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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Carrarese30Gozzano
Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
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Pepone e Betty sposi
NEWS

E' un Arezzo che vince con l'audacia. Gioco, grinta, volontà i punti di forza degli amaranto

Il bicchiere è mezzo pieno: 7 punti in tre giornate sono un bottino incoraggiante e anche la prestazione di domenica, meno brillante delle altre due, ha comunque offerto spunti d'ottimismo. La fuga di Brunori al 94', che ha propiziato il gol di Persano, è emblematica dell'atteggiamento della squadra. Ci sono dettagli da migliorare ed eccessi di leziosismo da correggere, ma a Siena Dal Canto ci arriva nelle condizioni migliori. Quella di domenica, si sa, non è una partita come le altre



esultanza amaranto dopo il gol di Buglio all'ArzachenaUn Arezzo di audaci: come tali la sorte benigna ci ha assistito dando a Brunori la forza di fare quello scatto di 50 metri dopo 95 minuti di sole, di botte e su un campo (s’è saputo poi) allentato con arte maldestra; gli ha dato la rabbia per inseguirlo anche quando sembrava perduto, quel pallone che in scivolata ha buttato nella mischia dove il suo giovane compagno, istinto del killer d’area, lo ha trasformato in una vittoria meritata ben oltre il gioco espresso. Ho letto critiche un po’ pesanti sulla squadra e mi è tornato in mente l’ammonimento del grande Serse Cosmi in un post partita: “Si vede che qualcuno da queste parti è abituato a vedere il Real Madrid”.

 

 

Certamente c’è stato un passo indietro rispetto a Pisa, ma non mancano le attenuanti (atteggiamento avversario, clima, campo, partita infrasettimanale): in un processo di crescita ci può stare. Se poi si coniuga la partita non eccelsa con una vittoria strappata coi denti, a me il bicchiere pare comunque mezzo pieno. De gustibus... I limiti nel tradurre in concretezza il gioco, già emersi nelle precedenti due gare, si sono confermati. Brunori non è un “puntero” ma un attaccante di movimento, uno che va magari servito sulla velocità. Ai centrali dell’Arzachena, ma anche del Pisa, regalava almeno dieci centimetri e un bel po’ di peso. Bisogna cercarlo in modo differente, probabilmente. Per ora abnegazione e voglia non gli fanno difetto. Arriverà anche il gol.

 

Brunori combatte dentro l'area dei sardiIntanto dopo tempo immemore si bagna la prima in casa con un successo (faticoso, s’è detto) che fa classifica, morale e ci proietta con fiducia verso la Val d’Arbia. Ecco: questa di domenica non sarà mai una partita come le altre. E’ un concetto che mi piacerebbe venisse ben recepito dai tanti nuovi di questo Arezzo. Dei protagonisti dello scorso anno residuano solo Luciani, Foglia, Cutolo (più l’esiliato Cenetti). Se non riusciamo noi con le nostre parole dovranno essere loro a far comprendere ai più giovani quanto conta questa gara. La rivalità con Siena è roba atavica, antica ma mai stantia. E’ la rivalità vera, giacchè quella con gli “umbrigeni” è stata frutto di screzi e dispetti prevalentemente calcistici e più recenti. Quella con la città del palio, invece, trova le sue radici nelle dispute per territori limitrofi e poi (di più) nella differenza di carattere, di approccio, di ruffianeria verso il potere.

 

 

Schivi, rustici, poco inclini al compromesso, ipercritici ma schietti e generosi noi aretini. Afflitti da perenne senso di superiorità, contigui e collusi coi palazzi del potere (dai Papi, ai Medici, alla politica più recente) i senesi. Nel corso del tempo si sono susseguiti episodi più o meno cruenti, con accuse reciproche e reciproche smentite. Fortunatamente da qualche anno a questa parte si va solo di sfottò, come è giusto che sia perché è quel che dà sapore al piatto che si consuma sul campo. Riguardo a questo è probabile che domenica sera non mancherà una adeguata coreografia o qualche coro che sbeffeggi le attese tradite dei bianconeri nella vicenda ripescaggio. Ci sta e fa parte del gioco.

 

Cutolo sta per scoccare il tiro decisivo nel derby di aprileVa però oggettivamente riconosciuto che la società della presidentessa Anna Durio ha subito una porcata di dimensioni colossali. Sia nel merito che, soprattutto, nei tempi. Fatto il doveroso omaggio all’obiettività, si torna però alla sfida che sarà importante e sentita anche da parte loro. Ai motivi di campanile (identici e rovesciati) si aggiungerà anche una comprensibile voglia di rivincita nei confronti di quella squadra che con il gol di Nello Cutolo fece perdere al Siena la vetta della classifica e probabilmente anche il campionato. Va da sé che servirà un Arezzo diverso da quello visto con l’Arzachena. Servirà più attenzione in difesa perché se è vero che abbiamo subito solo un (auto)gol è anche vero che sulle palle alte e tagliate si soffre (due occasioni nitide subite all’Arena e una in casa con i sardi). Il Siena ha anche buoni stoccatori (Gliozzi su tutti): attenzione.

 

 

Se è vero poi che si gioca palla in maniera gradevolissima è altrettanto vero che ogni tanto si pecca di sicurezza/superficialità/grinta e si perdono palloni che ci espongono a rischi sanguinosi. Nel dna della squadra c’è il giocar palla e va bene, indulgere in compiacimento però è peccato. Ricordiamocelo. Il dilemma di come concretizzare con più profitto sotto rete lo lasciamo tutto a Dal Canto, che conoscendo le caratteristiche dei singoli ci dovrà lavorare sopra. La squadra di Mignani ha esordito con un pari interno e avrà una voglia matta di riscatto. Noi dovremo esserci, in campo e fuori, per rispondere con la testa, con le palle e con il cuore.

 

scritto da: Paolo Galletti, 04/10/2018





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