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Arezzo e Moscardelli, prove di rinnovo. Gol, qualità, immagine, ingaggio: via alla trattativa

Pieroni e Testini hanno sempre detto che l'ultima parola su conferme e cessioni ce l'avrà l'allenatore, ma un'idea se la sono fatta. E il capitano è tra quelli che meritano di restare: nonostante i 38 anni garantisce ancora un rendimento sopra la media, gioca per i compagni, è il beniamino del pubblico, è popolare e apprezzato trasversalmente. Ma stavolta dipenderà anche dal centravanti, che per sposare la nuova politica societaria dovrà prendere in esame la possibilità di uno stipendio più basso. La piazza si augura il lieto fine



Davide Moscardelli sotto la curva a Carrara dopo la salvezzaTrentotto anni compiuti il 3 febbraio. Capitano della squadra. Sedici gol due stagioni fa e dodici l'anno scorso in campionato. Più uno in Coppa Italia e uno nei play-off. Beniamino della tifoseria. Ingaggio più alto della rosa. In scadenza di contratto.

Davide Moscardelli dopo la partita di Carrara ha festeggiato con i compagni e il pubblico in piazza Grande, poi ha staccato la spina. Ha portato la famiglia a EuroDisney e si è divertito come un bambino. Si è fatto un altro tatuaggio. In questi giorni si sta coccolando la barba che per lui è come lo scudo per Capitan America. Come il codino per Baggio. Come il Saracino per Arezzo.

Dovrà incontrarsi con la dirigenza della nuova società, mettersi al tavolino e cominciare a ragionare sul da farsi. Pieroni e Testini hanno sempre detto che l'ultima parola su conferme e cessioni ce l'avrà l'allenatore, ma un'idea se la sono fatta. Anche perché sarebbe impossibile non avere un'idea su uno come il Mosca.

Ed è chiaro che l'idea è positiva per molte ragioni. Innanzitutto quella tecnica: l'attaccante è ancora oggi uno dei giocatori più fortti della categoria, al punto che a gennaio poteva andare al Pisa, cioè in un club che lottava per la B. E in B, probabilmente, troverebbe collocazione pure adesso. Tatticamente è una risorsa: sa fare la prima e la seconda punta, non gioca solo per se stesso ma anche per i compagni, quando torna indietro sugli angoli a sfavore, di testa spesso la prende lui.

 

 

Poi c'è l'immagine, positiva e stimolante, che Moscardelli porta in dote con sé. Benvoluto, popolare, apprezzato trasversalmente, simpatico, social nel modo giusto, senza eccessi. Ricominciare con lui sarebbe un biglietto da visita perfetto per la Ss Arezzo, alle prese con una rifondazione che non può non presupporre qualche base certa.

E' chiaro che però, mai come stavolta, dipenderà anche dal giocatore. Il nuovo corso ruota attorno a una riduzione del monte stipendi, a un contenimento delle spese, a una politica mirata agli investimenti sulle strutture, sul vivaio, cercando comunque di salvaguardare la competitività della prima squadra.

E quindi è presumibile che il Mosca debba prendere in esame una sforbiciata ai suoi emolumenti, mettendo sul piatto della bilancia assegni mensili più leggeri ma pure la benevolenza di un ambiente che lo ha adottato e osannato fin dal primo giorno. 

La terza stagione consecutiva con la stessa maglia, con un ruolo di leader sempre più marcato e la possibilità di arrivare alla fatidica soglia dei 200 gol in carriera davanti alla curva che stravede per lui, rappresentano il lieto fine che tutti si augurano. Nel giro di un paio di settimane sapremo se andrà veramente a finire così. 

 

scritto da: Andrea Avato, 29/05/2018





I gol da sballo di Moscardelli con l'Arezzo

Tutti i gol di Davide Moscardelli con l'Arezzo
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