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SERIE D GIRONE E - 34a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo31Flaminia
Foligno21Unipomezia
Gavorrano71Trestina
Montespaccato11Rieti
Poggibonsi22Cascina
Pro Livorno04Pianese
San Donato10Cannara
Sangiovannese20Badesse
Tiferno22Scandicci
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Alex, Walter e Massi nell'arena di Siviglia
NEWS

Allusioni, rottamatori, state buoni se potete...

L'Arezzo può e deve allenarsi allo stadio. Tutto il resto è fuffa



l'antistadio pomo della discordiaSarebbe stato bello parlare di calcio, commentando uno 0 a 0 mancato per cause naturali e innaturali come quello di Spoleto, e ci ritroviamo invece in piena bufera di rapporti tra amministrazione comunale e Atletico Arezzo, con tanto di comunicati nei quali si fanno allusioni un po' fuori luogo e si rinfacciano accordi e promesse. E allora la colonna musicale di oggi è un appello, “State buoni se potete”, canzone di Angelo Branduardi colonna sonora dell'omonimo film di Luigi Magni. La diatriba sul campo di allenamento dell'Arezzo è ormai stucchevole, ed è giunta adesso ad un nuovo punto di rottura quando, con l'assegnazione del campo di Indicatore in seguito ad un bando pubblico, sembrava trovare soluzione. La nuova sistemazione e la condivisione del campo con la locale società di terza categoria, però, non è piaciuta al presidente Severini che l'ha reputata peggiore dell'attuale sistemazione al Chimera sia per gli aspetti logistici che per quelli economici. Giudizio legittimo, ma per la verità era già chiaro dal bando che la soluzione sarebbe stata quella di condividere il campo con la società locale, fermo restando il fatto che gli orari sono assolutamente compatibili, e che le difficoltà oggi lamentate erano del tutto prevedibili. L'anomalia, casomai, sta nel fatto che l'Arezzo abbia pensato di potersi allenare ad Indicatore, realtà tra l'altro dove è presente una vita associativa forte e identitaria che si sapeva che non si sarebbe annullata per far posto alla società amaranto. Quello che quindi poteva risolversi con un “no, ma grazie lo stesso” è invece diventato un casus belli, rafforzato dalla presa di posizione dell'assessore Donati che, forse stanco di una questione che lo ha investito ormai da mesi, ha espresso il suo rammarico scivolando su un riferimento a “società di calcio che pagano di più per campi di minore qualità e che, oggettivamente, hanno risultati agonistici migliori dell’Atletico Arezzo”, con allusione alla Sansovino che si allena a Rigutino. Chi fa questo mestiere sa che qualche volta, scrivendo, ti scappa la penna e vengono fuori cose che poi ti rendi conto che era meglio non scrivere, e quindi voglio considerare questa frase come una di quelle volte. A Donati, giovane amministratore che appartiene alla corrente dei “rottamatori” che ha come suo capostipite Matteo Renzi, consiglio di prendere esempio proprio dal sindaco di Firenze, e dagli sforzi sia dialettici che pratici che ha profuso per venire incontro alle esigenze della squadra della sua città. Una cosa, però, voglio dirla anche sulla vicenda nel suo complesso, e la penso da questa estate quando la questione si è posta: l'Arezzo può e deve allenarsi allo stadio, in mezzo alla sua gente e nel suo ambiente. Se i proprietari degli ormai famosi “campini” volevano un aumento, si doveva darglielo dopo una ragionevole trattativa come si fa tra privati che sanno che non hanno alternativa, perché i campini non possono avere altro utilizzo e perché l'Arezzo non può allenarsi che lì. Tutto il resto è fuffa, e ha trasmesso una sensazione di precarietà che una squadra che vuole vincere non può permettersi. Vincere infatti, in un campionato dove solo il primo posto conta, non è mai facile e a volte può dipendere dai dettagli. Come quelli che hanno portato alla sconfitta di Spoleto dove la squadra di casa, capolista, giocava per lo 0 a 0 e solo un numero di Pero Nullo, che fino ad allora aveva giocato al 50% (cioè solo Nullo), aiutato da una topica colossale dell'arbitro che non ha visto il fallo su Marino (cosa ti aspettavi da uno che si chiama Mancini?), ha sbloccato l'equilibrio. Lavorare sui dettagli, quindi, perché la sostanza c'è, e soprattutto state buoni se potete...

scritto da: Luca Caneschi, 19/10/2011