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Il presidente dell'Olbia non ci sta: ''Contro il Livorno no, contro di noi sì. Situazione ingiusta''

Alessandro Marino, in un'intervista a GianlucaDiMarzio.com, ha manifestato grandi dubbi sulla gestione del caso Arezzo da parte della Lega. ''Vorremmo subito chiarezza, ma in una situazione del genere, con l'esercizio provvisorio non ancora concesso, è un problema. Non c'è garanzia che gli amaranto giochino le restanti gare del campionato e questa è una inaccettabile discriminazione nei nostri confronti''



Alessandro Marino, presidente dell'Olbia (Sandro Giordano - PhotoPoint)"Vorremmo subito chiarezza". Il presidente dell'Olbia, Alessandro Marino, si fa portavoce dei dubbi di molte società del girone A. L'Arezzo in questo momento è in attesa della sentenza del tribunale e non ha la certezza di arrivare al termine della stagione. Quella del 15 marzo è una data spartiacque e il destino della società amaranto tiene tutti in apprensione.

 

Ecco cosa ha detto Marino al sito GianlucaDiMarzio.com.

"Anzitutto bisogna aspettare che il tribunale accetti l'istanza di fallimento e l'esercizio provvisorio, cosa già successa quest'anno a Vicenza e Como la passata stagione. Tutto ciò significherebbe che l'Arezzo avrebbe le risorse per finire il campionato e questo sarebbe lo scenario migliore per tutti: si gioca sabato e tutte le rimanenti partite.

Il problema sta nel fatto che con la giustizia ordinaria non è possibile fornire una risposta in tempi così brevi. Presuppone delle valutazioni che il curatore fallimentare deve fare sull'esistenza e la consistenza dei fondi che dovrebbero essere in possesso della società e questo richiede tempi tecnici.

Poi pare che i fondi non ci siano e quindi bisognerebbe trovarli, aggravando la celerità delle operazioni. Ci sono i soldi della fideiussione che però coprono una parte molto bassa dei soldi che servono a finire l'anno".

 

L'Arezzo potrebbe giocare con l'Olbia e con il Monza le ultime gare del suo campionato, con risultato, qualunque esso sia, che verrebbe acquisito come definitivo (anche se la Lega potrebbe assegnare la sconfitta agli amaranto in tutte le gare del girone di ritorno). Da qui la discriminazione: perché far giocare due partite e poi magari concedere a tavolino i punti alle prossime avversarie?

"C'è troppa incertezza e io voglio tutelare l'Olbia" - riattacca Marino. "Non c'è alcuna garanzia che l'Arezzo giochi anche le altre partite e questo significa una inaccettabile discriminazione nei nostri confronti. Noi ci teniamo che si giochi, perché è giusto che il campionato sia regolare dall'inizio alla fine.

Ma non accettiamo discriminazioni nei confronti del Livorno, al quale è stata data la possibilità di rinviare la gara, in un momento in cui la situazione sarà più chiara. Questo significa utilizzare due pesi e due misure nei confronti dell'Olbia calcio e delle altre società. Non penso serva aggiungere altro per capire che è una situazione "ingiusta"".

 

scritto da: La Redazione, 28/02/2018





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