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Ansia da gol, leggi non scritte e il rigore a occhi chiusi. I dettagli per (non) giudicare Brunori

Il fallo subìto, il pallone preso in mano, strappato a Rolando e Belloni e appoggiato sul gesso, la lunga attesa prima dell'ingresso in campo di Borra (un ex che che i penalty li ha sempre parati), il brutto precedente di Lucca, il tiro forte ma centrale: a Carrara tutto ha congiurato contro il centravanti, compresa l'ambizione di arrivare a quota 10 in classifica marcatori. Dal Canto l'ha presa con filosofia anche se la scelta del cecchino, con Cutolo sostituito, poteva essere più razionale



Brunori pochi istanti prima di battere il rigoreNon è da questi dettagli che si giudica un giocatore ma i dettagli, a volte, possono fare la differenza. E la smania di segnare un gol pesante, il decimo della sua stagione, ha tradito Matteo Brunori, che sabato a Carrara ha prima conquistato e poi fallito il penalty che avrebbe cambiato volto all match.

Dal Canto a botta calda l'ha assorbita con filosofia e forse non ha voluto affrontare in pubblico una questione da dibattere dentro lo spogliatoio. ''Brunori ha preso il pallone in mano, vuol dire che se la sentiva di tirarlo'' ha glissato il mister nella sala stampa di Carrara, lasciando intendere che, con Cutolo sostituito, un elenco di giocatori designati per un eventuale tiro dagli undici metri non c'era.

Forse è vero, forse no. Fatto sta che Brunori è andato deciso sul dischetto, si è fatto largo tra Belloni e Rolando e ha appoggiato la palla sul gesso. Non è stato come quando Carfora e Quadrini si presentarono in contemporanea alla battuta, in un Arezzo-Fiesole dei tempi grami della serie D, ma quasi. 

Lì, in mezzo all'area e con la porta vuota davanti, a riflettere se tirare a destra, a sinistra, se piazzarla nell'angolo o scegliere la botta forte a occhi chiusi, Brunori ha aspettato tanto, tantissimo, troppo. Prima di far entrare Borra, la Carrarese ci ha messo almeno tre minuti. Per uno in attesa di calciare un rigore sono attimi eterni che non passano mai. Così Brunori ha accumulato un'ansia pazzesca, da sommare a una legge non scritta nel calcio, secondo cui chi ha subìto il fallo fatale, è meglio che si astenga dall'esecuzione.

 

17 novembre 2013, Carfora, Quadrini e un rigore da calciareOltretutto, ma questo forse il centravanti lo ignorava, tra i pali c'è andato un ex amaranto e uno che in carriera i tiri dal dischetto li ha sempre parati. A quel punto tutto congiurava contro Brunori, che poi ci ha messo del suo, sparando un destraccio potente ma centrale, che Borra ha ribattuto con il corpo.

Addio gol numero 10 in stagione, addio doppia cifra e addio speranze di rimonta: la rete dell'1-2, con la Carrarese in dieci e venti minuti (più recupero) da giocare, avrebbe riaperto la partita. Il penalty fallito l'ha praticamente chiusa.

Brunori in stagione si era presentato all'uno contro uno con il portiere avversario solo una volta, a Lucca in Coppa Italia, e si era fatto parare l'esecuzione pure quella sera. Rolando, invece, aveva uno score immacolato: quattro su quattro quando giocava con il Gozzano contro Piacenza, Lucchese, Siena, Cuneo. Con Belloni in campo, la scelta del cecchino poteva essere più razionale.

A Brunori, di sicuro, servirà da lezione. Forse anche a Dal Canto. Fermo restando che coraggio, altruismo e fantasia rimangono parametri più logici per riconoscere un giocatore. Anche dopo un rigore tirato a occhi chiusi.

 

scritto da: Andrea Avato, 18/03/2019





La foto sequenza del rigore fallito da Brunori a Carrara
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