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Dal gol al Cesena alla scuola calcio. Riecco Fabiano: ''I giovani devono giocare con il sorriso''

Il 21 maggio 2006, in serie B, mise la firma su una segnatura che poteva essere decisiva per l'accesso ai play-off. Uno scudetto con l'Atletico Paranaense, uno con il Fenerbahce, una coppa Intertoto con il Perugia: dopo i successi da calciatore, il brasiliano allena e sarà il supervisore del progetto ''primi passi'' che l'Arezzo porterà avanti insieme all'Olmo Ponte. ''Con i più piccoli bisogna saperci fare, bisogna capirli. A loro dirò: allenatevi divertendovi''



Fabiano Rodrigues Lima, in azione durante Arezzo-Cesena del maggio 200621 maggio 2006. L'Arezzo era in corsa per i play-off di serie B e giocava in casa contro il Cesena. Stadio pieno, curva sud colorata da un bandierone amaranto gigantesco. Anche la maratona zeppa di gente. Finì 1-0, arbitro Rosetti. Il gol decisivo lo segnò Fabiano Rodrigues Lima, terzino sinistro brasiliano che Pieroni aveva portato al Comunale dopo averlo visto all'opera nel Perugia di Cosmi, un paio d'anni prima.

Fabiano a fine campionato passò al Genoa, poi alla Reggina, poi fece la spola tra Spagna, Italia e Brasile, giocando con Celta Vigo, Vicenza, Guaranì e Criciuma. Oggi ha 39 anni e un palmarès in cui spiccano un titolo brasiliano vinto con l'Atletico Paranaense, uno scudetto turco conquistato con il Fenerbahce e una coppa Intertoto alzata a Perugia.

Di lui si erano perse le tracce fino a pochi giorni fa, quando l'Arezzo ha annunciato la collaborazione tecnica con l'Olmo Ponte per il settore giovanile. La scuola calcio ''primi passi'', cogestita dalle due società, è stata affidata proprio alla supervisione di Fabiano, che da qualche mese abita ad Arezzo.

 

''Ho frequentato il corso allenatori a Livorno, ho preso il patentino Uefa C per allenare nei settori giovanili. Adesso devo ringraziare il direttore Pieroni. E' la seconda volta che mi porta ad Arezzo''.

La prima fu nel 2006.

''Esatto. Grande squadra quella, avremmo meritato di più. Floro Flores era un attaccante fortissimo''.

Ricorderai anche il tuo gol al Cesena alla penultima di campionato.

''Certo che me lo ricordo. Fu un gol importante, potevamo qualificarci per i play-off e la speranza era di farcela. Invece, nonostante la vittoria a Piacenza una settimana dopo, restammo fuori per la differenza reti. Grande piazza Arezzo, tifoseria calda, stadio pieno''.

 

Fabiano con i colori dell'Atletico ParanaenseNel tuo futuro quindi c'è la carriera da allenatore, giusto?

''Sì, ho fatto il secondo in Portogallo e in Brasile. Poi ho concluso il corso per le giovanili due settimane fa. Ora bisogna cominciare a lavorare''.

Quando prenderà corpo il progetto della scuola calcio?

''Mi auguro prima possibile. Questione di giorni, la società ha dovuto pensare a mille cose. In settimana c'è il raduno della prima squadra, poi piano piano toccherà anche a noi''.

Cosa dobbiamo aspettarci dai ''primi passi''?

''Un lavoro accurato a tutto tondo. Non è facile capire quale di questi bambini potrà veramente avere un futuro nel calcio ma è la cosa più stimolante. A me piace cercare e scoprire talenti''.

Cosa metterai di tuo in quest'attività?

''Con i più piccoli, con i giovani in generale, bisogna saperci fare. Bisogna capirli da un punto di vista tecnico e psicologico, tenendo a mente che un conto è la prima squadra e un conto è il vivaio''.

Porterai una metodologia di lavoro particolare?

''No, nel calcio non s'inventa niente. E' importante osservare come si evolve la settimana sul campo e cogliere i segnali che arrivano dai ragazzi''.

Tattica sì o tattica no?

''Dipende dall'età. In generale, a me piacerebbe recuperare l'allegria. Guardo i giovani allenarsi e non li vedo felici, spensierati. Troppo spesso sono incollati a smartphone e pc, invece dovrebbero giocare di più. Il calcio è una cosa bella. Ad Arezzo mi piacerebbe portare soprattutto il sorriso''.

 

scritto da: Andrea Avato, 11/07/2018





Amarcord / Serie B 05-06 / Arezzo-Cesena 1-0

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