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Anche i numeri confortano Dal Canto. Per l'Arezzo una partenza sprint e morale alle stelle

Piedi per terra e volare bassi: l'allenatore non vuole eccessi di euforia ma può compiacersi di un avvio di stagione molto positivo. 7 punti in 3 giornate rappresentano uno score che negli ultimi dieci anni avevano messo insieme soltanto Sottili e Cari, senza contare che nei tornei prof una vittoria in trasferta al debutto mancava dal 1984. La squadra ha trovato la quadratura tattica, sta bene fisicamente e di testa: il contesto migliore per preparare il derby di Siena



Alessandro Dal Canto, 43 anni, prima stagione ad ArezzoPiedi per terra e volare bassi. L'Arezzo si gode il momento positivo ma Dal Canto vuole evitare eccessi di euforia che potrebbero diventare letali, specie nei giorni che precedono una partita sentita come quella di Siena. 

''I giovani possono avere picchi verso l'alto e verso il basso - disse il mister nella conferenza stampa di sabato mattina. Quando la prestazione sarà inferiore alle aspettative, l'ambiente dovrà avere la maturità di considerarla uno step di crescita e non una bocciatura''.

Concetto giustissimo, anche se i risultati positivi sono un toccasana e contribuiscono a migliorare autostima e fiducia nei propri mezzi. Oltretutto, nessuno si aspettava un impatto così convincente con il campionato. L'Arezzo ha raccolto 7 punti, giocando due volte in trasferta su campi difficili, e tirando fuori prestazioni incoraggianti sul piano della manovra.

Anche le statistiche confortano l'Arezzo, che non debuttava con una vittoria dal 2012 (Città di Castello-Arezzo 0-4), non debuttava con una vittoria nei prof dal 2008 (Arezzo-Cavese 2-1) e non debuttava con una vittoria tra i prof in trasferta addirittura dal 1984 (Cesena-Arezzo 1-2).

 

 

L'1-0 di Lucca ha sfatato il tabù del Porta Elisa che resisteva da 18 anni (2-1 targato Frick nel 2000) e i 7 punti nelle prime tre giornate, seppure non siano un inedito, rappresentano comunque un bottino considerevole. C'era riuscito Sottili due stagioni fa, ma quella rosa era sulla carta più pronta e competitiva di questa. E c'era riuscito Bacis nel 2011, ma parliamo di serie D. Nella storia recente, nessun altro, se non Cari nel 2008.

Il vento, quindi, sta soffiando alle spalle e la speranza del pubblico (ma anche di Dal Canto e della società) è che venga sfruttato per allungare la striscia utile. Siccome le aspettative della piazza, dopo la rivoluzione sul mercato, erano molto più basse, le suggestioni per quest'Arezzo che vince e convince si stanno sprecando.

Qualcuno è tornato con la memoria al famoso e pluricelebrato Arezzo-Cittadella del 2003, quando un gol di Serafini dette il via alla cavalcata dell'Arezzo di Somma. Nessuno s'immaginava che in fondo alla stagione ci sarebbe stato il tesoro della serie B, invece successe per davvero. Ma il parallelo è improponibile, perché quello era un organico di gente scafata, mentre questo ha all'interno una batteria di under scelti con oculatezza.

Resta il fatto che Dal Canto sembra aver trovato la quadratura giusta dal punto di vista tattico (un solo gol al passivo a fronte di 3 segnati), che va ad aggiungersi a una condizione fisica brillante e a un morale che tende al rialzo. Siena sarà un altro banco di prova molto tosto, ma l'Arezzo ci arriva nel modo migliore possibile.

 

scritto da: Andrea Avato, 03/10/2018





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