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Serse Cosmi compie sessant'anni. Ad Arezzo un ciclo da applausi. Tanti auguri mister!

Ricorrenza speciale per l'allenatore che da noi ha segnato un'epoca, resistendo per cinque stagioni consecutive su una delle panchine più calde d'Italia. Due promozioni, la serie B sfiorata, un'identificazione totale con lo spirito della piazza e della tifoseria, un legame che ha resistito al trascorrere del tempo e che anzi si è consolidato: il tecnico ha poi girato l'Italia e avrebbe meritato una carriera con qualche successo in più. Ma i tifosi amaranto conservano con lui un rapporto speciale



Serse Cosmi premiato dai tifosi amaranto nella sua prima partita da avversarioBuon compleanno mister! E' una ricorrenza speciale per Serse Cosmi, che oggi fa cifra tonda e compie 60 anni. Un post di auguri era doveroso per l'allenatore che ha segnato un'epoca ad Arezzo, resistendo per cinque stagioni consecutive su una delle panchine più calde d'Italia.

Arrivato nel 1995 in mezzo alla diffidenza e partito nel 2000 tra gli applausi, Cosmi è stato il protagonista che più di tutti, nella storia recente amaranto, ha lasciato un'impronta. Due promozioni, la serie B sfiorata, un'identificazione totale con lo spirito della piazza e della tifoseria, un legame che ha resistito al trascorrere del tempo e che anzi si è consolidato, come succede quando si crea un rapporto vero e profondo.

La prima volta che tornò da avversario in una gara ufficiale, il 23 ottobre 2004, fu sommerso dall'affetto di quel pubblico che aveva guidato in mezzo alle battaglie della serie D, della C2 e della C1, a Tolentino e Macerata, a Lugo di Romagna e Ancona, a Terni e Pistoia.

Il video di quella serata (Arezzo-Genoa 2-2) resta uno dei momenti più significativi degli ultimi anni, a testimonianza che qua da noi, quando ci sono i presupposti giusti, riconoscenza e gratitudine prevalgono anche sulle rivalità più accese, come quella con il Perugia.

Quel che è stato Cosmi ad Arezzo, comunque, lo sappiamo. Oggi, diciott'anni dopo i saluti, Serse è un allenatore diverso: alle spalle ha i miracoli sotto la gestione Gaucci, la promozione conquistata e revocata d'ufficio a Marassi, la Champions con l'Udinese, qualche esonero di troppo, la serie A sfumata in extremis a Trapani e tanta altra roba.

Avrebbe meritato una carriera con qualche successo in più, lui che si è sempre sentito un uomo di campo e non un personaggio, dentro un calcio che gli ha perdonato poco, anzi niente. Maurizio Crozza, quando ne sdoganò la popolarità con quell'imitazione a Mai dire gol, forse non gli ha fatto un buon servizio. Ma è senno di poi.

E forse è vero che la panchina della Roma, un sogno professionale e personale, non l'ha raggiunta perché non era considerato chic né sofisticato, in un periodo in cui la forma contava quanto e più della sostanza.

Ma oggi non è giorno di rimpianti per lui, che dopo Pontevecchio e Arezzo è passato da Perugia e Genoa, Udinese e Brescia, Livorno e Palermo, Lecce e Siena, Pescara e Trapani. Fino all'Ascoli, dove sta lottando per una salvezza che fino a poco tempo fa sembrava utopia. 

Auguri mister. Sotto certi aspetti, per tornare a una canzone di moda al tempo amaranto, quelli di Cosmi ad Arezzo sono stati veramente i migliori anni della nostra vita calcistica.

 

scritto da: Andrea Avato, 05/05/2018





Amarcord / Serie B 04-05 / Arezzo-Genoa 2-2

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