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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Arezzo, soltanto due gol segnati di testa. Allenamenti più intensi sui calci piazzati

Buglio contro il Pontedera, Cutolo contro la Pro Vercelli: sono le uniche due marcature volanti degli amaranto, che alla porta avversaria ci arrivano con il fraseggio e l'uno-due. Dal Canto al lavoro per sfruttare meglio angoli e punizioni, anche se le caratteristiche della squadra sono evidenti: tanti brevilinei, pochi corazzieri



una mischia in area della Lucchese nell'ultima partita del 2018Dal Canto ci lavora da settimane sulle palle inattive anche se sa bene che c'è un difetto costituzionale della squadra, formata per lo più da giocatori brevilinei che eccellono nel palleggio, nella rapidità ma non sono corazzieri che svettano di testa.

Fatta eccezione per Pelagatti e Pinto (o Borghini e Burzigotti quando giocano), il resto della rosa non ha tra le caretteristiche precipue la fisicità ed è anche per questo che finora i calci piazzati e le situazioni da fermo in generale hanno fruttato pochi gol.

L'elenco è presto fatto. Sono solo due le reti su punizione (di prima o seconda): Brunori alla Pro Patria, Cutolo alla Pistoiese. Possiamo aggiungere il gol di Brunori a Novara, ma in quel caso si trattò di una punizione respinta dalla barriera e ricalciata da Foglia dentro l'area. 

Idem per gli angoli: due volte sole i tiri dalla bandierina hanno prodotto una segnatura, però in maniera indiretta. Buglio fece gol all'Arzachena dopo una parabola buttata fuori area dalla difesa sarda, giocata da Pelagatti e rispedita nei sedici metri da Foglia. Situazione analoga per Basit contro la Carrarese: il ghanese controllò una respinta e poi fece centro.

Da segnalare, a onor di cronaca, anche due gol nati da fallo laterale: Buglio contro il Pontedera, Brunori contro la Virtus Entella. Si trattò comunque di azioni fraseggiate palla a terra.

Non è un caso, per chiudere l'analisi, che l'Arezzo abbia segnato di testa appena 2 gol su 25: ci sono riusciti Buglio con il Pontedera e Cutolo con la Pro Vercelli. Poi stop. E' evidente che se i dati sono questi, dopo venti giornate di campionato, non può trattarsi di casualità.

Ed è altrettanto evidente che pregi e difetti di una squadra si mescolano e si compensano. L'Arezzo per esempio, al di là del fatto che potrebbe e dovrebbe buttarla dentro con maggior frequenza, al gol ci arriva con l'uno-due, l'imbucata dei centrocampisti, il movimento della palla per liberare le punte.

Resta il fatto che a Dal Canto non dispiacerebbe incrementare le realizzazioni aeree, ottimizzare angoli e punizioni, sbloccare grazie ai piazzati partite che si rivelano maledettamente ostiche e che nel girone di ritorno saranno sempre di più.

Probabilmente non basterà l'innesto di Remedi a migliorare le cose, ma questo è uno dei punti su cui la squadra verrà messa sotto torchio con allenamenti ripetuti e mirati. E a Vercelli, contro un avversario fisicato, ci sarà la prima riprova.

 

scritto da: Andrea Avato, 15/01/2019





Dal Canto: play-off e le palle inattive da migliorare

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