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Scrive Ferretti: ''Nulla a che fare con questi signori. Mi hanno creato un danno, li denuncio''

L'ex presidente ha inviata una email alle redazioni, dissociandosi dalle ultime gestioni della società: ''Sono affranto, dispiaciuto e rammaricato per l'odio contro di me, ho solo cercato di vincere senza riuscirci. Deluso dal sindaco per la vicenda Di Matteo. La squadra mi ha qualificato come un attore insieme agli altri: non è così e lo dimostrerò. Ai giocatori ho sempre pagato gli stipendi e se adesso vedranno qualcosa sarà solo per la mia fideiussione. Essere paragonato a Matteoni mi offende profondamente. Nonostante questi due mesi che hanno distrutto la squadra, serve un budget di 900mila euro per portarla avanti, né di più né di meno. Il mio prossimo passo sarà una denuncia alla procura della Repubblica''



Mauro Ferretti, presidente dell'Arezzo da gennaio 2013 a novembre 2017Con una email inviata alle redazioni, l'ex presidente dell'Us Arezzo, Mauro Ferretti, ha annunciato l'intenzione di presentare una denuncia alla procura della Repubblica contro i gli azionisti di maggioranza che si sono succeduti alla guida della società dopo la sua uscita di scena.

Il testo della email.

 

Dopo mesi di silenzio da parte mia, nonostante rare risposte ad alcuni tifosi, dopo insulti ricevuti, minacce continue e abbinamenti ad alcuni signori ai quali oggi mi farebbe piuttosto schifo solo salutarli intendo chiarire che:

il sottoscritto non ha nulla a che fare con quei signori, che oggi risultano avere le quote della società né tanto meno con la presidenza e chicchessia che ha o aveva cariche dirigenziali nella stessa dopo le mie dimissioni, del vice presidente e del ds. Questo sotto il profilo legale e anche penale per diffamazione della mia persona.

Più volte ho bonariamente chiesto all'attuale presidente di non permettersi più di fare dichiarazioni e comunicati coinvolgendomi, vedi l'intervista rilasciata alla stampa dalla sua auto dicendo di non farmi più vedere allo stadio e non ultima la minaccia vera ricevuta dal suo avvocato davanti a testimoni presenti in quel momento nel mio ufficio. E' tutto registrato.

Tutti i membri del Cda attualmente sono ancora in carica nonostante le dimissioni di tutto il consiglio, altra cosa che dovranno spiegare non certo a me. Quanto sopra per ciò che riguarda il danno da me subito e ancora in atto.

Moralmente sono affranto, dispiaciuto e rammaricato per l'odio che mi è stato tirato, ho solo cercato illudendomi di vincere conoscendo il valore di chi stava con noi, non è andata bene, può succedere nella vita. Sono altresì molto dispiaciuto per ciò che io ho interpretato nella conferenza stampa dei giocatori, anche loro qualificandomi un attore insieme agli altri, per mezzo di Moscardellli: non è così e lo dimostrerò. Io con i ragazzi ci ho vissuto molto tempo, ho diviso con loro gioie e dolori, a loro lo stipendio l'ho sempre pagato, solo i contributi non ce l'ho fatta, ma loro sempre. Da loro non me lo sarei mai aspettato e se vedranno qualcosa sarà solo ed esclusivamente per la mia fideiussione.

L'anno scorso siamo arrivati quarti e buttati fuori alla prima dei play-off: questo rimprovero a loro, ma non ho detto niente, e oggi anche loro mi associano a soggetti che neanche voglio più vedere o meglio solo in tribunale.

Delusione enorme, con tutto il rispetto, verso il sindaco: quando era in corso la trattativa tra il signor Di Matteo e alcuni imprenditori che non so chi siano, io non sono mai stato chiamato a quei tavoli. Assurdo, è come cedere una casa senza interpellare il legittimo proprietario. Essere paragonato al signor Matteoni mi offende profondamente.

Per il bene dell'Us Arezzo dico solo l'ultima cosa, nell'eventualità ci fosse qualche interessato: le cifre di debito che leggo sono ridicole, non fanno altro che allontanare tutti. Per portare avanti la squadra nonostante i due mesi che l'hanno distrutta, ci vuole un budget di 900mila euro, né di più né di meno.

A Orgoglio Amaranto, all'amico Roberto Cucciniello, devo dire che la frase da lui pronunciata "gestione scellerata", è la frase meno opportuna che si poteva dire, prima di tutto perché il capitale investito non l'ho chiesto a nessuno. E secondo, se la società oggi si trova in questa situazione è perché l'acquirente e gli acquirenti dopo non hanno onorato uno solo degli impegni scritti nel contratto di cessione, anzi quasi caparbiamente hanno fatto il contrario, solo con comunicati, enunciazioni e stappi di champagne. Questo è accaduto.

Il mio prossimo passo sarà una denuncia alla Procura Della Repubblica, per tutto ciò sopra menzionato.

 

scritto da: La Redazione, 23/02/2018





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