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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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NEWS

Il Museo dei Mezzi di Comunicazione

Anche se ancora molti non lo sanno, Arezzo vanta la prima esposizione permanente di Mezzi di Comunicazione in Italia. Il museo è stato inaugurato nel dicembre 2005 e trova sede all’interno del Palazzo Comunale, con entrata da via Ricasoli.



Il cembalo scrivano di Ravizza del 1855Anche se ancora molti non lo sanno, Arezzo vanta la prima esposizione permanente di Mezzi di Comunicazione in Italia. Il museo è stato inaugurato nel dicembre 2005 e trova sede all’interno del Palazzo Comunale, con entrata da via Ricasoli.
Nelle sale espositive sono attualmente visibili circa un migliaio di pezzi, suddivisi in sette macro-argomenti: Precinema, Cinema, Riproduzione dei Suoni, Le Prime Telecomunicazioni, La Scrittura, Il Calcolo e Le Telecomunicazioni Moderne.
Tutto il materiale presente fa parte dell’immensa collezione di Fausto Casi, direttore scientifico dell’operazione, ed è il frutto di una ricerca quasi quarantennale in tutto il mondo.
La raccolta è stata offerta in comodato gratuito alla città, mentre per la gestione del museo è stata creata un’associazione onlus denominata “Il Mondo in casa”, in omaggio alla mostra nazionale di radio d’epoca che si tenne in città nel 1987, considerata il primo passo verso la realizzazione di questa realtà museale.
I contributi della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, uniti al finanziamento di Eutelia per l’allestimento delle vetrine, hanno dato una mano a far decollare il progetto, che vanta la collaborazione del Museo della Storia della Scienza di Firenze. Tutti coloro che visitano questo luogo, che siano appassionati di fotografia, cinema, musica, tecnologia o semplici curiosi, ne rimangono puntualmente entusiasti.
Il Ricevitore radiofonico Ing. Ramazzotti del 1926La sezione dedicata al Precinema si compone di una miriade di oggetti, tra i quali si segnalano giochi e inganni ottici, ologrammi, lanterne magiche, figure anamorfiche e zootropi.
Il Cinema è rappresentato da stupende macchine da ripresa e da proiezione con la pellicola 35 millimetri e da macchine da cinema a passo ridotto.
Nell’ala riservata alla Riproduzione dei Suoni si ammirano megafoni, fonografi, registratori e grammofoni. Di questi ultimi è notevole il modello che ritroviamo anche nel celebre logo de La Voce del Padrone. Altro pezzo pregiato è il juke box italiano dei primi anni Venti, incastonato in un mobile intarsiato.
Ampio è il segmento rivolto alle Prime Telecomunicazioni, si va da telegrafia e telefonia con i fili ai primi apparecchi radiotelegrafici di Marconi, fino alla radiotelefonia. Stupendi sono il trasmettitore radiotelegrafico per navi del 1923/25, modello unico al mondo, e il ricevitore radiofonico Ing. Ramazzotti del 1926, con l’altoparlante Safar tipo “Vittoria Alata”.
Altri ambienti sono adibiti alla storia della Scrittura manuale, meccanica ed elettronica (stampa, macchina da scrivere, ecc.) e a quella del Calcolo (dal modello ricostruito del compasso di Galileo fino alla “contabile”, che negli anni Settanta del secolo scorso operava già tramite un piccolo programma).
Il viaggio si conclude con le Telecomunicazioni moderne: radio, televisioni, i computer (sono presenti i mitici Commodore) e i primi cellulari.
Lo Zootropio di Marey del 1882Il Museo dei Mezzi di Comunicazione, coadiuvato da una ricca biblioteca, vuole essere anche un luogo interattivo, dove ascoltare suoni, riprodurre immagini e fare esperimenti. Già adesso le tante scolaresche che gli fanno visita si posso cimentare con alcuni giochi ottici e un trasformatore Tesla, in grado di ricreare artificialmente il fulmine.
Per il futuro c’è l’idea di raddoppiare la superficie espositiva e il numero di oggetti da mettere in mostra, sempre facenti parte della Collezione Casi, elevando Arezzo a punto di riferimento nazionale per gli amanti della storia della tecnologia e occasione di sviluppo per il territorio dal punto di vista culturale, scientifico, economico e turistico.

scritto da: Marco Botti, 17/07/2009