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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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NEWS

Rabbia, delusione, disgusto. Ma stasera la gente sale in macchina e parte per Pontedera!

Una batosta durissima da digerire, specie per chi aveva concesso fiducia a un presidente che sembrava un'ancora di salvezza. Invece è venuto a prenderci in giro perfino dentro la nostra curva, dandoci quello che sembra un colpo di grazia. Appelliamoci al Comune, a Orgoglio Amaranto, all'imprenditoria locale e speriamo che lo scenario cambi. Intanto oggi in tanti andranno in trasferta: per i colori, per la squadra e per un mister che è veramente uno di noi



uno degli striscioni comparsi nelle ultime ore in cittàDitemi che s’è fatto di male, almeno mi metterei la coscienza apposto. Siamo sull’orlo del baratro, forse anche un pelo più in là e io non riesco a trovare le parole per descrivere quello che provo: rabbia, tanta; delusione, tantissima; disgusto, a livelli inimmaginabili. E poi la sensazione più fastidiosa del mondo, quella di essere stati presi in giro per mesi, di aver creduto (che scemo che sono…) alle parole vuote di gente senza scrupoli, di persone senza cuore e con la faccia come il culo, di individui aberranti che sono arrivati a prenderci per i fondelli fin dentro la nostra amata curva.

Da Ferretti a Matteoni, “una faccia una razza”. E chi la prende in quel posto siamo sempre noi, umiliati e sbeffeggiati, costretti a dare fiducia per disperazione ad avventurieri che in questo momento magari stanno ridacchiando alle nostre spalle con un flute in una mano e la bottiglia nell’altra, come quella con cui Matteoni uscì dalla sede quando sembrava ci avesse salvato da morte certa. Chissà da quanto ridono, insieme, vedendo come ci stavamo illudendo che per una volta non ci fosse toccato il peggio.

 

Invece la batosta, ancora più dura: un colpo di grazia, probabilmente. Oggi si gioca, domani chissà… Questa partita potrebbe essere l’ultima, dobbiamo esserne consapevoli anche se ovviamente fino all’ultimo secondo vogliamo sperare ancora. Il tempo per sistemare le cose, però, è pochissimo e le cose da fare tantissime. Mi appello all’imprenditoria aretina nella speranza che qualcuno abbia a cuore la città in cui vive, lavora o che gli ha permesso di spiccare il volo: aiutate la squadra della vostra città e chi ci lavora.

 

 

Mi rivolgo a Orgoglio Amaranto affinché pensi subito a qualche iniziativa a livello popolare, oltre che a fare ciò che è in loro potere per togliere l’Arezzo a chi lo sta soffocando con un cuscino e a cercare chi invece gli dia un po’ di fiato, almeno per arrivare a fine campionato. Invoco l’impegno massimo del sindaco e del Comune, anche solo per rimediare all’errore madornale di essersi fidati degli acquirenti trovati da Ferretti, nel trovare la soluzione migliore per arrivare fino in fondo, anche fosse l’esercizio provvisorio e la procedura fallimentare come sta accadendo a Vicenza, e nell’adire le vie legali per tutelare squadra e città tutta da questi pescicani che l’hanno spolpata viva.

 

Prendiamo alla lettera le parole di Pavanel (ti voglio bene mister…) e non permettiamo a questi subumani di averla vinta, non consentiamo a gente come loro di avvicinarsi mai più al nostro Arezzo. Ci stanno togliendo i sogni, ci stanno togliendo la passione, forse ci hanno già tolto una squadra da seguire e di cui emozionarsi... Spero solo che pagherete per quanto ci state facendo soffrire.

Intanto noi partiamo per Pontedera: saremo anche lì nonostante un destino crudele che sembra già scritto. Vogliamo esserci per sostenere ancora una volta un gruppo di uomini da rispettare, che si sono mossi con le proprie auto e che scenderanno in campo anche per noi tifosi che non li abbiamo mai abbandonati. Ci saremo per il mister, che non è aretino ma è come se lo fosse, come se fosse il primo tifoso, come testimoniano le cose commuoventi che ha detto. Ci andremo per noi, che non meritiamo tutto questo, che non smetteremo mai di crederci, che vogliamo far capire che se qualcuno serio bussasse alla porta per salvare l’Arezzo, troverebbe un ambiente appassionato, coinvolto, innamorato della maglia amaranto. Tutto questo non può finire, non un’altra volta. Con le lacrime agli occhi, mi rivolgo a qualcuno che abbia un cuore, a differenza di chi è passato di qui ultimamente: prendeteci per mano e portateci in salvo. Forza Arezzo.

 

scritto da: Luca Amorosi, 18/02/2018





I giocatori dell'Arezzo in partenza per Pontedera

I giocatori partono per Pontedera con le proprie auto
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