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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
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Basta rimpianti, riprendiamoci la vittoria. Tutti allo stadio, in anticipo e con il cuore caldo

Se Basit, se Pelagotti, se l'arbitro... Tornando con la mente alla partita con la Pro Patria, riemergono tanti pensieri. Ma il calcio è così e bisogna voltare subito pagina, anche se l'Alessandria è un avversario ferito e con giocatori di qualità. L'Arezzo però sta facendo un campionato splendido e ha la possibilità di aggiungere tre punti alla classifica. Oggi più del solito conterà l'appoggio e il sostegno del popolo amaranto



La vita è costellata di “se” e il calcio, che come ogni sport è da sempre metafora della vita, non fa certo eccezione. Se Basit non si faceva espellere, chissà… Se Pelagotti non la buttava dentro da solo, forse… Se l’arbitro ci avesse dato quel rigore solare, allora… Contro la Pro Patria tutti gli episodi ci sono stati contrari, eppure se Le Noci faceva quel rigore… Insomma, in una categoria come la serie C in cui spesso l’equilibrio regna sovrano, basta davvero poco per far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Avremmo potuto anche perderla domenica, ma visto l’andazzo ovviamente avremmo anche potuto vincerla e allora i rimpianti, in questo senso, aumentano, se si sommano ai pareggi subiti in extremis a Novara e con la Carrarese. Il tifoso di conseguenza impreca e si strugge ed è normale che sia così: per noi l’Arezzo è sempre più forte dell’avversario, per noi può sempre vincere, con chiunque, noi andiamo allo stadio consci che gli amaranto possano portare a casa l’intera posta, a prescindere dall’avversario.

 

Poi, però, a mente fredda bisogna valutare tutti gli aspetti e allora ci si accorge che siamo una delle squadre che schiera più under titolari in categoria, che sulla carta non eravamo nel novero delle compagini in lotta per la promozione, che una salvezza tranquilla a luglio l’avremmo firmata col sangue, che la rosa è ampia ma comunque pecca, in questo momento particolare, di alternative valide e coerenti in certi ruoli. La squadra sta facendo il suo e anche di più per cui non serve ora rivolgersi al passato e mordersi le unghie per le occasioni perse, ma piuttosto guardare al futuro per prendersi quello che evidentemente non eravamo pronti a prenderci prima, limando i difetti, correggendo gli errori, imparando dai nostri sbagli.

 

Oggi il primo obiettivo è questo: non aumentare i nostri rimpianti, ché stiamo facendo un campionato al di sopra delle aspettative eppure, incredibile ma vero, ne abbiamo già qualcuno in lista, come detto. Non importa, così è la vita e così è il calcio, ma guardiamo avanti e non allunghiamola, questa “black list”. Oggi vinciamo per noi, per il morale, per il gruppo, per i tifosi e per la società, per tutti gli addetti ai lavori che si fanno un mazzo tanto e per gli scettici che dicono che l’ondata positiva è già finita, per chi invece ci crede e per chi è stato convinto partita dopo partita, per chi rinuncia a una “domenica da coma” sul divano o a pranzo coi parenti e si fionda in curva a cantare, strepitare, fibrillare per l’Arezzo. Il futuro dell’Arezzo in questo campionato passa da queste sfide, da giocare e vincere in casa, per rimanere aggrappati a una posizione di classifica invidiabile e a un sogno più grande di noi, ma non per questo impossibile.

 

L’Alessandria è squadra molto più forte e pericolosa di quanto non dicano i punti in classifica quindi guai a pensare che un risultato positivo sia scontato. Santini, Gazzi e Bellazzini sono giocatori di qualità ed esperienza e i grigi vorranno iniziare a recuperare il terreno perso finora. Dovremo essere bravi a spegnere ogni loro velleità per poi punirli quando ne avremo l’occasione. Anche il pubblico, allora, si armi di voce e grinta e spinga gli amaranto alla vittoria, ancor più numeroso e agguerrito della scorsa settimana. Accogliamo l’appello del gruppo 10 settembre 1923 e veniamo allo stadio senza se e senza ma, entriamo in anticipo, partecipiamo attivamente intonando i cori e battendo le mani e disponiamoci compatti nella parte bassa della curva. Facciamolo per l’Arezzo, che ha bisogno anche di noi!

 

scritto da: Luca Amorosi, 09/12/2018





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