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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Carrarese30Gozzano
Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
MONDO AMARANTO
Roberto e Niccolò allo stadio olimpico di Berlino
NEWS

Gente con le palle, fedeltà alla bandiera, batticuore, le cose da fare prima del VaffaDay

Queste lunghe settimane di tensioni, incertezze, dubbi, esternazioni e silenzi ci hanno lasciato una sensazione di solidità e solidarietà tra squadra e tifoseria. In campo, grazie anche al carisma dell'allenatore, le prestazioni non sono mai mancate. E grazie al suo pubblico, l'Arezzo ha giocato spesso in trasferta come se fosse in casa. E' terreno fertile su cui può lavorare Matteoni, il quale non deve prendersela se la piazza ha un po' di batticuore per il 16 febbraio. Il suo progetto è affascinante e deve poter contare sul sostegno delle istituzioni e dell'imprenditoria locale. Al presidente consigliamo di capire il carattere e l'umore della città. Poi sarà tutto più facile



Massimo Pavanel sotto il diluvio di LuccaGente con le palle. La cosa più importante che queste lunghe settimane di tensioni, incertezze, dubbi, esternazioni e silenzi ci hanno lasciato è la sensazione di solidità e di solidarietà tra squadra e tifoseria, una base su cu poter sviluppare in prospettiva cose importanti. Non v’è dubbio, infatti, che giocatori e tecnico stanno dimostrando di avere “cojones”; in campo rispondono sempre presente, affrontando le partite con concentrazione e determinazione, riuscendo a calarsi in una camera stagna dove non arriva il frastuono (che pure c’è stato e c’è) di un caos che speriamo giunga presto a definizione. Oggettivamente non si potrà mai finire di ringraziare questi ragazzi e l’uomo che con garbata decisione li guida, per la dignità e l’attaccamento alla maglia che stanno dimostrando. Questo ci riempie di orgoglio e di fiducia nonostante il solo punto del 2018 e i 4 da inizio girone di ritorno.

 

“Non può piovere per sempre” scriveva Luca Amorosi qualche giorno fa... Che dire poi dei tifosi? Di quelli (non pochi considerato serata e contesto) che si sono sobbarcati il viaggio a Lucca e hanno sostenuto dall’inizio alla fine i propri colori, tanto che in televisione si sentiva solo la tifoseria amaranto nonostante che si giocasse fuori casa? Di quelli che comunque ci sono e non disertano gli spalti e costituiscono il nocciolo duro della fede amaranto? Questa presenza costante e forte, che non è mancata mai, nemmeno ad Arzachena, e che in occasione delle partite logisticamente più vicine diventa un apporto che spesso consente di giocare in un clima quasi casalingo, è la dimostrazione concreta non solo dell’attaccamento alla bandiera ma anche di un sentimento di condivisione che ha precorso le parole e l’invito post-Piacenza del presidente.

 

Pavanel e i suoi hanno saputo sempre interpretare lo spirito che chiediamo a chi va in campo con la nostra maglia, impersonando la dedizione alla nostra causa come se fossero “botoli” doc. Nell’elenco di coloro che hanno dimostrato, in questo infelice periodo della storia calcistica aretina, di avere attributi finisce di diritto anche il presidente Matteoni. Non è da tutti decidere di passare da figura istituzionale a proprietario in un contesto come quello che si è prospettato dopo il 16 dicembre, tra fughe, agguati e debiti che lievitavano.

 

gli azionisti dell'Us Arezzo durante la presidenza Montaini negli anni '70 (foto Museo Amaranto)La riconoscenza che gli è dovuta è testimoniata dal costante appoggio che in tanti gli danno. Ribadisco che non ricordo un presidente accolto con tanto affetto e speranza come è accaduto con l’imprenditore romano (per altro bravo a gestirsi in chiave mediatica). Matteoni deve sapere che i tifosi li avrà tutti dalla sua parte continuando a dare prospettiva e futuro alla società che tutti amiamo, ma non deve impermalosirsi se abbiamo il batticuore pensando al 16 febbraio. Veniamo da anni di bugie e il timore non si acquieta in un mese.

 

Diverso invece il discorso se lo si guarda dal punto di vista del sostegno economico che la città DEVE a chi ci ha messo la faccia e del suo per salvaguardare un patrimonio comune. Voglio anche prescindere dalle dichiarazioni di intenti che certamente sono corse al momento delle trattative a Palazzo Cavallo. Matteoni ha abbozzato un progetto che fino ad oggi nessuno aveva mai prospettato; un progetto che se realizzato ci porterebbe ad eccellere nell’organizzazione, nella possibilità di sfruttare leve commerciali ed industriali con inevitabili e per forza positivi riflessi sul risultato sportivo (il traino di tutto il resto). Questo progetto merita l’appoggio dell’imprenditoria aretina e delle istituzioni che non devono e non dovranno mai pensare “meno male che s’è trovato a chi affibbiare l’Arezzo”. Da parte sua Matteoni deve fare lo sforzo che non ha saputo o voluto fare Ferretti: deve capire il carattere e l’umore della città. Qui la diffidenza contadina ha radici forti (e magari fosse stata mantenuta nella gestione di certe realtà andate a gambe ritte per inseguire modelli di management non compatibili col territorio).

 

Cominci a darci dentro con fatti concludenti e contemporaneamente cerchi di coinvolgere, magari con l’aiuto del sindaco (che non deve smettere di lavorare alla soluzione della vicenda perché ancora la vicenda ancora conclusa non è), cominciando da chi è più vicino all’Arezzo e poi allargando il cerchio, facendo capire che lui per primo ci crede e che l’affare ci sta per davvero. Vedrà che un po’ alla volta la gente si avvicina. Lo invito invece a diffidare da chi si dovesse precipitare inseguendo ruoli e/o proponendo “gente di fiducia” tutta da verificare, perché correre senza rifletterci non è una caratteristica della gente nostra, non di quella su cui poi si può contare per davvero e per sempre. Ha già fatto molto presidente, vada avanti e cerchi di capire senza farsi abbagliare. Attraverso questa strada al “vaffaday” in chiave amaranto ci arriveremo insieme e col sorriso.

 

scritto da: Paolo Galletti, 08/02/2018





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