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Anselmi tende la mano: telefonata al presidente e bonifico da 12mila euro. C'è una schiarita

Il vicepresidente ospite di Block Notes: toni soft e disponibilità a riallacciare i rapporti. ''Tra me e Giorgio sono sicuro che non ci sono scorie'' ha detto, dando la sua versione dei fatti sulle frizioni del mese scorso: ''Sbilancio di un milione di euro, avevamo deciso all'unanimità di cogliere le opportunità di mercato. Poi si è scelto diversamente ed è mancata collegialità: a oggi nessuno sa a quanti soldi ha rinunciato l'Arezzo. La cessione delle quote? Ho proposto di gestire l'Arezzo con il 49,5 per cento a testa, Giorgio ha detto no. Adesso mi aspetto un cda a breve, da parte mia c'è buona volontà''. La Cava ad ArezzoTv: ''Frizioni normali, io e Massimo dobbiamo superare le nostre posizioni per il bene della squadra''



La Cava e Anselmi prima di una partita di campionatoMassimo Anselmi ha teso la mano. Arrivano segnali di disgelo nei rapporti tra due dei soci fondatori della Ss Arezzo, separati nell'ultimo periodo da divergenze di vedute che sembravano cristallizzate. Invece qualcosa si muove: ieri mattina il vicepresidente ha telefonato a Giorgio La Cava e gli ha anticipato la sua partecipazione alla trasmissione Block Notes, oltre che l'intenzione di tenere i toni bassi.

Un gesto gradito che è stato accolto con favore dalla controparte, tantopiù che Anselmi, in diretta su Teletruria, ha annunciato anche un altro passo avanti: un bonifico da 12mila euro nelle casse sociali per riprendere il filo dei finanziamenti interrotto a novembre.

L'imprenditore aretino, che con la sua Amaranto srl detiene il 20 per cento delle quote sociali dell'Arezzo, ha precisato diversi aspetti della querelle venuta a galla con l'anno nuovo ma ha ribadito la volontà di proseguire insieme, recuperando quell'armonia di rapporti che aveva caratterizzato la prima parte di stagione.

Non è un caso che Anselmi abbia esordito chiedendo scusa alla città per le turbolenze create dai botta e risposta con La Cava, ribadendo di essersi poi imposto il silenzio per non disturbare il lavoro della società e soprattutto della squadra, cui ha rinnovato stima e fiducia.

''Non è stato facile evitare di replicare alle contestazioni che mi sono state mosse, talvolta anche in maniera inesatta - ha detto. Questa è la mia città e sento molto il peso di aver preso in gestione una società che appartiene alla gente e che abbiamo salvato, tutti insieme, dal fallimento''.

Con toni pacati ma anche con fermezza, Anselmi ha spiegato ciò che intendeva quando parlò di condivisione e trasparenza da recuperare, sottolineando l'importanza di restituire potere decisionale al cda di cui fanno parte lui, La Cava e Roberto Cucciniello in rappresentanza di Orgoglio Amaranto: ''Il consiglio d'amministrazione è l'organo di governo della società. E a fronte di uno sbilancio di oltre un milione di euro, avevamo deciso all'unanimità di sfruttare le opportunità di mercato che potevano presentarsi. Poi queste opportunità non sono state colte, ma la vera delusione è che la decisione non è stata presa collegialmente. Se mi avessero informato, magari avrei dato il mio assenso. C'è qualcuno che oggi sa a quanto ha rinunciato l'Arezzo per Basit? Un milione, un milione e due, un milione e mezzo? Nessuno ne è stato informato. Per questo avevo chiesto la convocazione di un cda per discutere e capire''.

 

 

Un altro punto focale legato a Basit riguarda l'accordo secondo cui, a fronte di una cessione del giocatore, la metà dell'importo incassato dall'Arezzo andrebbe versata al suo agente: ''Questa scrittura è stata firmata in estate ma in cda ne abbiamo scoperto l'esistenza soltanto a novembre. Non è normale che un amministratore, quale sono anch'io, ne venga a conoscenza con un ritardo del genere: per questo ho invocato trasparenza. Tra l'altro sul documento i tecnici mi segnalano diverse criticità''.

Infine il nodo versamenti. Anselmi ha dato la sua versione: ''Non sono io o il presidente oppure OA che paghiamo gli stipendi ai dipendenti, li paga la società. Noi la finanziamo e i finanziamenti vanno richiesti in modo ufficiale tramite posta certificata, anche perché altrimenti rischiamo di farceli tassare tutti. Ho fatto presente più volte a Giorgio che non si possono programmare bonifici tramite wapp, è una questione di forma ma anche di sostanza. La cessione delle quote? E' vero che lui mi propose di rilevare il 79 per cento, ma fu una battuta provocatoria quella... Le quote non si cedono o acquistano così. E' vero anche che io gli feci pervenire una proposta formale per metterci alla pari: 49,5 per cento io, 49,5 per cento lui e uno per cento OA. Mi rispose di no perché in tal caso avrebbero comandato gli aretini, anche se OA non si schiererebbe mai né con me né con lui ed è giusto così''.

Anselmi lo dice sorridendo, sgomberando poi il campo dagli equivoci: ''Non ho nessuna remora nel riallacciare il rapporto con Giorgio, tra me e lui sono sicuro che non ci sono scorie. E' vero però che serve rispetto da parte mia, sua e di tutti. Adesso, anche in vista delle scadenze amministrative di metà marzo, mi aspetto da parte del presidente la convocazione rapida di un cda. Io ho tutta la buona volontà di andare avanti''.

Tutto ciò mentre Giorgio La Cava, intervistato da Arezzo Tv, dichiarava: ''Il bene dell'Arezzo viene prima di tutto il resto, il tesoro da salvaguardare è la squadra. Con Massimo ci sono state frizioni, è normale e ci può stare. Ora, per non rovinare quello che abbiamo fatto di straordinario, bisogna superare le nostre posizioni e continuare a cavalcare il sogno fino al 30 giugno''.

Insomma, il quadro presenta una schiarita rassicurante. E forse i cocci possono essere riattaccati per davvero.

 

scritto da: Andrea Avato, 05/03/2019





Il vicepresidente Anselmi ospite di Teletruria

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