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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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''Caro mister, ti scrivo. Ci hai fatto innamorare tutti. Per te ci sarà sempre gratitudine''

Lettera aperta a Massimo Pavanel, artefice di una stagione sopra le righe. A pochi giorni dalla trasferta decisiva di Carrara, un grazie ai giocatori e al tecnico che ha sdoganato il concetto della resilienza. A prescindere da cosa accadrà in futuro, se la prossima panchina sarà ancora quella dell'Arezzo oppure no, la tifoseria e la città saranno sempre riconoscenti a un uomo per bene



Massimo Pavanel, allenatore amarantoCaro mister, ti scrivo. Ti scrivo spogliandomi dell’abito del cronista. Ti scrivo da tifoso e ancor prima da aretino. Ti scrivo oggi, senza sapere come andrà a finire a Carrara. Non importa se sarà salvezza diretta (come tutti speriamo) o se dovremo passare dai playout.

Tu e i tuoi ragazzi avete già vinto. Avete fatto innamorare una tifoseria intera. Le vostre imprese (e non penso di esagerare) hanno trascinato un’intera città. Se l’Arezzo ormai sembra avviarsi verso un porto sicuro ed ha scongiurato lo spettro di dover ripartire da zero un’altra volta è sopratutto grazie a te e ai tuoi giocatori che con le vostre vittorie, le vostre prestazioni avete spinto tutti a non mollare. Perché sarebbe stata una profonda ingiustizia vanificare quanto fatto dentro quel rettangolo verde.

Caro mister, ci hai dato una lezione di vita in quella conferenza stampa del 17 febbraio quando invitasti stampa, istituzioni e città a farsi un esame di coscienza e ad assumersi ognuno le proprie responsabilità per aver permesso a personaggi inqualificabili di prendere in giro l’onore e la storia calcistica di Arezzo. Quelle parole sono state per me un grande insegnamento.

Caro mister, hai sdoganato un concetto per me fondamentale: la resilienza. Certe traiettorie della mia vita mi hanno obbligato ad essere resiliente. A non mollare di fronte alla avversità, a non piegarmi al destino quando questo è cinico e baro. E ci sembra profondamente ingiusto.
Questa stagione sportiva è metafora della vita di ognuno di noi.

Sei un Uomo con la U maiuscola. Di uno spessore superiore.

Una sola volta, da quando seguo professionalmente l’Arezzo mi sono “innamorato” di un tecnico. Era il 2006, eravamo in B, sfiorammo i playoff per la serie A, l’allenatore era Gustinetti. Nemmeno Conte e Sarri, nella loro parabola amaranto, mi hanno trasmesso certe emozioni. Ci sono voluti 12 anni e il tuo arrivo per riprovare un brivido dentro.

Nella consueta intervista post partita dopo la vittoria sul Pisa ti ho chiesto se con la nuova proprietà si può ragionare di una tua permanenza ad Arezzo. Mi hai risposto che ogni allenatore vorrebbe allenare qua.

Non so se ti vedremo su questa panchina anche l’anno prossimo. Le scelte professionali dipendono, spesso, da ragioni diverse da quelle del cuore.

Una cosa è certa: ad Arezzo nessuno ti dimenticherà mai. Tantomeno io. La gratitudine, si dice, non è di questo mondo. Forse in parte è vero. Con questa lettera ho voluto esprimertela perché è giusto cosi.

Semplicemente grazie!

Con stima


scritto da: Andrea Lorentini, 30/04/2018





Arezzo-Pisa 1-0, immagini dagli spalti

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