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SERIE C GIRONE B - 20a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzosab15Feralpi Salò
Imolesesab17.30Padova
Modenadom12.30Gubbio
Legnagodom14.30Vis Pesaro
Fanodom15Perugia
Mantovadom15Fermana
Matelicadom15Triestina
Sambdom15Carpi
Sud Tiroldom15Ravenna
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Lega Pro in battaglia: ''Basta furbetti. La serie B tornerà a 22. Seconde squadre, per noi è no''

Lunga intervista del presidente Francesco Ghirelli a TuttoC.com per annunciare un'inversione di rotta e una lista di cambiamenti da mettere in atto. Il 30 gennaio consiglio federale convocato per decidere il destino della Pro Piacenza e dei club senza fideiussione. Sul tavolo anche il format del torneo cadetto e il destino delle squadre B: ''Se restano con over e stranieri, il progetto sarà da ritenersi concluso''



Una lunga intervista a TuttoC.com per mettere alcuni paletti e ribadire una linea che, adesso, sembra veramente tracciata e definitiva. Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, vuole passare dalle parole ai fatti e promette battaglia.

 

PRO PIACENZA E FIDEIUSSIONI - "Il bicchiere mezzo pieno sta nel fatto che siamo riusciti ad intervenire, grazie al supporto del presidente Gravina, per fermare quello scempio. I tempi erano molto ridotti: ovvero tra quando abbiamo compreso che il Pro Piacenza voleva scendere in campo in sette e l’ingresso sul terreno di gioco. Si tratta di una manciata di minuti dove ancora vige il potere della Lega Pro, poiché dopo l’ingresso in campo è in vigore il potere del direttore di gara. E’ stato un segnale per tutti: il tempo dei furbetti è finito. Adesso attendiamo il Consiglio Federale del 30 gennaio per prendere una posizione ufficiale contro certe società”.

 

FORMAT SERIE B - “Allo stato attuale, e nonostante Balata abbia ventilato un campionato a 18, la serie B è un campionato a 22 squadre che verrà ratificato con il Consiglio Federale del prossimo 30 gennaio. Nella stessa sede verranno decisi anche i ripescaggi che, molto probabilmente, saranno sulla base del sistema attualmente in vigore per i ripescaggi dalla serie D alla serie C. Un sistema che prevede i ripescaggi iniziando dalla categoria più bassa e andando ad alternarsi. All’interno di questa alternanza, poi, le due leghe determineranno i criteri con i quale scegliere le proprie società ripescate. Le altre possibilità, quelle a 18 o a 19, credo però che possano essere utilizzate al massimo come numeri del lotto”.

 

SEMIPROFESSIONISMO - “Dal lontano 1981, con la legge numero 91, in Italia sono riconosciute solo due tipologie di attività sportiva: quella professionista e quella dilettantistica. Essendo la serie C il calcio dei comuni, ovvero quel reticolo sociale e sportivo che contribuisce a legare il nostro paese con tutte le sue diversità, riteniamo opportuno inserire il modello del semiprofessionismo perché in questo modo le nostre società avranno modo di investire in quelle strutture e in quei settori giovanili che sono la base del nostro legame col territorio quelle cifre che saranno in grado di risparmiare grazie ad una defiscalizzazione del movimento. Al tempo stesso, però, l’aspetto contrattualistico rimarrà lo stesso”.

 

SECONDE SQUADRE ADDIO - "Mi piace ricordare come siamo stati noi della Lega Pro a dare il via al progetto delle seconde squadre e al tempo stesso ci tengo a ricordare come nell’aprile 2018 anticipammo all’allora Commissario Straordinario della FIGC Roberto Fabbricini e all’allora Commissario della Lega di serie A Giovanni Malagò che con questi presupposti il progetto delle seconde squadre avrebbe avuto al massimo una partecipante. Una eventualità, questa, che poi si è verificata. Il progetto delle seconde squadre deve essere riportato alle origini, a quello che ideammo noi, ovvero un esperimento per capire se questo asset possa essere utile o meno al lancio dei giovani calciatori italiani in prospettiva azzurra. Non ha senso avere delle seconde squadre con calciatori stranieri o elementi over. A questo proposito, fra la fine di febbraio e gli inizi di marzo si terrà a Torino un seminario a cui presenzieranno tutti i presidente dei club di Serie A, oltre ad alcuni ospiti di altri campionati, per portare avanti una riflessione basata sulle rispettive esperienze di lavoro. Poi toccherà ad un gruppo di lavoro composto ad hoc determinare se questo tipo di sperimentazione potrà avere risultati positivi o meno. Qualora la risposta fosse quest’ultima il progetto delle seconde squadre sarà da ritenersi concluso”.


scritto da: La Redazione, 22/01/2019





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