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SERIE C GIRONE A - 36a giornata

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Anselmi, Pieroni, Basit, il budget, i rapporti interni, i nuovi soci, la squadra. Parla il presidente

Intervista a Giorgio La Cava dopo le tensioni con il vicepresidente: ''Ha fatto l'ultimo versamento a ottobre, poi ha solo messo paletti. Invece deve mantenere gli impegni. Ricucire? Ora dico di no, poi magari le cose cambiano... Ma diritti e doveri devono essere gli stessi. E basta ostracismo verso Pieroni, non è vero che manovra tutto. Basit a giugno avrà più valore, anche se il cinquanta per cento della rivendita andrà al suo agente. Il budget è lievitato sopra i tre milioni, ma sono lievitati anche i risultati. Per Pontedera ho fiducia, ho visto i ragazzi carichi. Nuovi soci? La società ha acquistato valore, se non entrano adesso vuol dire non entrano più''



Giorgio La Cava, presidente della Ss Arezzo''Vorrei avere diritto di parola per cortesia''. Giorgio La Cava telefona dopo pranzo e viene subito al dunque. Con Massimo Anselmi, il suo vicepresidente, socio di minoranza e cofondatore della Ss Arezzo, i rapporti si sono incrinati. Questioni gestionali, di strategia, di metodo. Più banalmente: di soldi. L'azionista di maggioranza ricapitola la situazione.

 

''Anselmi ha fatto l'ultimo versamento a ottobre. Poi, sostenendo che non approvava certe scelte, non ha versato più un euro e ho dovuto pensarci io. Però se uno si prende un impegno, lo deve portare fino in fondo, cioè al 30 giugno. Dopo può anche mollare''.

Ma perché Anselmi ha deciso così? Lui sostiene che serviva maggiore condivisione.

''Il fatto è che ha cominciato a mettere paletti, anche sul mercato. Ma io di calcio ne so più di lui che fino all'anno scorso, parole sue, aveva visto due o tre partite in tutto. Eppure non mi sono mai permesso di dire qualcosa ai direttori. E poi mi fa arrabbiare questo ostracismo verso Pieroni: non è vero che manovra dietro le quinte, mi chiama anche se c'è da ordinare la carta igienica''.

A cosa è dovuto quest'ostracismo?

''A un litigio che Anselmi ha avuto allo stadio con Mariolina, la moglie di Pieroni. Era fine novembre, da lì sono cambiate le cose''.

E adesso?

''Io chiedo ad Anselmi: sei d'accordo che i finanziamenti soci nel nel calcio sono finanziamenti a fondo perduto? Io verso quattro volte più di lui, ma quei finanziamenti non li riprenderò. Lui che vuole fare?''.

Anselmi, nelle interviste che ha rilasciato, sostiene che a fronte di una maggiore condivisione delle strategie, è disponibile ad andare avanti.

''Ma condivisione c'è sempre stata. Ci chiamavano i presidenti, dove lo trova uno che con il 79 per cento si comporta così?''.

E' vero che il budget stagionale è lievitato in corso d'opera e che adesso supera i tre milioni?

''Questo è vero, ma sono lievitati anche i risultati, i conti si fanno al 30 giugno. E poi vogliamo parlare del mercato?''.

 

 

Basit e Buglio?

''Sì. Cellino si era impuntato e voleva Buglio subito a Brescia. Io non me la sono sentita di farlo partire. Per Basit al Genoa è diverso, è come con le case: se so che quella zona acquisterà valore con il tempo, la casa me la tengo e la vendo in secondo momento''.

Presidente, è vero che la metà dei proventi di una cessione di Basit andrebbe all'agente del giocatore?

''Io non ho problemi a dire la verità. Sì, è vero. Con Leonardo Giusti, procuratore di Basit, abbiamo fatto un accordo in estate, a Milano, insieme al direttore Pieroni. Il giocatore doveva andare da un'altra parte, Giusti ce l'ha offerto a patto che il cinquanta per cento di un'eventuale rivendita finisse a lui''.

E' una percentuale altissima.

''Sì, ma Basit ci piaceva. E io la parola data la rispetto sempre. Con Anselmi c'è stata frizione anche su questo, lui inviò una mail in cui indicava la cifra sotto cui non andava venduto Basit. Un'iniziativa fuori luogo''.

Senta, lei ha fatto moltissimo per l'Arezzo e la tifoseria le è riconoscente. Possibile che queste divergenze non possano essere appianate dentro una stanza?

''Non so se c'è ancora margine. Adesso, a botta calda, mi viene da dire di no, poi magari le cose cambiano. Io comunque penso che diritti e doveri debbano essere gli stessi per chi versa 79 e chi versa 20, sennò non si va avanti''.

Orgoglio Amaranto ha invitato tutti alla ragionevolezza e chiesto la convocazione di un Cda urgente. E' una proposta che condivide?

''Vediamo, adesso c'è la partita di Pontedera che è dietro l'angolo''.

Come sta la squadra?

''E' carica, l'altra sera sono andato a cena con i ragazzi e ho notato un bel clima, ho fiducia. Giochiamo bene, peccato che le partite più belle contro Carrarese, Entella e Siena non le abbiamo vinte. Ma l'Arezzo mi piace''.

E' più probabile un riavvicinamento con Anselmi o l'ingresso di nuovi soci?

''Non lo so, i contatti con possibili acquirenti li sta tenendo Pieroni. La società ha acquistato valore, se nuovi soci non entrano adesso vuol dire che non entrano più''.

 

IL COMUNICATO DI MASSIMO ANSELMI - A seguito delle dichiarazioni pubbliche da parte del presidente Giorgio La Cava, il cui contenuto non corrisponde al vero ed è lesivo della mia persona, intendo precisare che la società di cui sono amministratore e che è socia al 20% della S.S. Arezzo ha effettuato, fino ad oggi, versamenti pari a 273mila euro per il finanziamento della S.S. Arezzo, di cui non è affatto debitrice.

Solo a metà del mese di dicembre, allorché la mancata condivisione nella gestione è divenuta intollerabile, la società di cui sono amministratore ha deciso di interrompere i finanziamenti che spontaneamente, senza che vi fosse alcun obbligo, i tre soci avevano fino a quel momento effettuato pro quota.

Questa puntualizzazione al solo scopo di tutelare la mia persona e il mio ruolo di vicepresidente e socio fondatore della S.S. Arezzo, oltre che per ripristinare la verità delle informazioni verso la tifoseria.

Rinnovo il mio invito, che vuole essere assolutamente costruttivo, a una maggiore condivisione nella gestione dell'attività, in modo da garantire ai soci e alla città, che tanto si è spesa per la sopravvivenza del calcio ad Arezzo, la giusta trasparenza.

Ritengo, inoltre, per il bene superiore della squadra e della serenità dell'ambiente, che non sia più il caso, almeno per quanto mi riguarda, di alimentare ulteriormente la discussione a mezzo stampa.

Per questo auspico la convocazione in tempi brevi di un C.d.A. che resta la sede naturale per esporre le varie argomentazioni, per arrivare, come auspico, a un punto d'incontro dopo i necessari e indispensabili chiarimenti.

 

Leggi anche - Tensione in società, appello di Orgoglio Amaranto alla ragionevolezza: ''Necessario un Cda urgente''

 

scritto da: Andrea Avato, 07/02/2019





Derby, mercato, società, classifica. Parla Pieroni

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