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Tre derby su tre, l'Arezzo non sbaglia un colpo. E adesso non c'è niente di impossibile

Dopo Livorno e Siena, anche il Pisa cade al Comunale. Decisivo un gol di Moscardelli: un rientro in grande stile il suo, a distanza di due mesi e mezzo dall'ultima partita giocata davanti al pubblico amaranto. Muscat e Varga, progressi vertiginosi da inizio campionato. Semprini la sorpresa positiva del finale di stagione, in un gruppo di under che potrebbe essere la base da cui ripartire il prossimo anno. Ma prima c'è da chiudere al meglio l'annata e nessun epilogo è precluso



1. La salvezza diretta non è una missione impossibile. Nonostante le traversie di una stagione che ne vale dieci, l'Arezzo ha la concreta possibilità di centrare un risultato inatteso, che sembrava un miraggio soltanto poche settimane fa. Pavanel lo ha definito storico e storico, in effetti, sarebbe.

2. Mettendo tutto sulla bilancia, non è facile comprendere se sia più straordinaria la tenuta mentale, fisica, tecnica della squadra o l'impegno, innanzittuto economico, che ci stanno mettendo La Cava e Anselmi per traghettare la società verso la salvezza. A febbraio, siamo onesti, non avremmo scommesso un euro né sull'una né sull'altra cosa.

3. Il rombo ormai è una garanzia. L'Arezzo ha trovato la sua fisionomia, copre bene il campo, palleggia, costruisce pericoli e rischia pochissimo. Dietro c'è del lavoro. E il lavoro, alla lunga, paga.

4. Moscardelli non segnava da tre mesi esatti (28 gennaio, rigore contro il Piacenza). Non segnava su azione dal 30 dicembre (4-2 alla Giana). Non metteva piede dentro il Comunale dall'11 febbraio (sconfitta con l'Alessandria). Non festeggiava un gol decisivo in casa dal 3 dicembre (1-0 al Prato). Il suo è stato un ritorno in grande stile.

5. ''Se Moscardelli e Cutolo giocano con e per la squadra, almeno un gol lo facciamo ogni partita'' (cit Massimo Pavanel).

 

 

6. Muscat e Varga sono i giocatori che, durante l'annata, hanno fatto i progressi maggiori. Ne avevano i margini, evidentemente. Ma è un dato di fatto che il primo stava per fare le valigie a gennaio e il secondo, dopo il debutto con espulsione a fine agosto, era stato additato come un brocco. Pavanel ha saputo plasmarli, dare loro una corazza tattica, sgrezzarli tecnicamente. Ha inciso anche la possibilità di giocare a certi livelli con le rispettive nazionali. Il maltese adesso è più sicuro quando c'è da dare avvio all'azione. Lo slovacco ha nel piede il cambio gioco. E l'Arezzo prende pochi gol.

7. Se davvero l'anno prossimo bisognerà ripartire dai giovani, non sarebbe sbagliato dare continuità ai ragazzi che tanto bene stanno facendo adesso. Perisan (ma anche Ferrari), lo stesso Varga, Della Giovanna, Benucci rappresentano un piccolo zoccolo duro su cui contare. 

8. Discorso a parte per Semprini, vera scoperta di questo finale di stagione. Ha giocato in tutti i ruoli della difesa, sia a tre che a quattro, ha fatto il centrale, il marcatore puro, il quarto, il quinto, a destra e a sinistra, ha segnato un gol e dimostrato una personalità sorprendente. Ha vent'anni, può fare carriera.

9. 1-0 al Livorno, 1-0 al Siena, 1-0 al Pisa. L'entusiasmo della gente. Il cuore oltre l'ostacolo. Il fronte comune. La passione. Il campanile. La speranza. Il mese di aprile è stato un cardiotonico. Nel film del nostro campionato, abbiamo appena vissuto il colpo di scena più importante. Adesso speriamo ci sia il lieto fine.

10. Chissà quali programmi ha Pavanel per il prossimo anno. Chissà quali programmi ha la Ss Arezzo. Se combaciassero, sarebbe cosa buona e giusta.

 

scritto da: Andrea Avato, 29/04/2018





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