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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
IN SERIE B
Vicenza, Monza, Reggina, Reggiana
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Reggiana10Bari
PLAY OUT
Pianese00Pergolettese
Olbia10Giana Erminio
IN SERIE D
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Martina e Davide al teatro di Epidauro - Grecia
NEWS

L'Arezzo cerca punti fermi nel campionato delle incertezze. Il primo bilancio post ritiro

L'estate 2018 resterà nella storia per i tanti problemi che stanno zavorrando il calcio italiano. Ma gli amaranto, che domani chiuderanno la preparazione a Bagno di Romagna, devono pensare a mettere le basi per la nuova stagione. Nonostante i test poco attendibili, qualcosa di buono s’è visto in fase di impostazione e finalizzazione. Intorno alla squadra c'è curiosità e anche fiducia



Varutti, Persano e Tassi durante l'ultima sgambataRiusciranno i nostri “eroi” a mettere insieme un campionato? A giudicare da quanto sta accadendo da giugno in avanti si direbbe di no, visto che la decisione di coinvolgere le squadre B è miseramente naufragata davanti alla richiesta di un milione e 200mila euro di iscrizione più i costi per sostenere trasferte e approntare organici giovani ma dignitosi, che tre società sono fallite (ed altre comunque non navigano in buone acque) e ben sei hanno chiesto di essere riammesse alla serie B (ben altri ricavi e contributi) mentre altre hanno domandato di tornare in terza serie ma non si sa ancora se ne hanno i requisiti. Il tutto in una frastornante girandola di ricorsi, controricorsi, tribunali sportivi e non di vario grado, accuse reciproche e classifiche avulse soprattutto dalla realtà.

 

 

Partendo dall’inizio, infatti, si nota a colpo d’occhio una anomalia che però, chissà perché, sfugge ai maggiorenti delle varie Leghe. L’idea (infelice) di far partecipare le squadre giovanili dei massimi club nazionali all’ultimo campionato professionistico trovava fondamento nell’idea di rilanciare il calcio italiano, orfano di giovani talenti, dopo l’esclusione della Nazionale dai mondiali. Poi capita che le rappresentative Under 17 e Under 19 arrivino alla finale dell’Europeo di categoria (perdendo, però con onore, in entrambe le occasioni). Questo vuol dire che i ragazzi in gamba ci sarebbero e che magari bisognerebbe che trovassero spazio nei rispettivi club invece di essere considerati rincalzi di stranieri spesso di mediocre profilo che stanno là solo in virtù degli osceni intrallazzi dei procuratori con le società medesime. E del resto Rivera esordì in A a 16 anni, poco più che ragazzino anche Mazzola e poi Del Piero, Baggio, Totti, Baresi, Maldini…

 

Matteo Brunori Sandri, ad Arezzo in prestito dal ParmaCerto ci vuole il coraggio di rischiare e quello di mandare a quel paese certi personaggi (ed anche certi giri di denaro facile). Cominciare da lì invece che partire avvilendo ancora di più un torneo che già di per sé non appare esaltante, potrebbe essere un’idea. L’altro fatto che ogni estate di più rende evidente è che questo calcio (dove trovano spazio anche progetti aberranti di multiproprietà come quelli di De Laurentiis e Lotito) e in aprticolare questa serie C strutturata in questo modo, con queste assurde divisioni geografiche che moltiplicano i costi, senza un tetto al monte ingaggi e con loschi figuri che continuano ad avvicinarsi ai club senza essere né schedati né fermati, ha ben poche possibilità di sopravvivenza.

 

 

Da Firenze affermano che sono consapevoli delle difficoltà dei club: bene, allora ci spieghino perché l’Arezzo deve andare a giocare ad Alessandria e Gorgonzola invece che a Gubbio e Fano (e viceversa, naturalmente). Si vede che si divertono a giocare ogni anno all’equazione con incognita come è stata la penosa stesura del calendario di Coppa Italia. L’ultima perla, di ieri, è la notizia che il calendario si farà (forse) il 22 agosto. In questo caso sarebbe inevitabile il rinvio della prima giornata (25-26 agosto, impossibile organizzare) e la probabile inclusione di un ulteriore turno infrasettimanale con danno per i tifosi ed anche per le società che in queste partite di mezza settimana hanno una media spettatori da torneo dei bar. Ma loro, i grandi capi, sono “consapevoli” e vorrebbero anche “spiegarci quel che pensiamo” e allora basta così. Proviamo a parlar di pallone nonostante il mal di stomaco.

 

mister Alessandro Dal CantoDomenica si riaprono le porte dello stadio. Esordio casalingo per vedere finalmente alla prova la pattuglia di “ragazzotti” contro un avversario più probante dei volonterosi romagnoli affrontati sino ad ora. A prescindere dalla poca consistenza di chi avevamo davanti, qualcosa di buono s’è visto in fase di impostazione e finalizzazione. Tutta da verificare invece la tenuta difensiva giacché gli avversari fin qui incontrati varcavano la metà campo più perché non riuscivano a frenare l’affannosa rincorsa ai ragazzi di Dal Canto che per effettiva volontà di affacciarsi all’area di rigore. Siamo curiosi ed anche fiduciosi. Intanto si riparte da dove abbiamo temuto di non dover ripartire. Non è banale, non era scontato. Ora vedremo e giudicheremo, come sempre, dai fatti. Con la Lucchese (che al Città di Arezzo nelle ultime tre uscite ha vinto due volte e pareggiato una) oltretutto ci sarebbero anche un paio di questioncelle ancora aperte. Dai Arezzo, ripartiamo.

 

scritto da: Paolo Galletti, 02/08/2018





Arezzo A-Arezzo B 0-0
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