prestazioni, riattaccando piano piano i pezzi di un vaso che qualcuno aveva improvvidamente rotto in mille pezzi: Muscat, Yebli e soprattutto Cutolo, dati in partenza, sono invece rimasti e si stanno rivelando utili alla causa come titolari o, a intero organico a disposizione, come valide alternative alla formazione ideale. L’Arezzo è vivo perché lo dimostrano quelle maglie bianche zuppe e sporche di fango: ha battagliato, è caduto, si è rialzato ed è uscito indenne dal campo di battaglia del nemico, reagendo all’ennesima situazione sfavorevole senza abbattersi ma anzi prendendo in mano il gioco e mettendo in pratica quella resilienza di cui aveva parlato Pavanel, ancora una volta condottiero impavido sotto il diluvio.

 

il settore ospiti amaranto a LuccaResilienza che stanno dimostrando anche i tifosi: che dire ancora della Curva Minghelli? Anche a Lucca, con un meteo impietoso che avrebbe calamitato chiunque, vista la possibilità, verso divano e tv, abbiamo sostenuto la squadra quasi senza prendere respiro, come testimonia anche chi ha visto e sentito la partita in diretta televisiva. Freddo e pioggia combattuti e vinti con le armi della passione e dell’entusiasmo, con l’acme raggiunta quando Cutolo l’ha schiaffato dentro proprio lì sotto il settore: uno di quei momenti che ti fa dimenticare l’acquazzone sopra la tua testa, un attimo del tutto liberatorio, se pensiamo che una nostra rete su azione nel 2018 non l’avevamo ancora vista.

 

Anche a partita ormai finita e con lo stadio già svuotato c’è stato tempo per qualche altro coro a violare il silenzio del Porta Elisa con la poca voce ancora rimasta in corpo. E allora, come ha suggerito il mister e come cantava Jovanotti un bel po’ di anni fa, penso positivo: noi sappiamo che la squadra c’è, è sul pezzo e deve solo portare a casa i punti che dimostra di meritare in campo; dall’altra parte, loro sanno che noi ci siamo, in casa e fuori, vicino e lontano, nella buona sorte e nelle avversità, col sole e con la pioggia. Uniti possiamo farcela. Del resto, per restare in tema, bisogna sopportare la pioggia per poter vedere l’arcobaleno.

 

scritto da: Luca Amorosi, 04/02/2018





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