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SERIE C GIRONE A - 22a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Lecco32Novara
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A Gavorrano insistono: ''L'Arezzo doveva essere escluso. Moralmente non siamo retrocessi''

E' proprio un'ossessione. Nonostante la batosta ai play-out contro il Cuneo (che sul campo aveva conquistato 4 punti in meno), Luigi Mansi continua ad atteggiarsi a vittima del sistema, puntando il dito contro la società amaranto. Il patron dei maremmani a Il Tirreno: ''Noi avevamo il diritto di restare in serie C''. Un atteggiamento che ricalca in toto la linea di Filippo Vetrini, il bizzarro direttore che, oltre alle partite, ha perso anche la credibilità



uno striscione dedicato al patron del Gavorrano, Luigi MansiOssessionati dall'Arezzo. A Gavorrano, nonostante la retrocessione ai play-out contro il Cuneo (che sul campo aveva conquistato 4 punti in meno), continuano a menare il can per l'aia, atteggiandosi a vittime del sistema e insistendo nel puntare il dito contro la società amaranto.

 

I colleghi di TuttoC.com hanno riportato le dichiarazioni rilasciate a Il Tirreno dal patron Luigi Mansi"Abbiamo regalato l'inizio nella nuova categoria, che ricordiamolo per noi era sconosciuta, con quell'avvio sciagurato e le tante sconfitte consecutive, che hanno minato il morale e la classifica, per il resto della stagione. Però era dovuto a chi ci aveva portato tra i professionisti. Poi ci siamo ripresi, ribaltando completamente la squadra e i risultati sono cambiati, decisamente in meglio.

Purtroppo fuori campo è successo di tutto. Un comportamento strabico degli organi dirigenti della Federazione, e il caso eclatante dell'Arezzo che doveva essere estromesso dal campionato per il fallimento. Insomma, tutte situazioni che andrebbero analizzate ancora adesso con maggior attenzione.

Moralmente non la considero una retrocessione, noi avevamo il diritto di rimanere in serie C. È stata un'annata bellissima, che ci ha fatto conoscere il calcio dei grandi e questo non ce lo potrà togliere nessuno".

 

Luigi Mansi già a marzo aveva sproloquiato in sala stampa, accusando l'Arezzo e chiosando con un ''questo non è più calcio, è mafia''. Parole che gli sono poi costate due mesi di inibizione e seimila euro di multa. In quella circostanza aveva anche sbandierato con enfasi la puntualità dei pagamenti della sua società, che poco dopo è stata deferita e penalizzata di 2 punti per inadempienze amministrative.

Oggi, invece di recitare il mea culpa, riprende a parlare di cose che non conosce, ignorando che l'Arezzo, con uno sforzo senza precedenti, è stato capace di salvare squadra e società contando soltanto sulle proprie risorse, senza piagnistei né favoritismi. Un atteggiamento, quello di Mansi, che ricalca in toto la linea di Filippo Vetrini, il bizzarro direttore che, oltre alle partite, ha perso anche la credibilità.

 

scritto da: Andrea Avato, 30/05/2018





Mansi (Gavorrano): ''Questo non è più sport, è mafia''

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