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Il mea culpa di Pavanel, l'aria strana, i gol del Mosca, i cori della sud, i giorni del giudizio

L'allenatore si è preso tutte le responsabilità per l'approccio sbagliato a una partita in cui, di nuovo, gli episodi hanno girato al contrario. Prima non succedeva ma si sa che negatività porta negatività e l'atmosfera, intorno alla squadra, non è delle migliori nonostante l'appoggio incondizionato della tifoseria. L'Alessandria di questo periodo ha una marcia in più, mentre l'Arezzo ha l'obbligo di ritrovare smalto e risultati, a cominciare dalla trasferta decisiva di Pontedera, che cade 48 ore dopo la scadenza del 16 febbraio. Matteoni non può fare gol ma in questo caso l'uomo decisivo deve essere lui



mani nei capelli per capitan Moscardelli1. L'Arezzo ha perso contro una delle squadre più forti del campionato. Di sicuro contro la più in forma. Ma l'aspetto tecnico non è il nocciolo del problema. L'Arezzo si salverà, magari soffrendo ma si salverà. Il vulnus sta fuori, perché ci sarebbe un bisogno assoluto di sana normalità e invece si è rifatto vivo perfino Nuccilli... Il video della sud che canta a fine match racconta che c'è un appiglio di speranza, un gancio in mezzo al cielo. Nonostante le sconfitte e un'incertezza perenne.

2. Pavanel si è preso le colpe della prima mezz'ora giocata male. Anzi, non giocata proprio. L'Arezzo ha concesso campo, ha concesso iniziativa e non ripartiva praticamente mai. Un atteggiamento passivo che è la nota più dolente della domenica. Giusto che l'allenatore si prenda le sue responsabilità. Giusto anche ricordare un contesto che non aiuta. Anzi.

3. I numeri della gestione Pavanel sono questi: 20 partite, 7 vittorie, 6 pareggi, 7 sconfitte. 23 gol segnati, 20 subìti. Media punti: 1,35. Basta avere un minimo di senno per capire che fino a dicembre c'era un trend, mentre da gennaio ne è cominciato un altro. E non è solo questione di acquisti e cessioni sul mercato. L'aria si è fatta strana e gli episodi girano storti. Succede sempre così.

4. A Monza, il 22 ottobre, la situazione societaria era instabile e controversa. Ma la squadra aveva un altro vento alle spalle. Sullo 0-0, dopo pochi minuti, il Monza prese un palo clamoroso. Sull'1-0 per l'Arezzo, Borra parò un rigore. Poi finì 3-0. Ieri è successo l'esatto contrario. E con l'anno nuovo non ne è andata dritta una. Negatività porta negatività.

5. L'Arezzo ha perso due titolari fissi della squadra (Corradi e Rinaldi) e ha perso anche due dei giocatori che più avevano segnato (Rinaldi e D'Ursi, 3 gol a testa). Uno dei problemi è che togliendo Moscardelli e Cutolo (11 gol + 5 gol), non la butta dentro nessuno. E che per adesso, a parte Perisan e per colpa anche della iella, dai nuovi Pavanel ha ottenuto zero aiuto. 

 

 

6. L'Alessandria che porta in panchina Blanchard, Sestu, Fischnaller e ha Marconi in infermeria, è comunque più forte dell'Arezzo. Se li aggredisci, ti infilano di rimessa. Se li aspetti, ti irretiscono col palleggio. Al di là dell'approccio moscio, serviva un po' di buona sorte. Ma si torna al punto 4.

7. Un pareggio in quattro giornate è un bilancio drammatico per una squadra che sta subendo mazzate da ogni dove: gol al primo tiro in porta, pali, traverse, penalizzazioni, deferimenti in arrivo e una società che non trova pace. Bisognerebbe vivere sotto una campana di vetro per non assorbire le magagne esterne, ma così non è. Per fortuna l'Arezzo è la squadra migliore delle attuali ultime sette. Non è un dettaglio marginale.

8. Perisan e Varga sono gli under, a oggi, che stanno rendendo di più. Foglia dovrebbe liberarsi dal torpore in cui è imprigionato: gioca da 6, avrebbe i mezzi per giocare da 7. Cutolo è nel momento top della sua annata, speriamo lo traduca in gol (finora tanti legni e belle figure fatte fare ai portieri, suo malgrado). Il Mosca da quando è ripreso il campionato ha segnato soltanto una volta su rigore. Il primo resiliente dev'essere lui.

9. Dobbiamo ragionare come se i punti di penalizzazione fossero 7. Quindi, partendo dal basso: Gavorrano 15, Prato 16, Cuneo 22, Arezzo 23, Pro Piacenza 25, Lucchese 26, Pontedera 30, Arzachena e Pistoiese 31. Siamo a -3 dalla zona tranquilla e a -1 dalla salvezza diretta senza play-out. Si può fare.

10. Domenica c'è lo scontro diretto di Pontedera, appena 48 ore dopo la scadenza spartiacque del 16 febbraio. Impossibile prevedere oggi quale scenario potrebbe configurarsi alla vigilia di una gara che, considerando gli sviluppi dell'annata, è molto più importante di quella con l'Alessandria. E' vero che Matteoni non può fare gol, ma in questo caso l'uomo decisivo deve essere proprio lui. I prossimi saranno i giorni del giudizio.

 

scritto da: Andrea Avato, 12/02/2018





Arezzo-Alessandria 0-2, le immagini della partita

Arezzo-Alessandria 0-2
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