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La Cava non si tira indietro. Nuovi scenari in vista del 16. I curatori attendono segnali

C'è fermento intorno all'Us Arezzo, con l'asta convocata per lunedì prossimo. Francario e Ioffredi hanno bisogno di liquidità per alimentare l'esercizio provvisorio e, secondo un'interpretazione prudente e pragmatica della legge fallimentare, ritengono necessario pagare stipendi e contributi mese per mese, a prescindere dalla scadenza fissata dalla Lega a metà giugno. L'impegno dell'immobiliarista di Perugia, la mediazione di Ghinelli, l'elasticità richiesta ai commissari: ecco cosa potrebbe succedere



Giorgio La Cava, immobiliarista, è interessato all'Us ArezzoLa Lega fissa la prossima scadenza amministrativa a metà giugno. Ma i curatori, secondo un'interpretazione prudente e pragmatica della legge fallimentare, ritengono che gli stipendi a dipendenti e tesserati (con relativi contributi) debbano essere versati mese per mese. E quindi, se nessuno vi fa fronte, l'esercizio provvisorio non può essere alimentato e l'unica alternativa è chiudere la baracca.

E' uno dei motivi, il più consistente, per cui l'asta è stata fissata presto, anzi prestissimo rispetto alla data della sentenza del collegio fallimentare. Dal 15 marzo al 16 aprile ci sono trentuno giorni, ma già nel provvedimento del giudice Antonio Picardi si potevano scorgere gli stretti margini dentro cui si sarebbero mossi i commissari.

L'esercizio provvisorio, lo disse l'avvocato Vincenzo Ioffredi nella prima conferenza stampa, è come un gran premio della montagna, in cui c'è una salita dopo l'altra e manca il tempo per rifiatare. Che la strada verso un felice epilogo della stagione sarebbe stata dura e tortuosa, si era capito, anche se nessuno si aspettava di arrivare al redde rationem così celermente.

Di sicuro non se lo aspettavano gli imprenditori interessati a rilevare la società, spiazzati da cifre e tempistiche dell'operazione oltre che dall'intransigenza del professor Lucio Francario: ''se l'asta va deserta, portiamo i libri in tribunale''.

 

 

In questi giorni sono in corso grandi manovre per trovare una soluzione in grado di allungare l'esercizio provvisorio, garantire gli investimenti degli imprenditori, tutelare il comitato dei creditori e tranquillizzare la squadra, che deve giocare partite importanti e guadagnarsi la permanenza in categoria.

Giorgio La Cava, per esempio, è disponibile a mettere sul piatto i soldi necessari a sostenere la spesa corrente, il che potrebbe sciogliere qualche nodo. E non è così scontato che il gruppo rappresentato dal commercialista Giovanni Minetti si sia tirato indietro definitivamente.

E' chiaro che le condizioni poste dal bando sono considerate troppo onerose e quindi questa settimana servirà per definire scenari diversi, anche con la mediazione del sindaco Ghinelli. Una lettera d'intenti da presentare lunedì in tribunale, con impegni economici garantiti ma scadenzati nel tempo, finalizzati comunque a onorare la debitoria sportiva, non è ipotesi da scartare.

E' chiaro che servirà un po' di buonsenso da parte dei curatori, ai quali nessuno chiede di recitare la parte dei ''venditori della Folletto'', come si definì il collega Nerio De Bortoli a Vicenza, né di fare veramente il porta a porta a caccia di denari. Ma di utilizzare un minimo di elasticità, considerando contesto e prospettive, assolutamente sì. E pare che anche i commissari se ne stiano convincendo.

 

scritto da: Andrea Avato, 10/04/2018





Asta il 16 aprile. Tutti i soldi da mettere sul tavolo

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