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Non si spenge l'eco della grande impresa. Arezzo ancora gode per le emozioni di Carrara

Anche la stampa nazionale celebra lo straordinario campionato amaranto, sottolineando i meriti di una piazza che, a differenza di Vicenza e Modena, è riuscita a trovare le risorse per sovvertire un finale che sembrava scritto. ''Qualcuno aveva studiato il fallimento dell'Arezzo, noi dovevamo combattere tutto questo dando l'anima in campo'' ha detto Pavanel al sito GianlucaDiMarzio.com e le emozioni del 5 maggio non sono evaporate neanche un po'



''Non avevo segreti, l'unica certezza era trasmettere fiducia. Sempre. Non dovevamo accettare l'ingiustizia, il fatto che fossero altri a decidere il nostro futuro. Avevamo una sola strada: andare in campo e dare il mille per cento. Qualcuno aveva studiato il fallimento dell'Arezzo, noi dovevamo combattere tutto questo dando l'anima in campo (...)

Ai ragazzi dicevo: io ci sono e non accetto l'ingiustizia. Vedete cosa preferite fare, se ci alleniamo lo facciamo in modo da vincere le partite. Altrimenti diciamolo subito e andiamo a bere qualcosa al bar. Alla fine, volevano allenarsi tutti. Questi sono uomini fantastici, grazie a loro siamo riusciti in questa impresa (...)

Indimenticabile la vittoria sotto il diluvio a Pisa, ma soprattutto il momento in cui a Carrara ho visto i nostri tifosi in una curva stracolma piangere a dirotto, a fine partita. Eravamo senza parole, poi ho detto ai ragazzi: abbiamo fatto qualcosa di grande''.

 

 

Sono brani dell'intervista che Massimo Pavanel ha rilasciato a Fabrizio Romano per il sito internet GianlucaDiMarzio.com

L'epica della battaglia totale noi l'abbiamo vissuta giorno dopo giorno e l'abbiamo celebrata con un'enfasi commisurata al valore dell'impresa compiuta. Ma è giusto che a livello nazionale venga dato il giusto risalto a quel che ha fatto l'Arezzo e che non è riuscito al Vicenza, ultimo in classifica e appeso all'esito dei play-out, e neanche al Modena, stritolato dai debiti e dalla burocrazia fino alla radiazione.

Qua, invece che restare sotto le macerie, siamo riusciti a mettere la testa fuori e conquistare due salvezze in una: quella societeria e quella sul campo. Soltanto gli osservatatori in malafede, i superficiali e gli incompetenti possono disconoscere i meriti di una piazza che ha trovato al proprio interno le risorse per risollevarsi e per darsi una nuova speranza. Sono passati diciotto giorni da quel meraviglioso pomeriggio di Carrara, ma godersi quella gioia, quelle emozioni è appagante oggi più di ieri. Non scordiamoci cosa è successo quest'anno. E teniamolo a mente per il futuro.

 

scritto da: Andrea Avato, 23/05/2018





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