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Dettagli incoraggianti, qualche dubbio e tanto lavoro da fare. L'Arezzo in cerca di un'identità

In questo momento il chiaroscuro è naturale, visti i carichi di lavoro da smaltire e la fisionomia tattica da acquisire. Buona l'attitudine al pressing alto e anche la condizione di due vecchietti come Cutolo e Luciani. Da rivedere la qualità di manovra e il reparto di centrocampo, dove Salifu e Tassi potrebbe portare miglioramenti notevoli e dove un reintegro di Cenetti non sarebbe negativo. Intanto il pubblico risponde bene: più di mille spettatori il 5 agosto sono un ottimo segnale



Alessandro Dal Canto, prima stagione ad ArezzoLavoro da fare: tanto. Idee incoraggianti: alcune si. Dubbi: inevitabili. L’esordio stagionale al Comunale mi vien da sintetizzarlo in questa maniera perché in questo momento il chiaroscuro è un portato naturale di carichi di lavoro da smaltire e identità tattiche da acquisire. In questo senso Dal Canto e tutto il gruppo devono ancora lavorare per darsi un profilo definito sul modo di stare in campo, per trovare le giuste distanze tra i reparti, per evitare sbandamenti che a regime possono costare cari. Però è anche vero che incoraggiante è parsa l’attitudine di attaccare alto il portatore di palla, segno che come promesso la squadra vorrà dare un’interpretazione offensiva alle partite.

 

Buona la condizione di due “vecchietti” come Cutolo e Luciani, con il primo in spolvero con gol d’autore e il secondo a spingere come sa, nonostante un assetto che più lo richiama in fase di copertura rispetto al 3-5-2 di Pavanel. Semmai i dubbi riguardano una certa involuzione nella manovra dopo i primi 20/25 minuti, ovvero quando la Lucchese ha stretto le linee (trovato il pari un po’ per caso i rossoneri, con non più di 5/6 giorni di allenamento nelle gambe, hanno sostanzialmente rinunciato a offendere) e nessuno è riuscito ad imprimere un cambio di ritmo in mezzo al campo. Si poteva forse ricorrere di più ai cambi (Persano in debito di ossigeno quasi tutta la ripresa) ma più probabilmente quel che manca è un po’ di personalità e di guida (orfani di De Feudis ci si fa caso).

 

Aniello Cutolo, subito in gol all'esordio di CoppaSperiamo che il rientro di Salifu (un mesetto, si dice, che non è poco per cominciare) e la possibilità di schierare Tassi (giovane, ma con un po’ di gavetta già fatta) porti in dote quello “spessore testicolare” che in un campionato scorbutico come quello della serie C serve come il pane. E’ anche una delle ragioni per le quali, personalmente, continua a dispiacermi la piega che ha preso l’affare Cenetti. A prescindere dalle ragioni e dai torti, uno come lui in un gruppo lo terrei sempre. Evidentemente Pieroni e Testini si sentono sufficientemente sicuri con l'organico che hanno allestito e dato che gli si riconosce indubbia competenza, non possiamo che attendere fiduciosi. Oltretutto l’inizio stagione slitta per le “penelopi” federali che ancora non sanno decidersi su chi vincerà la pesca di beneficenza che ogni anno avvilisce i tifosi e mette a dura prova i nervi dei dirigenti (campanile a parte, la situazione del Siena appare oggettivamente paradossale) e quindi tempo e spazio per altre verifiche ce n’è, come ce n’è per correttivi ed integrazioni.

 

Avanti con ottimismo, quindi. Intanto è stato bello ritrovarsi in parecchi sulle gradinate del “Città di Arezzo”. Mille spettatori il 5 di agosto da queste parti non sono pochi e testimoniano del perdurare della scia positiva del post-Carrara; un patrimonio importante di affetto e passione che dobbiamo tutti avere cura di sviluppare e di incrementare, rifuggendo da critiche affrettate ma anche da tentazioni (o pretese) di consenso omologato che non fanno bene a nessuno. Ah! Poi ci sarebbe da dire del codice “etico-estetico” ma lasciamo fare. E' solo la prova ulteriore (se ce ne fosse stato bisogno) che la situazione è tragica ma non è seria.

 

scritto da: Paolo Galletti, 09/08/2018





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