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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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NEWS

Troppo presto e troppi soldi. Tutti i dubbi sull'asta che non tutela né l'Arezzo né i creditori

Soltanto trenta giorni di esercizio provvisorio e poi il bando con condizioni stringenti che mette in difficoltà i potenziali interessati all'acquisto della società. In più l'aut aut: o tutto si risolve il 16 aprile, oppure si portano i libri in tribunali. Ai curatori il compito di utilizzare senso di responsabilità per non buttare a mare tutto ciò che è stato fatto finora. Anche questa dovrà essere una settimana di mobilitazione



i curatori Lucio Francario e Vincenzo IoffrediMa perché un’asta a trenta giorni di calendario di distanza dalla assegnazione dell’esercizio provvisorio? Non è un tempo eccessivamente breve per consentire a chi ne avesse interesse di valutare ed organizzare una nuova società, capitalizzarla, fornirla della liquidità necessaria? Perché a Vicenza hanno concesso l’esercizio provvisorio a gennaio con asta prevista a giugno e qua si deve andare a rotta di collo? Queste domande me le faccio solo io? E che dire degli oltre 400.000 euro di debito rateizzati verso l’erario? Sarebbe una ragione di più per concedere tempo invece che per strozzare le intenzioni e la volontà di chi si sta attivando per salvare definitivamente la scialuppa amaranto.

 

Davvero da non credere; in Veneto il curatore si fa in quattro, bussa a mille porte, va in televisione per richiamare l’attenzione sulle vicende che stanno interessando il glorioso sodalizio biancorosso e qua invece si fanno quattro o cinque comparsate e poi si fa la corsa contro il tempo per fissare un’asta quando ancora non si sa se il futuro della squadra sarà la serie C o qualcosa di peggio, auspice il gentile trattamento speciale della Lega in fatto di penalizzazioni e di calendario. Tutto ciò con una assai dubbia tutela degli interessi della massa creditoria perché se salta tutto non si capisce chi ne possa trarre giovamento, posto che il patrimonio della società sono i calciatori e col fallimento sono tutti sciolti dal contratto.

 

Bertini e Ghinelli a Viterbo con IoffrediInsomma, nella lunghissima ed estenuante collezione di maramaldi e misteri si aggiunge ora questa asta fissata così, a brevissima distanza dalla fissazione dell’esercizio provvisorio, che complica le cose e rischia di riportare tutto punto e a capo. Aggiungo poi che anche dire che ''se va deserta si chiude'' è un po’ pretestuoso, perché di norma se ne fissa anche una successiva, con base più bassa e sempre nell’interesse della massa creditoria, invece pare che il 16 aprile sia la linea del Piave: o si resiste o si muore. Inutile aggiungere che se c’è qualcuno che si è sbilanciato, facendo intendere di essere pronto a rilevare il titolo sportivo ed ora cerca la scusa per defilarsi, questo non è accettabile e non può essere accettato.

 

Quali trattative e quali impegni siano stati assunti lo sanno il sindaco Ghinelli e il consigliere Bertini. A loro richiamare alla dignità e al rispetto della parola chi l’ha data. Ad Orgoglio amaranto e alla città tutta sta invece chiedere ai curatori che la smettano di accrescere l’asintonia con chi sale dalla capitale verso Arezzo. La squadra di calcio sta facendo il suo sul campo. La gente lo ha fatto con i contributi, l’amministrazione mobilitandosi. Non è certo finita qua e lo sappiamo, siamo pronti a combattere ancora ma basta con le prese in giro e con le azioni che non fanno altro che alimentare i dubbi ed i sospetti. Il 15 marzo si era parlato chiaramente di un’asta a fine campionato. Perché adesso si debba fare un mese prima qualcuno ce lo deve spiegare. Se a causa di questo salta la baracca, qualcuno dovrà rendercene conto. Deve essere una settimana di mobilitazione: questa salvezza ce la prenderemo con i denti in campo e fuori!

 

scritto da: Paolo Galletti, 09/04/2018





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