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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
IN SERIE B
Vicenza, Monza, Reggina, Reggiana
PLAY OFF
Reggiana10Bari
PLAY OUT
Pianese00Pergolettese
Olbia10Giana Erminio
IN SERIE D
Gozzano, Pianese, Giana Erminio, Rimini, Arzignano, Ravenna, Rieti, Rende, Bisceglie
MONDO AMARANTO
pittoresco tifoso amaranto
NEWS

Una maglia, una sciarpa, una bandiera. Tutti colorati d'amaranto per l'ennesima battaglia

Ultimi centottanta minuti di campionato con il destino della stagione ancora in sospeso. Può succedere di tutto, i giochi sono aperti sia in testa che in coda alla classifica e l'Arezzo deve spingere fino in fondo. Oggi si gioca un altro derby, un'altra partita ricca di fascino e tradizione: battere il Pisa sarebbe fondamentale per inseguire quella salvezza che la squadra, lo staff e il pubblico meritano. La tifoseria è chiamata a recitare la sua parte



“Che ve lo dico a fare”! Oggi c’è Arezzo-Pisa e potremmo chiuderla qui, se non fosse che, scrivendo, sfogo un po’ di quella tensione che attanaglia ogni vigilia, specialmente quando si tratta di un derby e quando si arriva a questo punto della stagione. Alla fine di questo campionato psicologicamente interminabile, infatti, mancano solo centottanta minuti che in un modo o nell’altro contribuiranno, insieme ai verdetti della giustizia sportiva, a scrivere il nostro destino. Provare a fare calcoli, confrontando i nostri impegni con quelli delle dirette concorrenti, è roba da cerchio alla testa quanto mai inattuabile: ci ho provato, cellulare in una mano e biglietti appena stampati nell’altra, ma con i playoff ulteriormente allargati alla undicesima classificata, praticamente non esiste squadra che non abbia più nulla da chiedere al proprio campionato tranne, forse, proprio il Pisa, ma diciamolo sottovoce e non pensiamo certo che venga qua in gita…

 

Dicevo che tra chi può ancora ambire ai playoff, chi come noi vorrebbe evitare i playout e chi magari non vuole perdere una posizione di partenza vantaggiosa o il proprio posto agli spareggi promozione, tutte teoricamente potrebbero e dovrebbero dare battaglia con tutte. Una battaglia totale, insomma, come il motto che da queste parti va per la maggiore, coinciso e diretto, da quando ci hanno permesso di riscendere in campo, a patto di però di spremerci come limoni ogni tre giorni per poter racimolare quei punti necessari a dare forma a una “mission impossible”. Leggi gli incontri in programma e ti rendi conto che il Cuneo ospita il Monza che può ancora sperare di arrivare quarto, che l’Arzachena potrebbe accontentarsi di un punto ma la ProPiacenza no perché il Gavorrano è in agguato, anche se andrà da una Giana che potrebbe ancora agguantare i playoff così come il Pontedera che riceve il Prato… E niente, datemi un’aspirina!

 

Niente calcoli, allora: in tavola mettiamo solo tutto il cuore che abbiamo per superare questi ultimi due ostacoli con la saccoccia piena e vedere poi a che punto siamo. Perché la missione di cui sopra non è ancora compiuta: mancano gli ultimi livelli, quelli difficilissimi che ti tengono ore incollato al tuo videogioco preferito nel tentativo di completarli; mancano queste ultime due sfide ed eventualmente quelle successive, ulteriori centottanta minuti che ti portano in salvo o ti spingono nel baratro. Noi vogliamo un lieto fine e dobbiamo scriverlo insieme: anche oggi serve consolidare quello splendido legame che unisce squadra, mister e tifoseria. Un fronte comune per sentirci più grandi e più forti dinanzi alla tempesta; uno schieramento a testuggine per difenderci e coprirci a vicenda dalle sassate che ci sono piovute addosso da ogni dove. E tutto questo merita di trovare il giusto sbocco, l’epilogo che non avevamo nemmeno il coraggio di sognare qualche mese fa.

 

Dentro una stagione in continua burrasca, abbiamo trovato qualche limpida soddisfazione proprio nei derby vinti a Pisa e contro Livorno e Siena in casa e ora, dopo mesi e mesi in apnea, vediamo la costa, la terra promessa e servono gli ultimi sforzi, magari un altro derby da cui uscire vincitori, per sperare di approdare a un lido sicuro. Stavolta abbiamo avuto una settimana di tempo, ed era l’ora, per preparare al meglio la partita e speriamo che questo si noti in campo dopo l’inevitabile appannamento delle ultime gare. Anche per noi tifosi c’è stato qualche giorno in più di “riposo” per ricaricare le corde vocali e tornare allo stadio più carichi che mai. Forza, facciamo il biglietto e tingiamoci d’amaranto come ulteriore segno di compattezza, di un tutt’uno con la squadra, vestendo una maglia dello stesso colore di quella che luccica in campo. Portiamo una sciarpa o una bandiera ed esibiamola orgogliosi. Vogliamo un colpo d’occhio emozionante, una grande onda amaranto che batte le mani, salta, canta e alza al cielo i propri vessilli. Forza ragazzi, noi ci crediamo!

 

scritto da: Luca Amorosi, 28/04/2018





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