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Il "brutto" anticipo di Terni e l'appartenenza che vale più della categoria

Una volta l'Arezzo giocava al sabato per evitare la concomitanza con la visita del Papa o con le partite di Milan e Roma. Dopodomani invece gli amaranto andranno in campo un giorno prima perché la domenica c'è la C1, che tutti abbiamo concosciuto fino a poco tempo fa. Eppure, in un calcio sempre più spaccato tra grandi e piccole squadre, non è solo il risultato che fa la differenza. E se anche da noi ritrovare l'orgoglio della maglia vuol dire investire sui giovani prima che sulla classifica, la città sana accompagnerà questo progetto



la tribuna della Gabelletta, dove gioca lo SportingComunque la si giri, fa un brutto effetto la notizia dell'anticipo al sabato della gara dell'Arezzo contro lo Sporting Terni per evitare la concomitanza con la partita tra Ternana e Monza. Una cosa è anticipare per eventi tipo la visita del Papa o la festa del Santo Patrono, un'altra è farlo perché il giorno dopo giocano Milan o Roma (vedi trasferte del passato con la Pro Sesto o con la Lodigiani), ed un'altra è perché sei concomitante, e quindi altra cosa, con una partita di quella che fino a ieri era la tua categoria, il tuo calcio, il tuo campionato. Andare a giocare al Liberati, in uno stadio vecchio e brutto quanto però trasudante di storia e di tifo, era sempre un'emozione particolare, tanto più che si possono ricordare nel passato recente le sfide con giocatori come Kharja, Jimenez o Guzman, tanto per citarne qualcuno. Andare alla Gabelletta, pur essendo un impianto di lusso per la categoria, non è proprio la stessa cosa. E' come se qualcuno ti volesse far sbattere il naso su una realtà difficile da accettare o da digerire, ma proprio per questo le riflessioni che vengono fuori da questo sgradito impatto devono essere costruttive e positive. La prima riflessione che mi sento di fare, e la faccio avendo parlato spesso in questi giorni con amici di altre realtà vicine che si trovano a vivere momenti calcisticamente difficili, è che l'identificazione, ed anche l'amore, per la propria squadra non possono e non devono essere frutto solo della categoria o della classifica. Tolta la percentuale degli assalitori del carro del vincitore, che ci saranno sempre ed in qualsiasi categoria, oggi che il calcio vive una spaccatura così profonda tra le “grandi squadre”, quelle che vedi alla televisione, e tutto il resto, devono essere altri gli elementi che conquistano i cuori e le passioni. Il primo in assoluto è quello di un progetto credibile, che può e deve essere solo complessivo partendo dai primi calci ed arrivando alla prima squadra, e non l'inverso. La società, per carità, ha fatto bene a dare spazio alle società del territorio nelle gare tra bambini del prepartita, ma tutto sommato fa un po' specie che ne arrivino 20, accompagnati dai genitori, che sembrano dei marziani, anche se sono di Anghiari, e non ce ne siano invece ogni domenica altrettanti che hanno giocato, si sono divertiti e sono cresciuti con la maglia dell'Arezzo addosso. Questo, per me, vuol dire identificazione e, paradossalmente, è anche più importante di sapere in che categoria gioca la prima squadra, purché ovviamente sia un calcio serio e dignitoso. Salire di categoria e, soprattutto, rimanerci deve essere la conseguenza di questo lavoro e non il frutto di qualche follia estemporanea che poi, quando si presenta il conto da pagare, porta quasi sempre alla fuga e a dover ripartire da zero. Mi auguro sia questo, in sintesi, quello che hanno in mente i dirigenti dell'Arezzo annunciando la rottura con il Chimera. Se è questo, la città sana e la tifoseria vera li accompagneranno, ed io anche.

 

articolo pubblicato sul Nuovo Corriere Aretino


scritto da: Luca Caneschi, 29/03/2012





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: il ferro, il 29/03/2012 alle 12:17

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stavolta me tocca essere d'accordo. quasi me ce girano....

aspettiamo con ansia in cosa consti il progetto credibile.

Commento 2 - Inviato da: ciabu, il 29/03/2012 alle 14:44

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io non lo vedo così "brutto" l'anticipo al sabato, dal punto di vista dei ternani. sappiamo bene tutti che la loro squadra principale è la Ternana, e lo Sporting è la seconda (bella) realtà che le è nata accanto. (lo confesso, all'inizio della stagione pensavo che lo Sporting fosse la vecchia Ternana dopo che era fallita, poi mi so informato meglio...)
Non credo sia difficile che la Ternana la seguano ancora in tanti, sia per il suo bel passato che comunque per la stagione in corso, che la sta vedendo dominare il girone della Pro quindi in procinto di riprendersi la B. Se le due partite si fossero giocate in contemporanea, penso che la maggior parte dei ternani "sportinghini" sarebbero comunque andati a vedere la Ternana e non lo Sporting. Come sicuramente succedeva fino a qualche anno fa, per esempio, tra Verona e Chievo o tra Padova e Cittadella. 
con l'anticipo, il buon tifoso ternano si vede il suo Sporting e poi il giorno dopo va a vedersi la Ternana. dov'è il brutto?

se poi si parla di brutto per l'Arezzo, beh...la situazione da due anni è questa e lo sarà ancora, inutile fare di questi commenti. allora non è brutto andare a giocare al Monte, o a Trestina? lo ripeto fin dall'inizio, finchè non "abbasseremo la cresta" tutti e inizieremo ad avere una mentalità veramente da serie Dilettanti, non saliremo mai. Perchè per quanto se ne possa dire, noi non siamo più l'Arezzo, siamo l'Atletico: quando incontriamo le altre del nostro girone, non siamo lo squadrone blasonato contro i signori nessuno, siamo due squadre sullo stesso piano.
Perciò anche voi, cari tifosi, quando domenica di là sul 5-0 vi ho sentito cantare "l'arezzo amiamo" (dopo un'oretta buona di silenzio), mi fate solo ridere. l'amavate anche quando abbiamo perso 4-0 a piancastagnaccio, o 1-3 col pierantoniolucamarcopaolo? non mi pare proprio. fate i tifosi seri e se volete tifare tifate nel bene e nel male, se volete solo bubare allora fatelo dall'inizio alla fine.

Commento 3 - Inviato da: pipanos, il 29/03/2012 alle 16:05

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A Terni c'è una certa cultura calcistica, non c'è ninte da fare la serie A lascia il segno, l'altra sera per la gara con la Spal c'era lo stadio strapieno, è vero che sono quasi in serie B  e forse, dico forse in casi del genere anche ad Arezzo un pò di gente ci sarebbe.

Commento 4 - Inviato da: il ferro, il 29/03/2012 alle 17:09

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ciabu.........credo tu abbia lievemente esgerato.....

Commento 5 - Inviato da: Giulio Cirinei, il 29/03/2012 alle 17:16

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esagerato ha esagerato anche secondo me, ma il discorso di fondo mica è così sbagliato... 

Commento 6 - Inviato da: il ferro, il 29/03/2012 alle 17:22

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LA MENTALITà DEL CALCIO IN GENERALE è CAMBIATA:

ti fo un esempio. quando ero cittino(io so del '75) i pomeriggi di primavera tipo oggi non c'era un pezzetto verde dove non ci fossero orde di cittini dietro a un pallone. penso al PARCO GIOTTO,IL MODIGLIANI,IL PIONTA,MOLINELLI,L'ANFITEATRO, ma anche tutti i giardini vari dei condomini o il mitico PIAZZALONE di pescaiola o del belvedere......

ORA I PARCHI SONO VUOTI. non ci sono più cittini che giocano PARTITE COI TEMPI DA 2 ORE L'UNO E RISSA FINALE D'OBBLIGO. E CHI NON GLI PIACEVA IL PALLONE ERA UN EMARGINATO SFIGATELLO. e chi giocava con le femmine era finocchio.e tutte le volte i palloni finivano sotto le 500. e i pali erano le felpe tolte che se una mamma ti vedeva ti pigliava a capaccioni(pigli freddo!!).IO VOLEVO ESSERE SEMPRE NERI. qualche topino platini. altri sella o traini.  CI SI DIVERTIVA GRATIS COL VECCHIO TANGO. qualche volta anche col SUPER TELE. e il pallone di cuoio era il regalo della promozione a scuola......

 

ORA INVECE.....il cittino che vuole giocare deve pagare il santa frimina o il chimera di turno e ce ne sono molti che preferiscono la playstation.....

 

è da qui che è cambiato il calcio,la tv ha preso piede e LE DOMENICHE NON SONO PIù QUELLE DI UNA VOLTA.

Commento 7 - Inviato da: Arretium Amaranthus, il 29/03/2012 alle 17:29

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E' proprio vero Ferro...i miei natali calcistici al campo di Marte ed il Pionta!che spettacolo si giocava dalle 14,30 fino a che non faceva buio.....oggi a 5 anni c'hanno già la scuola calcio a dieci i coglioni rotti e tredici si sfiniscono dalle canne!

Commento 8 - Inviato da: Hic Sunt Leones 75, il 29/03/2012 alle 18:00

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e tredici si sfiniscono dalle canne!

.......................................................................................................................................

 ma veramente  anche  negli anni 90  i ragazzotti  di 13/14  anni si  cannvano  di  giorno  al pionta..  o la mattina nel sottopasso  di saione , o   dove capitava  ...,  e sono certo  anche negli  anni80  accadeva la stessa cosa... 

Commento 9 - Inviato da: Hic Sunt Leones 75, il 29/03/2012 alle 18:03

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cmq  apparte  le  canne  .., è  vero  quando èro piccino  si  giocava  sempre al pallone e dovunque, e se non èrro    x giocare in una società  di calcio l iscrizione èra gratis  apparte al san domenico...  ora  i  coetani del mi nipote(  8anni ) giocano   partite via internett con la play...

Commento 10 - Inviato da: il ferro, il 29/03/2012 alle 18:41

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è pur vero che all'epoca i 36 enni si sarebbero vergognati di stare spesso davanti al pc come noi ora......   d'altronde se levi il commodore 64,il vic 20,lo spectrum,l'atari,l'intellevision e dopo l'amiga i computer manco esistevano per i comuni mortali!!!! E CHE RECORD A PACMAN E BURGER TIME!!!

Commento 11 - Inviato da: Giulio Cirinei, il 29/03/2012 alle 18:45

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...l'intellevision... manco me lo ricordo questo... 

Commento 12 - Inviato da: ciabu, il 29/03/2012 alle 18:55

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ho esagerato volontariamente...perchè comunque è con i toni forti che le idee che si esprimono, vengono recepite meglio. io so che la nostra tifoseria è di gran qualità, ma appunto per questo non ho veramente compreso il clima che si è creato da un mesetto e mezzo a questa parte verso la squadra. insomma, mi ricordo tempi anche peggiori ma il sostegno non è mai mancato

Commento 13 - Inviato da: il ferro, il 29/03/2012 alle 19:15

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perchè comunque è con i toni forti che le idee che si esprimono, vengono recepite meglio

 

 al ferro lo dici???

 

Commento 14 - Inviato da: ciabu, il 29/03/2012 alle 19:26

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no, il ferro è maestro :D

Commento 15 - Inviato da: Secco69, il 29/03/2012 alle 21:49

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..l'intellevision... manco me lo ricordo questo... 

io ce l'avevo....all'epoca era tanta roba....all'epoca.

Commento 16 - Inviato da: G-72, il 29/03/2012 alle 22:20

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il pallone l'ho portato io o è gol o se smette gnicosa

Commento 17 - Inviato da: Amaranta, il 29/03/2012 alle 22:56

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il pallone l'ho portato io o è gol o se smette gnicosa

Ogni tre angoli è rigore.

Chi segna va in porta.

Chi segna il prossimo ha vinto (anche se si stava 10-1)

Posso giocare con voi? Chiedilo a lui, il pallone è suo....

Come ci divertivamo!!! Io giocavo a calcio coi maschi, da ragazzina....ma di sicuro non ne dubitavate.... Tongue out

Commento 18 - Inviato da: G-72, il 29/03/2012 alle 23:26

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sapendo tu queste sacrosante regole , non posso assolutamente dubitare ,della tua infanzia da calciatrice ,grazie amaranta per questo tuffo reciproco nel passato Laughing

Commento 19 - Inviato da: Amaranta, il 29/03/2012 alle 23:44

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grazie amaranta per questo tuffo reciproco nel passato

Smile Tongue out

Commento 20 - Inviato da: pipanos, il 30/03/2012 alle 08:43

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Ai miei tempi c'erano solo due divertimenti, il pallone e un'altra cosa ch vi potete immaginare........

Commento 21 - Inviato da: alti60, il 30/03/2012 alle 09:27

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Io che so un pò anzianotto del(60)giocavo al prato,partite infinite o corte dipendeva da quando sarebbero arrivati i vigili urbani con le moto e allora era fuga disperata giu' per il greppo che era dietro il duomo dove ora ci sono le scale mobili,li con le moto non ci potevano venire quindi si era salvi,ma molti ci rimettevano giubbotti o maglioni usati x i pali e che dalla fretta di scappare  rimanevano preda dei vigili e le mamma (come dice il Ferro) capaccioni a sfinimento Laughing

Commento 22 - Inviato da: alti60, il 30/03/2012 alle 09:30

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Ma per portare i citti allo stadio i primi tempi del C.U.A si andava nel ccorso a chiedere soldi per comprare i fumogeni e hai rabuschi gli si diceva di venire allo stadio la domenica altrimenti in settimana si ritrovavano ed erano capaccioni altro che..vacci ora a fare ste cose vai con sti fighetti mamma mia come siamo ardotti Frown

Commento 23 - Inviato da: il ferro, il 30/03/2012 alle 10:34

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quanti guadrini ho devoluto al gallorini......

RIAVESSI SOLO I SOLDI CHE HO DATO DA CITTINO AL GALLORINI FO LA MACCHINA NOVA....

Commento 24 - Inviato da: il ferro, il 30/03/2012 alle 12:34

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 sembra che si racconta d'un secolo fa.  e se gli dici che le mamme ce cignaveno tutti i giorni sul muso e spesso e volentieri in pubblico MANCO CE CREDONO......

 

la mi'mamma aveva il manrovescio invisibile:lo sentivi arrivare e basta. il mestolo non lo usava in cucina e il battipanni non lo usava per i panni. la scopa era sempre in mano con io che giravo intorno al tavolo per non fammi beccare. LA FRASE ERA: PIù SCAPPI E PIù TE NE Dò.      e durante la fuga poteva centrarmi con una ciabatta(o zoccolo di legno) alla nuca da 20 metri.....

Commento 25 - Inviato da: Gnicchelibero, il 30/03/2012 alle 12:46

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quanti guadrini ho devoluto al gallorini......

RIAVESSI SOLO I SOLDI CHE HO DATO DA CITTINO AL GALLORINI FO LA MACCHINA NOVA....

 

siamo in tanti in questa situazione!!!Laughing



Commento 26 - Inviato da: Arretium Amaranthus, il 30/03/2012 alle 12:58

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Tra una partita alla Play Station ed una al Pionta non c'è paragone.......va a spiegarglielo!!