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SERIE C GIRONE B - 19a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo02Cesena
Fano11Gubbio
Fermana21Legnago
Imolese20Matelica
Mantova00Triestina
Perugiadom15Feralpi Salò
Sambdom15Padova
Sud Tiroldom15Vis Pesaro
Carpidom17.30Ravenna
Modenadom17.30V. Verona
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Amaranto, la strada è quella giusta: un girone d'andata in crescita e tanta fiducia per il futuro

L'Arezzo ha chiuso la prima parte di stagione con 33 punti all'attivo, frutto di otto vittorie, nove pareggi e appena due sconfitte. A oggi, al netto di penalizzazioni e gare da recuperare, soltanto il Piacenza è davanti in classifica. Decisivi, oltre ai meriti tecnici di allenatore e giocatori, l'appoggio incondizionato della tifoseria. Come alla fine della partita con l'Entella, quando l'amaro della rimonta subìta venne cancellato dagli applausi e dal sostegno della curva sud



Nello Cutolo match winner anche contro la PistoieseDiciannove partite giocate. Otto vittorie, nove pareggi, due sole sconfitte, fanno 33 punti in totale. Questo il bilancio del girone di andata dell’Arezzo, in attesa che si chiudano i conti delle altre pretendenti al campionato (Piacenza e Pisa hanno una gara in meno, Siena due, Pro Vercelli tre, Entella cinque): ad oggi solo il Piacenza ha fatto meglio degli amaranto. Ed è un girone che si chiude in crescendo sul piano della classifica, grazie alle due vittorie contro il Gozzano e la Pistoiese, arrivate al termine di due partite giocate in modo meno brillante del solito, ma forse proprio per questo ancor più importanti. Sono sei punti che fanno bene alla classifica ma anche al morale, prima dell’ultimo impegno contro la Lucchese del 30 dicembre e della successiva sosta.

 

A livello psicologico, però, il segnale della svolta potrebbe essere stato il post-partita della gara casalinga contro l’Entella: una vittoria che dopo il primo tempo sembrava in pugno, un pareggio acciuffato dai liguri nei minuti finali che sapeva di beffa, la squadra che va sotto la curva con le facce tirate, e i tifosi amaranto ad incitare ancora di più i giocatori, a gridare “va bene, va bene così”, ad applaudire. Lì, la squadra ha sentito ancora una volta – se mai ce ne fosse stato il bisogno – che la tifoseria è con lei. E infatti ha saputo ripagare con due vittorie ottenute col carattere prima ancora che col gioco.

 

Poi ci sarà la sosta, dicevamo. Una pausa che sembra quella della Bundesliga, dove in passato si stava fermi anche due mesi per via dei campi ghiacciati e piano piano si è arrivati a tre settimane. Il secondo troncone del campionato, che vedrà l’Arezzo impegnato a Vercelli, avrà infatti inizio il 20 di gennaio.

 

 

E casomai ci sarebbe da domandarci quale scienziato possa aver ritenuto consono giocare a Santo Stefano alle 20.30 e rigiocare il 30 alle 14.30, saltando appuntamenti che nel calcio italiano sono abbastanza tradizionali tipo il weekend della Befana, o quello successivo. Boh, vabbè, c’è poco o nulla da stupirsi, quest’anno meno che mai.

 

Già più inattesa, magari, è stata la terza sconfitta consecutiva della Carrarese, che da pretendente al trono si trova adesso a dover chiudere il girone d’andata come minimo al quarto posto: vero è che delle tre sconfitte, due sono arrivate contro Robur Siena e Virtus Entella, altre squadre decisamente ben attrezzate per le zone alte della classifica, ma i gialloblù di un mese fa sembrano decisamente smarriti. Aspettiamo quest’ultima uscita, in ogni caso, ché poi magari da gennaio avrà inizio un altro campionato, come ormai da anni regolarmente succede nella terza serie del calcio nostrano.

 

Abbiamo già una squadra che non gioca, il Pro Piacenza, e che vede sempre più probabile l’esclusione dal campionato (a proposito: in questo caso, la sconfitta coi rossoneri diventerebbe più indolore, visto che verrebbero di fatto annullati tutti i risultati sin qui conseguiti da Nolè e compagni); abbiamo squadre che ridimensioneranno i propri obiettivi stagionali e altre che puntelleranno l’organico. Insomma, vedremo un qualcosa di diverso. Pazienza, ci abbiamo fatto il callo, l’importante sarà vedere ancora l’Arezzo che sa vincere giocando e che ha imparato a farlo anche col coltello tra i denti. La sensazione è che l’organico sia quasi a posto, e che con un paio di rinforzi si possa puntare in alto fino alla fine, forse anche a uno dei quattro posti che potrebbero valere la serie B.

 

scritto da: Roberto Gennari, 27/12/2018





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