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Seconde squadre, ripescaggi e altri club che saltano per aria: solita confusione in serie C

Inter, Juve, Milan, Roma, Atalanta: questo il ranking provvisorio delle squadre B, annunciate in pompa magna e adesso nel limbo. Verranno iscritte o no? Non si sa. Di sicuro il format della terza serie non comprenderà sessanta club, come prevede lo statuto: il Bassano verrà inglobato dal Vicenza, mentre i presidenti di Pro Piacenza, Trapani e Matera hanno annunciato i titoli di coda. Intanto la Lega chiede soldi e garanzie. Che poi sono garanzie fino a un certo punto, come la fideiussione da 350mila euro dell'Arezzo che il palazzo non riesce a incassare e che dovrà pagare la nuova dirigenza amaranto. Un obbrobrio giuridico di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità



striscione amaranto contro le storture della LegaIl format della serie C, secondo lo statuto federale, dovrebbe essere a sessanta squadre, venti per ognuno dei tre gironi. In realtà ogni estate qualche società salta per aria e la Figc cerca di rimpinguare gli organici con i ripescaggi, originando polemiche infinite e proponendo spesso rimedi peggiori del male.

La storia delle seconde squadre è emblematica: dapprima è stata annunciata in pompa magna, poi è arrivata la marcia indietro. Vedere la Juve B, l'Inter B, il Milan B eccetera eccetera confrontarsi con i club di terza serie, sarebbe per molti addetti ai lavori un rimedio efficace contro la crisi di talenti del calcio italiano, fuori dai Mondiali dopo tempo immemore.

Non tutti la pensano così, a cominciare dalla Lega di B che ha minacciato azioni legali di ogni sorta per combattere una decisione che è presa, non è presa, non si sa. Ad ogni modo, le società di serie A per iscrivere le seconde squadre dovrebbero sborsare alla Lega di Gravina più di un milione di euro cash, il che fa gola per ovvi motivi.

Il ranking provvisorio sarebbe questo: Inter 18,7; Juventus 18,2; Milan 17,4; Roma 16,9; Atalanta 14,9; Fiorentina 14,4; Napoli 12,5; Torino 12,2; Lazio 11,5. Ma non è detto che tutte le società scelgano di utilizzare le squadre B, anche perché c'è il problema impianti: dove giocherebbero le partite ufficiali di campionato? Boh.

Di sicuro qualche vacanza di organico ci sarà. Già l'estate scorsa si sono iscritte solo 57 società, poi il Modena è sparito di scena in inverno, mentre il Bassano lo farà tra poco dopo l'inglobamento con il Vicenza deciso dal patron Renzo Rosso. Una vicenda sui generis che sta dividendo l'opinione pubblica.

E ancora: il presidente Alberto Burzoni ha annunciato che non porterà avanti l'attività della Pro Piacenza. Siamo ai titoli di coda, in una città che disperdeva energie e risorse per gestire due club in serie C. Un paradosso che aveva evidenti storture.

Ma non è finita qui. Dopo aver sfiorato la promozione in serie A, perdendo la finale play-off contro il Pescara tre stagioni fa, anche il Trapani è all'epilogo. Il comandante Vincenzo Morace, artefice di anni di gloria dall'Eccellenza alla serie B, lascerà il timone. ''Le note vicende giudiziarie, aggravate dall’età e dal mio stato di salute, mi hanno profondamente segnato e sconvolto la mia famiglia'' ha scritto in una lettera aperta.

Idem a Matera, dove il patron Saverio Colummella aveva manifestato difficoltà nei mesi scorsi, incappando in 13 punti di penalizzazione come l'Arezzo. Il club lucano rischia seriamente di non iscriversi al prossimo torneo.

Siamo già a 55, con le nove neopromosse dalla serie D monitorate dalla Lega: Gozzano (Novara), Pro Patria, Virtus Verona, Rimini, Albissola (Savona), Vis Pesaro, Rieti, Potenza e Vibonese. 

Giugno, come sempre, sarà il mese delle incertezze e delle difficoltà. Per iscriversi al campionato, la Lega chiede soldi e garanzie. Che poi sono garanzie fino a un certo punto, come la fideiussione da 350mila euro dell'Arezzo che il palazzo non riesce a incassare e che dovrà pagare la nuova dirigenza amaranto. Un obbrobrio giuridico di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità.

 

scritto da: Andrea Avato, 08/06/2018





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