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SERIE C GIRONE B - 19a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo02Cesena
Fano11Gubbio
Fermana21Legnago
Imolese20Matelica
Mantova00Triestina
Perugia32Feralpi Salò
Samb01Padova
Sud Tirol10Vis Pesaro
Carpi42Ravenna
Modena01V. Verona
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L'Arezzo solo contro tutti. La concorrenza piange e polemizza. Ma ha la memoria corta

Presidenti, amministratori delegati, direttori sportivi degli altri club fanno le vergini e si stracciano le vesti di fronte alla crisi amaranto, lamentando iniquità, favoritismi e tirando in ballo i classici due pesi e due misure. Ma ognuno farebbe meglio a guardare in casa propria: il Gavorrano ''modello di gestione economica'' non ha nemmeno uno stadio dove giocare; il Cuneo ironizza su Maradona e Ronaldo ma confonde ciò che è successo da noi con quanto accaduto a Modena e Vicenza. E la Lucchese mette le mani avanti per il campionato falsato, dimenticando che l'anno scorso, con le penalizzazioni per violazioni Covisoc, estromise dai play-off una società che di penalizzazioni non ne aveva mezza



Adesso l'Arezzo è solo contro tutti. Prevedibile ma fastidioso, visto che presidenti, amministratori delegati e direttori sportivi degli altri club fanno le vergini e si stracciano le vesti di fronte alla crisi amaranto, lamentando iniquità, favoritismi e tirando in ballo i classici due pesi e due misure.

Di sicuro la Lega Pro è un carrozzone dove sembra girare tutto al contrario, di sicuro questa situazione di stallo non giova a nessuno (nemmeno all'Arezzo, peraltro), di sicuro la guerriglia tra Gravina e Tommasi ha avvelenato le posizioni dei rispettivi schieramenti. 

Però bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di non avventurarsi in tanti discorsoni roboanti, mascherando la necessità di tirare l'acqua al proprio mulino con le questioni di principio. 

 

Per esempio Filippo Vetrini, direttore generale del Gavorrano, ha detto a TuttoC.com: ''Se l’Arezzo si salva sul campo bene, ma se non ha i parametri economici si devono anche salvaguardare le realtà solide economicamente come la nostra. Noi siamo un modello di gestione economica di cui ci vantiamo''.

Caspita. Probabilmente Vetrini non era a Gavorrano nel 2013, quando la squadra retocesse in D e poi fu ripescata. Chissà le dirette concorrenti che idea di solidità si fecero della società, che oggi oltretutto gioca in Lega Pro nonostante non abbia uno stadio a norma e debba emigrare ogni volta a Grosseto. Un modello di gestione da leccarsi i baffi...

 

Più caustico Oscar Becchio, amministratore delegato del Cuneo, che ha dichiarato: ''Non possiamo dirci soddisfatti dell’operato di chi ci comanda. Se si va ad analizzare la regolarità del campionato, questa stagione è falsata sin dall'inizio. Da quando, più precisamente, permetti a squadre in grossa difficoltà economica come Modena, Arezzo e Vicenza di iscriversi. Tutte le società vorrebbero avere Maradona o Ronaldo ma se non te lo puoi permettere non devi prenderlo''.

Becchio deve aver fatto confusione, perché l'Arezzo a inizio stagione questa grossa difficoltà economica non ce l'aveva né aveva problemi con l'impianto sportivo (come a Modena) né aveva un buco da 12 milioni di euro (come a Vicenza). Anzi, nonostante il -1 di giugno, le scadenze successive sono state onorate, fino al primo scricchiolio di ottobre (stipendi sì, contributi no). Il patatrac è arrivato dopo, ma questo è un altro discorso.

 

Il top del top comunque è la presa di posizione di Antonio Obbedio, direttore sportivo della Lucchese, il quale evidentemente ha memoria cortissima. Le sue parole: ''Il campionato purtroppo non sarà più completamente regolare perché quando le partite saranno recuperate, le posizioni di classifica delle squadre impegnate nei recuperi potrebbero portare a fare calcoli. Io mi auguro più che altro che vengano diminuiti i tempi per affliggere le penalizzazioni''.

Quando la sua Lucchese, giusto un anno fa, aveva il -2 in classifica per le violazioni Covisoc e venne comunque ammessa ai play-off, e venne a vincere ad Arezzo, beffando una società che di penalizzazioni non ne aveva nemmeno mezza, Obbedio gongolò e sulla regolarità della manifestazione non disse niente. Adesso mette le mani avanti, ignorando o facendo finta di ignorare che purtroppo, in questo calcio malato, la ruota gira. Oggi tocca a me, domani tocca a te.

 

scritto da: Andrea Avato, 03/03/2018





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