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Società instabile, risultati che scarseggiano, futuro incerto. Pro Piacenza, è un momentaccio

A giugno il club è passato alla Sèleco Spa, azienda di elettronica ed elettrodomestici, che però si trova in profonda crisi. Il presidente Pannella ha saltato il pagamento di alcuni stipendi ai calciatori e quattro si sono già svincolati d'ufficio. La squadra di Maspero, subentrato a Giannichedda, nelle ultime nove giornate ha vinto solo una volta contro la Pro Patria, anche se domenica a Pontedera ha combattuto fino alla fine. In rosa Ledesma, Nolè, Scardina e il figlio di Paolo Maldini. Domani contro l'Arezzo probabile 4-3-1-2



Dopo aver riacciuffato in extremis l’Alessandria, per gli uomini di Dal Canto è di nuovo campionato. Nel turno infrasettimanale gli amaranto saranno ospiti a Piacenza della Pro. Gli emiliani, con 12 punti (e un punto di penalità) in tredici partite, occupano al momento la diciassettesima posizione in classifica.

 

LA COSA DA SAPERE. Lo scorso 29 giugno Alberto Burzoni, dopo alcuni mesi di incertezza e trattative, ha ceduto la proprietà del club alla Sèleco S.p.a. (azienda produttrice di elettronica ed elettrodomestici), garantendo così la prosecuzione dell'attività sportiva. Al timone della società è arrivato Maurizio Pannella (amministratore delegato e presidente di Sèleco). L’azienda ha spostato la propria sede operativa da Pordenone a Trieste, ma è incappata in una profonda crisi, causa ritardi nella produzione. Nelle scorse settimane è stato ottenuto dal tribunale di Trieste l’ammissione al concordato con riserva: l’azienda ha tempo sino al prossimo 27 dicembre per depositare in cancelleria una proposta rivolta ai creditori. La crisi dell’azienda ha avuto ripercussioni anche sulla squadra, con ritardi sugli stipendi e problematiche varie, che hanno portato alcuni giocatori alla richiesta di messa in mora della società. Alcuni tesserati (Zaccagno, Mangraviti, Quiani e Marchesi) hanno ottenuto lo svincolo di autorità. Situazione in evoluzione che potrebbe avere ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.

 

ALLENATORE. In panchina dopo l’esonero di Giuliano Giannichedda (avvenuto il 12 novembre dopo la sconfitta nel derby col Piacenza) siede Riccardo Maspero, classe ’70, lombardo di Lodi, una buona carriera da centrocampista soprattutto con la maglia della Cremonese. Lasciato il campo e conseguito il patentino da allenatore nel 2013-14, alla sua prima esperienza, vince l’Eccellenza lombarda sulla panchina del Cliverghe Mazzano. La stagione successiva è sulla panchina del Pavia, dove ad una gara dal termine della stagione regolare e con la squadra al 3º posto, viene esonerato. L’estate successiva è sulla panchina del Mantova, dove dopo poche giornate è sostituito da Ivan Javorčić. Dopo tre anni di assenza dalla panchina, la chiamata della Pro ha fatto si che ritrovasse una squadra da allenare. Nelle sue precedenti esperienze aveva fatto vedere un buon calcio con possesso palla e fraseggi stretti, cosa che non gli sta riuscendo, fino ad ora, in Emilia.

 

Riccardo Maspero, subentrato a Giannichedda sulla panchina rossoneraFORMAZIONE. Dovrebbe essere schierata col 4-3-1-2: Bertozzi; Kalambo, Pasqualoni (Maldini), Polverini, Nava; Remedi, Ledesma, Sanseverino (Sicurella); Nolè (Bongiorno); Scardina, Volpicelli.

 

PUNTI DI FORZA. La “stella” della squadra è una vecchia conoscenza del calcio nostrano, ovvero Cristian Ledesma, argentino naturalizzato italiano, classe ’82, arrivato a Piacenza dopo un'annata nel campionato svizzero con la maglia del Lugano: play ordinato, ottima tecnica, negli anni ha perso in dinamismo, ma quando ha la palla tra i piedi è sempre un signor giocatore; Dario Polverini (‘87), difensore centrale tutto mancino, discreto in marcatura, bravo in anticipo e nel far ripartire la manovra; Angelo Nolè (87), trequartista o seconda punta, con tanta esperienza in terza serie, capocannoniere della squadra con 5 reti, pericoloso sui piazzati e dalla distanza, abile a calciare con entrambi i piedi, estremamente dotato a livello tecnico; infine Filippo Scardina (’92) attaccante che fa della velocità e della rapidità le sue armi migliori, temibile negli ultimi sedici metri: per lui fino ad oggi 4 reti in campionato.

 

PREGI E DIFETTI. Se lontano dal campo è successo tutto e il contrario di tutto, sul rettangolo di gioco i rossoneri hanno raccolto un solo risultato utile (lo scorso 18 novembre, vittoria 2-1 sulla Pro Patria) nelle ultime nove uscite. Sinceramente troppo poco per alimentare la corsa salvezza e per cercare di rilanciare le sorti di una formazione che vive una situazione carica e ricca di punti di domanda. La settimana scorsa si è vissuta anche la grottesca situazione riguardante lo stadio. Giovedì un comunicato stampa della Pro che ufficializzava il trasferimento a Santarcangelo di Romagna per disputare le partite interne, venerdì la retromarcia da parte del presidente Pannella che ha deciso di continuare a giocare al Garilli. Nell’ultimo turno però la squadra di Maspero ha giocato una gara generosa, fatta di possesso palla e verticalizzazioni, ma perdendo in rimonta a Pontedera (2-1) dopo essere stata in vantaggio fino a 20 minuti dalla fine.

 

Christian Maldini, 22 anni, figlio d'arteLa difesa è apparsa fragile, che a causa dell’infortunio dell’esperto Belotti ha perso uno dei suoi punti di riferimento. Le 23 reti al passivo (peggior difesa assieme alla Juve B) stanno ad evidenziare un reparto (dove spesso è titolare Christian Maldini, ’96, figlio di Paolo) apparso incerto, che soffre sulle palle alte, se preso in velocità o con palloni che cercano di scavalcare la linea.

La mediana è il reparto qualitativamente migliore grazie a Ledesma, Sanseverino e anche alla fisicità di Remedi (in gol nell’ultimo turno a Pontedera), ma nonostante questo nell’ultimo periodo non è riuscito a dare un rendimento sufficiente e all’altezza della proprie qualità.

In avanti Nolè (in dubbio per un infortunio alla caviglia), Scardina e Volpicelli (2 reti, attaccante tutto mancino, che ama partire da destra per accentrarsi e cercare la conclusione), stanno facendo il loro dovere (11 reti realizzate, su un totale di 16). La rosa un po’ corta, causa la messa in mora che ha portato alcuni giocatori a svincolarsi e alcuni infortuni, limita le scelte di Maspero. La squadra ultimamente pare distratta dalle vicende extra campo, ma domenica ha dato segnali di risveglio per cercare di tornare alla vittoria.

 

ULTIMO PRECEDENTE. L’ultima volta che le due squadre si sono incontrate al Garilli era lo scorso 29 marzo, quando gli uomini di Pavanel si imposero per 2-1. Vantaggio di Cutolo su rigore, pari dopo pochi minuti di Musetti e nella ripresa il gol vittoria di Semprini sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

 

scritto da: Mauro Guerri, 11/12/2018





Pontedera-Pro Piacenza 2-1, la sintesi della partita

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