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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
IN SERIE B
Vicenza, Monza, Reggina, Reggiana
PLAY OFF
Reggiana10Bari
PLAY OUT
Pianese00Pergolettese
Olbia10Giana Erminio
IN SERIE D
Gozzano, Pianese, Giana Erminio, Rimini, Arzignano, Ravenna, Rieti, Rende, Bisceglie
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Comunque vada, sarà una classifica sub judice. Le lungaggini vergognose della giustizia

Il Piacenza e il Gavorrano hanno annunciato il ricorso contro le penalizzazioni di 2 punti inflitte dal tribunale. La procura federale impugnerà la sentenza di assoluzione della Pro Piacenza. Poi ci sono i due ricorsi dell'Arezzo per inadempienze riscontrate il 16 dicembre e il 16 febbraio: sono passati quasi cinque e quasi tre mesi e ancora non si è arrivati a un giudizio definitivo. I tempi biblici delle corti stanno avvelenando un campionato già tormentato di suo. L'ultima parola, anche per gli amaranto, potrebbe non essere quella del campo ma di una camera di consiglio



Comunque vada, la classifica di domani resterà sub judice fino a chissà quando. I tempi biblici della giustizia sportiva, in questo molto simile alla giustizia ordinaria, colmeranno di veleno una stagione già tormentata per mille motivi in serie C.

Non c'è solo l'Arezzo appeso alle lungaggini delle corti. Il Piacenza e il Gavorrano hanno annunciato il ricorso contro le penalizzazioni di 2 punti inflitte dal tribunale federale nazionale per le irregolarità amministrative di marzo. La procura federale, stando a quanto filtra da Roma, impugnerà la sentenza di assoluzione della Pro Piacenza.

E quindi, presumibilmente, il verdetto d'appello arriverà per tutte e tre le società a play-off già iniziati e a ridosso del 19 maggio, giorno in cui si dovrebbero disputare le gare d'andata dei play-out. Ma se l'iter è farraginoso come si sta dimostrando per l'Arezzo, gli spareggi promozionesalvezza rischiano di cominciare più tardi.

Poi c'è la società amaranto, i cui ricorsi riguardano inadempienze riscontrate il 16 dicembre e il 16 febbraio. Sono passati quasi cinque e quasi tre mesi e ancora non si è arrivati alle sentenze definitive. Roba da pazzi, tantopiù che il primo ricorso è stato discusso in aula il 26 aprile. A distanza di otto giorni, i giudici non hanno sciolto le riserve. Il secondo ricorso, invece, è stato posticipato al 9 maggio.

Forse il caso Arezzo è veramente spinoso. O forse di mezzo ci sono stati il sabato, la domenica, il lunedì del ponte, il primo maggio e allora le toghe ne hanno approfittato per riposare le meningi. O forse la sindrome del Ponzio Pilato fa proseliti ed è più conveniente rimandare tutto a bocce ferme.

Il che alimenterebbe inevitabilmente la peggiore dietrologia, perché riscrivere la classifica finale a tavolino, comunque vada, scatenerebbe polemiche tremende e giustificate. Già è un mezzo scandalo che ci siano punti in bilico a novanta minuti dal termine del campionato. Figurarsi a campionato chiuso.

E' giusto ricordare che la giustizia sportiva si muove su binari autonomi rispetto agli organi di governo della serie C. E che in passato, anche i vertici della Lega hanno protestato per alcuni provvedimenti che hanno rivoluzionato i format dei tornei. 

E' però un dato di fatto che le magagne sono sempre di più. Che esistono pochissime certezze regolamentari, economiche, normative in questa categoria che andrebbe riformata al più presto.

Il caso emblematico è quello delle fideiussioni: obbligatorie per l'iscrizione ma quasi carta straccia perché stipulate (quasi tutte) con una compagnia assicurativa che la Lega stessa aveva suggerito a inizio stagione e che però, al dunque, non paga.

Roba da campionati amatoriali, da barzelletta: invece qua sappiamo bene che un inghippo del genere, un inghippo da 350mila euro, avrebbe potuto affossare definitivamente la società alle prese con il fallimento, l'esercizio provvisorio e una possibile ripartenza.

Questa resterà l'annata in cui Modena, Vicenza e Arezzo sono state dichiarate fallite dai tribunali ordinari. In cui il Modena è stato radiato a torneo in corso. In cui il Vicenza non ha saputo risollevarsi dalle difficoltà. E in cui l'Arezzo ha dato una grandissima prova di orgoglio e coraggio.

Domani c'è l'ultima partita a Carrara. L'imperativo è vincere e sperare nella salvezza diretta, sapendo che l'ultima parola potrebbe non essere quella del campo ma di una camera di consiglio

 

scritto da: Andrea Avato, 04/05/2018





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