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Fischi per l'arbitro, un'espulsione inventata e sospetti striscianti. L'Arezzo si sente vessato

Santoro di Messina è un direttore di gara esperto, eppure ieri è andato in tilt soprattutto nel finale: il cartellino rosso per Pelagatti, vittima della simulazione di Santini, è smentito nettamente dalle immagini. Per sua fortuna non ci sono stati episodi da rigore, che invece costarono improperi e insulti al collega Maranesi di Ciampino la settimana scorsa. Ma secondo molti tifosi l'aretino Nicchi, presidente dell'Aia, dovrebbe prestare maggiore attenzione a cosa succede dalle sue parti. Perché due domeniche di fila così fanno venire brutti pensieri



Probabilmente, per evitare problemi dopo le contestazioni a Valerio Maranesi di Ciampino, il designatore ha pensato di andare sul sicuro. E a fischiare Arezzo-Alessandria ha mandato Alberto Santoro, uno esperto, al terzo anno in categoria. Invece il direttore di gara messinese si è dimostrato titubante quanto il suo collega, perdendo la bussola in più circostanze e andando letteralmente in tilt nel finale.

Per sua fortuna non si sono verificati episodi clamorosi dentro l'area di rigore, che invece erano costati improperi e parolacce a Maranesi, reo di aver concesso un penalty larghissimo alla Pro Patria e di averne negato uno molto più netto all'Arezzo. 

Stavolta a gridare vendetta è l'espulsione di Pelagatti, colpevole di nulla dentro al parapiglia che si è acceso a pochi minuti dalla fine, quando Maltese è rimasto a terra un po' per crampi e di più per malizia, con l'intento di perdere tempo. Santoro ha fermato un'azione d'attacco amaranto e gli animi si sono accesi.

La dinamica di ciò che è successo dopo è lampante e le immagini sono eloquenti, con la furbata di Santini che prima allontana il pallone tenuto sottobraccio da Pelagatti e poi simula in maniera imbarazzante dopo un contatto leggerissimo con il difensore dell'Arezzo. Santoro, vicinissimo, forse non vede il primo gesto, di sicuro interpreta male il secondo. 

 

 

Di lì in avanti ci sono l'ammonizione senza motivo di Pinto (tackle nettamente sulla palla) e il mancato recupero dopo il gol di Cutolo, che segna al 93' quando i minuti di extratime erano cinque. Santoro fa riprendere il gioco dopo l'esultanza e poi fischia subito la fine per evitare guai peggiori.

Secondo molti tifosi due arbitraggi in fila di questo tipo non sono casuali. E già si sentono circolare pensieri malevoli del tipo ''non vogliono l'Arezzo lassù'' oppure ''ci fanno pagare la battaglia totale dell'anno scorso''. Non a caso fuori dallo stadio, ieri pomeriggio, campeggiava uno striscione tutt'altro che complimentoso nei confronti di Marcello Nicchi, aretino doc e presidente dell'associazione arbitri nazionale.

Va detto che anche ieri, come sempre ovunque ma soprattutto in serie C, le lamentele nei confronti dei direttori di gara si sono sprecate. Che l'Arezzo sia la vittima designata di una macchinazione ai suoi danni, è oggettivamente inverosimile. Che nell'ultimo periodo non abbia avuto fortuna sugli episodi arbitrali, invece è palese. 

La conta della serva di questa stagione annota un episodio eclatante a favore (il gol di Buglio in offside con l'Arzachena) e cinque contro (il fuorigioco sbandierato a Serrotti a Siena, il gol non gol di Pereira contro la Juventus U23, i rigori con la Pro Patria e il rosso di ieri a Pelagatti).

L'Arezzo ha avuto cinque espulsioni contro e tre a favore, due rigori contro (nessuno trasformato) e zero a favore. Alla fine, probabilmente, ha ragione Danilo Giannoccaro, designatore della serie C: ''Gli errori degli arbitri sono fisiologici, ci sono stati e ci saranno sempre. L’obiettivo è di farne il meno possibile''.

Amen.

 

scritto da: Andrea Avato, 10/12/2018





Arezzo-Alessandria 1-1
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