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AMARANTO TV

SERIE D GIRONE E - 34a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo31Flaminia
Foligno21Unipomezia
Gavorrano71Trestina
Montespaccato11Rieti
Poggibonsi22Cascina
Pro Livorno04Pianese
San Donato10Cannara
Sangiovannese20Badesse
Tiferno22Scandicci
MONDO AMARANTO
Ilaria e Massimiliano a Berlino
NEWS

Lo zibaldone di un viaggio memorabile. Gomme bucate, gol e peperoncini

Arezzo-Crotone e ritorno. Milleseicento chilometri. In un giorno solo. Con una Clio presa a nolo. Che in Calabria aveva una gomma bucata. Dopo una partita che stavamo perdendo. E che abbiamo vinto. In rimonta. All'ultimo secondo. Una trasferta così non ricapita più!



code sulla Salerno-Reggio CalabriaA come autostrada. La Salerno-Reggio Calabria può essere definita tale? 40 chilometri di monocorsia, curve a gomito, chicane che nemmeno all’autodromo di Monza. Eppure, dopo il gol di Baclet al 92esimo, anche la Salerno-Reggio Calabria aveva il suo fascino.
B come Baclet. Quando l’ho visto stoppare palla ed entrare in area, è come se si fosse fermato il tempo. Sono quegli attimi che resti sospeso, in attesa che la storia faccia il suo corso. E il francesone l’ha messa dentro. Poi ha esultato in una maniera bellissima, facendo “no, no” con la mano. Ma quella scena l’ho apprezzata soltanto dopo in tivù.
C come Cari. Ma voi lo cambiereste Cari con Stringara?
D dome “da Orfeo”. E’ il ristorante dove sono andato a mangiare prima della partita. Melanzane alla parmigiana in porzione abbondante, una minestra di ceci specialità locale e poi due gamberoni farciti con l’orata. Il tutto con un buon rosè della zona. 25 euro, spesa modica. Se passate da Crotone, andateci perché ne vale la pena.
E come espulsioni. Ogni volta che l’Arezzo gioca a Crotone, c’è sempre un arbitro di traverso. Il rosso a Fanucci è stato esagerato, quello a Cari ridicolo. Però vincere in dieci contro undici è meraviglioso.
F come fallo laterale. Galeoto l’ha battuto quaranta metri più avanti rispetto a dove era uscito il pallone. E i tre “bobi gialli” hanno convalidato il gol di Basso. Ma come si fa?
G come Gianni. Massimo Gianni, il mio amico e collega. S’è fatto fuori un peperoncino intero, sgranato sopra la minestra di ceci. E il peperoncino calabrese è appena appena piccante. C’ha l’esofago d’amianto.
I come impresentabili. L’arbitro Carbone di Napoli e i suoi due assistenti. Dio ce ne scampi e liberi.
L come l’Arezzo è una malattia che non va più via. Non mi viene niente con la L…
M come Martinetti. Per me è un gran giocatore. Tra menate varie, stressamenti e imprevisti, ha già segnato tre volte. E quelli di Foggia e Crotone sono gol molto belli. Io sto col codino, nonostante tutto.
N come “non è venuto niente”. Le parole del tecnico della tivù di Crotone alla fine del primo tempo, quando mi ha comunicato che il mio commento della partita non c’era e che fare quello del secondo tempo era un casino. Sveglia alle 4, sette ore di macchina, altrettante in vista: tutto questo per niente. Poi, per fortuna, almeno il secondo tempo è venuto. Non avessi commentato il gol di Baclet al 92esimo, li avrei citati per danni.
O come odissea. Quella a cui sono stati costretti i trenta tifosi amaranto scesi in Calabria. Li abbiamo trovati fermi sulla corsia d’emergenza poco prima di Castrovillari, col pullman in panne. Dico la verità: quando siamo ripartiti lasciandoli lì, in attesa dei meccanici, mi sono sentito in colpa.
P come presuntuoso. Il Presuntuoso con la P maiuscola, cioè Marco Cari dopo Foggia, ha sbancato Crotone giocando all’attacco anche in dieci. Però, guarda caso, il giorno dopo nessuno gli ha dato del presuntuoso, nemmeno con la p minuscola. Forse che il risultato condiziona i giudizi, specie di chi le partite non le vede?

Baclet esulta a fine garaQ come quarantasette. Il minuto del gol di Baclet nella ripresa. La memoria umana archivia e conserva come un computer. Quella rete è in cartella insieme alle prodezze di Scichilone a Forlì (scommetto non se la ricorda nessuno), di Bazzani a Sciacca e Catania, di Ricchiuti a Varese, di Serafini a Pistoia, di Floro a Verona.
R come Renato Rafael. Bondi è un bravo calciatore e un ottimo ragazzo. E’ uno di quelli (pochi, per la verità) che ho conosciuto meglio. Mi fa piacere che stia giocando bene, spero rimanga ad Arezzo.
S come steward. All’ingresso della tribuna stampa ce n’era una, bionda, con i capelli legati e di bella presenza. Se legge quest’articolo, le dico di mandare una mail in redazione. Così, senza secondi fini eh…
T come Terra. Ad agosto ci ho fatto una litigata al telefono di quelle pesanti. Roba da insulti, minacce, “ti stacco la testa” e “mica ho paura di te”. Cose così. Lui era nervoso, io pure. Devo riconoscere che sta giocando alla grande, che domenica ha segnato un gol godereccio e che nel finale, quando eravamo in dieci e respingeva tutti i palloni dall’area, gli ho voluto veramente bene.
U come umore. Il calcio te lo cambia, te lo condiziona. Vinci come ha vinto l’Arezzo e per qualche ora diventi euforico, non senti la fatica, ti crollano i freni inibitori. Una droga.
V come vaffanculo. L’espressione più tipica per il contrattempo più tipico quando si viaggia: la gomma bucata. Arriviamo allo stadio e ci dicono: “avete la ruota a terra”. Sarà sgonfia. Invece no. Quando ripartiamo, con il gol di Allanpierre nel cuore, il cerchione è al limite massimo. L’imperativo è: trovare un distributore, trovarlo aperto, trovarci persone disponibili a cambiare la ruota, sperare che non ci sia il ruotino perché 816 chilometri a 80 all’ora sarebbero peggio dell’olio di ricino. Beh, le speranze si avverano: quella di scorta è una ruota vera e i due benzinai non solo ce la cambiano, ma non vorrebbero nemmeno un euro. Gliene diamo 20 e quasi l’avrei anche baciati. Avvertenza: se avete una Clio e dovete cambiare la gomma, cazzi vostri. A meno che non siate ingegneri meccanici.
Z come zibaldone. Ho scritto ‘sto pezzo perché certe trasferte, che i comuni mortali considerano prove provate di follia pura, in realtà sono le più belle di tutte.

scritto da: Andrea Avato, 09/12/2008