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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Carrarese30Gozzano
Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
MONDO AMARANTO
pittoresco tifoso amaranto
NEWS

Il cuore amaranto si sposta a Piacenza. E' una trasferta con mille stimoli, andiamo a crederci!

Senza quel maledetto gol di Piscopo a partita praticamente finita, a quest’ora saremmo partiti alla volta del ''Garilli'' da capolista. Ma forse non è così male presentarsi oggi da inseguitori e non da inseguiti, con l'idea di compiere una grande impresa. I tifosi, come sempre, daranno il loro supporto incondizionato



Senza quel maledetto gol di Piscopo a partita praticamente finita, a quest’ora saremmo partiti alla volta di Piacenza da capolista. Saremmo potuti andare là con la consapevolezza di essere quelli con più punti, quelli da battere, quelli di cui aver più paura. Invece quella combo di errori e imprecisioni da parte nostra e di efficacia e precisione da parte degli avversari (perché ci sono anche loro e spesso non sono niente male) ci ha fatto lasciare due punti per strada, da sommare volendo a quelli di Novara, dove però anche il nostro vantaggio fu a novantesimo già scoccato e frutto di un episodio abbastanza isolato nella partita in cui sicuramente abbiamo sofferto di più (perché ci sono anche gli avversari, come detto). Epperò lunedì sera stavamo volando un metro sopra il cielo (come uno sarebbe stato il punto di vantaggio sulla squadra di Franzini adesso) e invece siamo tornati improvvisamente sulla terra. Ma va bene così: oggi avremmo potuto guardarli dall’alto, ma forse avremmo avuto anche troppo da perdere.

 

Provo a convincermi, allora, che arrivare a Piacenza da inseguitori e non da inseguiti possa essere anche una buona cosa, perché così ci andiamo con la consapevolezza che un punto non cambia nulla ma tre possono cambiare il mondo. Così forse ci andiamo con una spinta in più di provare a vincerla, per espugnarlo, il Garilli. E l’idea di compiere un’impresa, di fare il colpaccio, di conquistare il fortino, scalda ancor più i cuori. La speranza del sorpasso, il brivido di euforia mista a orgoglio che si prova nell’andarsi a prendere qualcosa che prima era d’altri, di prenderselo per di più in casa loro; di mettere la nostra bandiera sulla vetta. Ci potrebbe essere un pizzico di tutto questo, o magari no, che crea una miscela magica in grado di rovesciare tutto: fattore campo, pronostico, qualità della rosa...

 

i tifosi amaranto a Piacenza due anni faMi piace pensare che possano balenare anche questi pensieri, questi desideri, questa determinazione negli amaranto che scenderanno in campo oggi. Sicuramente è il desiderio e la forza di noi tifosi, è ciò che non ci fa restare a casa, che ci fa partire, fare altre ore di pullman, che ci fa rischiare di prendere l’acqua, che ci fa finire la voce a centinaia di chilometri da casa. Anche perché se per giocare certe partite gli stimoli vengono da sé, lo stesso discorso vale per andare a vederle; per andare in trasferta in certe occasioni non servono stimoli, inviti a partecipare o altro. Si va e basta, perché il momento è buono, la classifica è bella, l’Arezzo sa giocare al pallone ed è capace di tutto, nel bene e anche un po’ nel male… e in ogni caso diverte, incuriosisce, appassiona, coinvolge più che mai.

 

Andiamo a provarci, allora, anche se un noto personaggio di una nota saga cinematografica direbbe che “provare no: fare o non fare, non c’è provare”. Andiamo a riprenderci ciò che ci è stato tolto, quei punti che ci avrebbero già dato il primo posto prima e che ce lo darebbero ora. Che so, facendolo noi, stavolta, il gol vittoria in extremis (e senza riprenderlo, magari). Andiamo a crederci, perché in quest’Arezzo bisogna crederci sempre. Andiamo a sostenerli, perché non si sentano mai soli. Non è dato sapere come andrà, se continueremo così, né dove saremo a maggio, ma l’importante è che andiamo oggi, ora, sempre. Andiamo, a vincere! Avanti Arezzo!


scritto da: Luca Amorosi, 25/11/2018





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