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SERIE C GIRONE A - 14a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Monza22Carrarese
Albinoleffe10Pontedera
Arezzo21Olbia
Juventus U2302Pistoiese
Lecco02Renate
Pianese20Pergolettese
Novara21Como
Pro Patria00Alessandria
Pro Vercelli11Giana Erminio
Siena11Gozzano
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Silvia e Jacopo ad Alberobello
NEWS

Episodi storti, gol subìti, gol mancati: la squadra sta tirando il fiato, è appannata. Ma è viva

La sconfitta di Piacenza ha interrotto la serie utile di nove risultati consecutivi. Gli amaranto hanno conquistato 15 punti nelle prime otto giornate e 11 nelle successive otto, hanno pareggiato sei volte nelle ultime dieci uscite e non vincono da tre turni: numeri che indicano una flessione fisiologica dopo un inizio sparato. Resta la solida organizzazione di gioco e l'applicazione di un gruppo che sta dilatando i suoi pregi e limando i difetti. Domenica arriva l'Entella ma nonostante le assenze, l'Arezzo non parte battuto: servirà anche una risposta d'orgoglio e carattere



1. E' andata così, cioè male. Due volte l'Arezzo ha avuto la gara in pugno e due volte l'ha buttata via nel giro di un battito di ciglia: prendendo gol da Nolè otto minuti dopo la rete di Buglio; prendendo il rosso con Basit due minuti dopo l'espulsione di Remedi. ''Partite del genere, alla fine le perdi'' aveva detto Dal Canto dopo i pareggi con Pro Patria e Alessandria. Ieri è successo veramente.

2. Cosa non ha funzionato. Il ritmo del giropalla, troppo compassato. La marcatura di Luciani su Nolè sull'angolo dell'1-1. La prestazione di Persano, evanescente davanti. L'incisività di Serrotti, che l'intuizione giusta l'ha avuta solo sull'assist a Buglio. La sostituzione di Brunori, che non stava giocando granché ma che sembrava potenzialmente più pericoloso del compagno di reparto. 

3. L'Arezzo ha conquistato 15 punti nelle prime otto giornate e 11 nelle successive otto. Ha vinto tre volte nelle ultime dieci partite, pareggiandone sei e perdendo ieri. La vittoria manca da tre turni (2-0 a Piacenza). I numeri dicono che la squadra è partita fortissimo e adesso sta tirando un po' il fiato. Un po' ci sta, un po' bisogna trovare le contromisure.

4. Nelle ultime sette giornate, solo una volta Pelagotti ha tenuto la porta inviolata, a Piacenza. L'Arezzo resta squadra solida ma che sta concedendo qualcosa in più rispetto a prima: colpa degli episodi, di qualche errore dei singoli, del valore degli avversari. E forse di una rosa che Dal Canto considera veramente affidabile soltanto in 15/16 elementi.

5. E' chiaro che affrontare l'Entella senza Basit, Belloni, Pinto, Salifu e forse Pelagatti riduce le scelte dell'allenatore e anche le possibilità di fare risultato. E' il primo, vero momento di difficoltà stagionale della squadra, che adesso è chiamata anche a una risposta d'orgoglio e di carattere. Il percorso di crescita passa anche da questi crocevia.

 

 

6. Dal Canto ha ragione su una cosa: bisogna essere realisti e non peccare di presunzione, pensando che ogni volta si possa andare a mille, giocando bene e facendo risultato in casa e fuori contro chiunque. L'Arezzo veniva da nove risultati utili di fila, con i pregi dilatati dall'entusiasmo del gruppo e i difetti tenuti sotto traccia dall'organizzazione di gioco. Una partita storta, condizionata pesantemente dal rosso di Basit, ci sta. Ma la prestazione non è stata un disastro, la squadra è un po' appannata ma viva.

7. Cosa ha funzionato. L'impatto sulla gara, con una palla gol nitida, altre situazioni pericolose e un predominio territoriale evidente nella prima mezz'ora. La gamba di Luciani, che al di là del gol ha corso, appoggiato la manovra e fatto cacciare Remedi. La maturità di Borghini, pronto per una maglia da titolare anche domenica. Il ritorno al gol di Buglio, che ha messo di nuovo in evidenza piede e testa.

8. Domenica tutti presenti. Per la squadra, per i nostri colori, per la coreografia, contro i torti arbitrali, per continuare a sognare. Esserci è un obbligo. Lo dobbiamo a noi stessi, alla società e a chi va in campo. La battaglia totale continua. Volantino curva sud Lauro Minghelli.

9. Contro la Virtus Entella non è la finale di Champions, è una partita stimolante per il valore dell'avversario (che fino a qualche anno fa peraltro giocava tra i dilettanti). I liguri sono i favoriti per la promozione in B, hanno gente di talento ma l'Arezzo se la gioca. Bisognerà solo metterci più attenzione, più cuore, più voglia, tutte qualità che la squadra quest'anno non ha mai lesinato e che serviranno in dose maggiore.

10. Piangersi addosso sarebbe il peggiore dei mali. Capitano, specialmente in C, periodi in cui ti gira storto, in cui ti fischiano tutto contro e poco a favore, in cui ti senti preso di mira, in cui meriteresti di vincere e pareggi, meriteresti almeno un punto e perdi. L'Arezzo finora ha proposto un buon calcio, è ai vertici della classifica, ha un gruppo coeso, una tifoseria che ieri ha incitato anche a partita conclusa, senza un fischio né un lamento. E' una base ottima per resettare una banale sconfitta in trasferta e costruirci sopra una bella prestazione domenica.

 

scritto da: Andrea Avato, 13/12/2018





Pro Piacenza-Arezzo 2-1, la sintesi della partita

Pro Piacenza-Arezzo 2-1
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