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Universal Credit si fa avanti, ma Severini non vende

Sviluppi nella trattativa con lo Junior Camp per la cittadella amaranto



due fax spediti allo studio romano di Gino SeveriniUna cordata si defila, un'altra presenta l'offerta. Ma Severini, al di là degli sfoghi dei giorni scorsi, non ha intenzione di passare la mano. Anzi, la trattativa per spostare la base logistica allo Junior Camp è ben avviata e proprio questo è il segnale che l'attuale proprietà sta continuando a programmare il futuro. Il Comune, dopo le ultime, infuocate polemiche, ha ribadito per voce dell'assessore Donati che “l'obiettivo è garantire alla città una squadra che possa rispondere alle aspettative degli sportivi”. E il prossimo 26 ottobre è fissato un incontro (si spera chiarificatore) a palazzo Cavallo.
Ma andiamo con ordine. La prima cordata, quella che secondo le indiscrezioni era composta da Marco Sposini e Devis Crema, ex dirigenti di Pierantonio e Sansepolcro, in realtà non c'è. Né è fissato alcun appuntamento per sabato presso qualche notaio nei dintorni di Perugia, come si vociferava. Ermanno Pieroni, descritto inizialmente come il grande architetto dell'operazione, si era subito sfilato dalla storia. Ieri Sposini, al telefono, ha detto: “Mi hanno chiesto se Arezzo è una bella piazza e ho detto sì, ci mancherebbe. Domenica forse vengo anche a vedere la partita, ma non ho avuto contatti con nessuno”.
Ha fatto un passo avanti, invece, il gruppo legato a Universal Credit. Il commercialista romano Stefano Pignatelli ha inviato due fax al suo collega Severini, il primo per valutare la volontà del presidente di cedere la maggioranza delle azioni e il secondo per chiedere di conoscere emolumenti dei calciatori, eventuali pendenze in essere e situazione patrimoniale dei beni della società. Il legale di riferimento, Gabriele Scaccia, è figlio di Alfredo, già presidente di Frosinone e Isola Liri. “La nostra offerta è seria – ha spiegato ieri. Siamo interessati a rilevare tutte le quote, compartecipazioni non ci interessano. Posso confermare che abbiamo disponibilità di terreni nel cortonese e se ad Arezzo la logistica resterà così com'è oggi, ci trasferiremo lì. Della cordata fanno parte Gianfranco Promutico, Agostino Broccardo, Marco Accumulo, Mario Celan, imprenditori che lavorano nel campo della rivendita di auto e dell'edilizia con la Bp Tecnocostruzioni. Abitano in zona da anni, sono innamorati della città. Disponibilità economiche? Io sono stato chiaro con loro. Per fare calcio in un ambiente come Arezzo, ci vuole un milione a testa”.
Ma Severini, come detto, pare abbia accolto freddamente la proposta, anche a nome degli altri soci che gli sono a fianco nell'organigramma. L'attuale proprietà, irritata per le difficoltà organizzative e per i difficili rapporti con il Comune, sta comunque provando a guardare avanti non solo dal punto di vista tecnico. Con lo Junior Camp c'è un discorso in via di sviluppo che riguarda l'utilizzo dei terreni per gli allenamenti di prima squadra e Juniores. E in prospettiva Severini non esclude l'ipotesi di rilevare l'intera struttura per farne la cittadella amaranto, grazie alla disponibilità di Umberto Zerbini, presidente dello JC.
Il tutto senza sconfessare gli accordi con l'UT Chimera, con cui c'è un contratto di collaborazione fino al 2013, e confidando in un aiuto politico del Comune. L'incontro del 26 servirà soprattutto a chiarire questo aspetto.

articolo pubblicato sul Nuovo Corriere Aretino

scritto da: Andrea Avato, 21/10/2011