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SERIE D GIRONE E - Playoff e Playout

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Fideiussioni, seconde squadre e giustizia sportiva. Il guazzabuglio clamoroso della serie C

Dalla suddivisione dei gironi al numero delle società iscritte, dai ripescaggi al regolamento dei play-off, in terza serie è tutto aleatorio. Oggi c'è, domani non c'è. Ad Arezzo abbiamo toccato con mano il caso Argo, con il presidente La Cava che dovrà cacciare di tasca i 350mila euro garantiti a inizio stagione dalla compagnia assicurativa e ancora non pagati. Poi c'è il caso delle squadre B, dapprima annunciate in pompa magna e ora messe in congelatore. Intanto ieri la Caf ha dato ragione alla Vibonese: l'anno scorso (!) doveva restare in C. Nel frattempo i calabresi in C ci sono tornati da soli, vincendo il campionato



La serie C resta un guazzabuglio di normative, lungaggini, ritardi e paradossi. Ad Arezzo abbiamo toccato con mano l'incredibile caso della fideiussione depositata a inizio stagione e ancora non incassata perché... boh.

Trattasi di 350mila euro che sarebbero serviti come il pane nelle settimane scorse e che farebbero comodo anche tra poco, quando la società dovrà provvedere all'iscrizione al prossimo campionato e saldare la debitoria sportiva pregressa. 

Ma tutti ormai hanno capito l'antifona, compreso La Cava che quei soldi dovrà cacciarli di tasca e chi s'è visto s'è visto. Il paradosso è che Argo Group International Holdings, compagnia di assicurazioni internazionale con sede alle Bermuda e base operativa europea a Malta, l'aveva suggerita proprio la Lega. 

Gravina tra l'altro si trova in un cul de sac, perché la normativa antitrust impone che fideiussioni bancariere e assicurative debbano essere considerate alla stessa stregua e quindi sì, anche l'anno prossimo, teoricamente, le società per iscriversi potranno appoggiarsi di nuovo alla Argo. Tutto molto bello.

Ma in serie C, dalla suddivisione dei gironi al numero delle squadre iscritte, dai ripescaggi al regolamento dei play-off, è tutto aleatorio. Oggi c'è, domani non c'è. Quello delle seconde squadre è un altro esempio eclatante: siamo partiti in pompa magna, annunciando la rivoluzione già da settembre, con la Juve B, il Milan B, l'Inter B eccetera eccetera che avrebbero affrontato Arezzo, Fermana e Matera, e ieri Gravina ha frenato: ''Nella riunione dell'11 aprile avremmo dovuto essere più attenti. Sono favorevolissimo alle seconde squadre ma c'è un problema di metodo: non ha il rispetto che merita. Se vengono create in base al vuoto di organico si corre il rischio di creare una sola seconda squadra''. Una bocciatura, quindi.

E poi, per gradire, ecco l'ennesima sentenza a scoppio ritardato. Mentre gli amministratori della giustizia sportiva riflettono su codici e codicilli, il calcio giocato va avanti. Ieri la Caf ha ribadito che l'anno scorso (parliamo dell'anno scorso!!!) il Messina doveva essere retrocesso all'ultimo posto (fideiussione farlocca) e la Vibonese doveva restare in C. Invece la Vibonese la mandarono in serie D e oggi le hanno dato ragione con tanto di scuse. Con un piccolo dettaglio a margine: i calabresi la categoria l'hanno riconquistata da soli, perché hanno vinto il campionato. 

Così è se vi pare.

 

scritto da: Andrea Avato, 30/05/2018





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