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Gravina ribadisce la linea dura: ''Troppi ricorsi in sospeso, così la serie C non può cominciare''

In una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, il presidente della Lega Pro ha ribadito che, nonostante lo slittamento giù ufficializzato dal 26 agosto al 2 settembre, il campionato è a rischio rinvio. ''Una riforma è indispensabile, ma non ci si può arrivare tramite lacerazioni interne. Le squadre B? La montagna ha partorito un topolino''



Gabriele Gravina, presidente della Lega ProIn una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, Gabriele Gravina ha ribadito che, nonostante lo slittamento giù ufficializzato dal 26 agosto al 2 settembre, il campionato di serie C è a rischio rinvio. Il presidente della Lega Pro è stato duro nei confronti della Lega di B, che ha deciso con la sponda della Figc di ridurre il format del torneo da 22 a 19 squadre. 

 


«La motivazione di fondo della serie B è stata quella di bloccare i ripescaggi per far partire i campionati. Tralascio la vera ragione. Purtroppo, però, si è innescata una reazione a catena che ha danneggiato principalmente la Lega Pro. Buon senso e rispetto sono venuti meno in un effetto domino incontrollabile. Abbiamo accumulato una montagna di ricorsi. Così i campionati non possono cominciare. La riforma dei campionati è indispensabile. Ma non ci si può arrivare attraverso lacerazioni, servono rispetto delle altre componenti e senso di responsabilità. Senza questi elementi si cura solo un piccolo orticello e ciò non farà bene al calcio italiano. Assai presto, questo metodo sarà sconfessato dai fatti e dalle divisioni che inevitabilmente ne deriveranno».

La riduzione del numero delle squadre dovrebbe avvenire, dunque, interessando tutte le componenti? Se ognuno procede in proprio si sprofonda nel caos? E’ così, Gravina?

«Siamo già nel caos. E’ dimostrato dall’incertezza del format in ciascuna delle categorie. Inoltre, se ho letto bene il comunicato del Commissario della Figc, quello della serie B è stato solo temporaneamente modificato. Nel 2019 si tornerà a 22 club. Incredibile! Confido che il Collegio di Garanzia del Coni ripristini la situazione precedente. Poi spero che venga molto presto eletta anche la governance federale per avviare seriamente la riforma del calcio compresa quella dei campionati. Tutti insieme e senza lacerazioni incurabili».

Parlando di flop, è stato molto critico anche sulle “Squadre B”. Perché?

«Il progetto doveva essere innovativo. Invece la montagna ha partorito un topolino per la fretta con la quale si è agito. Il fatto che abbia riguardato un solo club italiano (la Juve, ndr), la dice lunga. Tuttavia la cosa più triste è l’effetto distorsivo che ha generato. Preoccupante l’assalto alle regole che disciplinano le multiproprietà. Con deroghe allo Statuto Federale».

 

scritto da: La Redazione, 20/08/2018





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