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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Gol segnati, gol subiti: l'Arezzo ha la coperta corta. Serve la scossa per rivincere una partita

Nelle ultime dieci giornate, solo una volta Pelagotti ha mantenuto la porta inviolata. E gli attaccanti non vanno a segno su azione dal 17 febbraio. Si spiega anche così la serie negativa di cinque gare in cui gli amaranto hanno conquistato appena tre punti. A Dal Canto serve un'impennata di Brunori e Cutolo, entrambi a un passo dalla doppia cifra, e qualche rete in più dai trequartisti



l'occasione capitata a Serrotti a Busto ArsizioFoglia non potrà pensarci all'infinito, all'Arezzo là davanti serve altro e serve di più. Il problema del gol si interseca con la vittoria che manca da cinque giornate, in cui la squadra ha conquistato 3 punti. Il centrocampista ha bucato Piacenza e Pro Patria, ma non è stato sufficiente per portare in fondo il risultato.

Il rallentamento in classifica va di pari passo con la sterilità in fase offensiva, che sta caratterizzando quesa fase di stagione, e anche con qualche rete di troppo al passivo. L'Arezzo non ha mai beccato tanti gol (ha la sesta difesa del torneo) però nelle ultime dieci giornate ha mantenuto la porta inviolata soltanto una volta, contro l'Olbia.

 

La coperta in questo periodo è un po' corta e Dal Canto deve riuscire ad allungarla da una parte o dall'altra, meglio se da tutt'e due. E' evidente, ed è stato detto tante volte, che certi contesti specifici la squadra li soffre e li soffrirà: i calci piazzati a sfavore, contro avversari forti fisicamente, saranno sempre un pericolo.

Né è sufficiente inserire un saltatore in più a fianco di Pelagatti per risolvere il problema: Borghini sabato c'era e la Pro Patria ha segnato su angolo. Burzigotti col Novara c'era e l'Arezzo prese gol dalla bandierina. Ci vorrebbero quattro o cinque giocatori di statura per ovviare al problema, ma non ci sono e bisogna fare di necessità virtù.

 

Matteo Brunori, 9 gol in campionatoIn ogni caso, nonostante Pelagotti sia costretto a raccogliere un pallone dentro la porta una volta a settimana, il problema vero non sembra stare lì. L'Arezzo concede poco a chi gli gioca contro, ha un'organizzazione efficace e una solidità certificata dalle prestazioni. 

Dove c'è da invertire la tendenza è dalla cintola in su e non tanto come quantità globale di occasioni, quanto come finalizzazione. L'ultimo gol su azione di una punta risale al 17 febbraio (Brunori a segno contro l'Albissola): è passato un po' troppo tempo e la squadra ha necessità di ricominciare a buttarla dentro con maggiore costanza.

 

Fermo restando che il 4-3-1-2 resta il modulo su cui Dal Canto ha costruito le certezze del gruppo, l'allenatore deve confidare nella vena realizzativa di Brunori, a un passo dalla doppia cifra, e nella qualità di Cutolo, pure lui a quota 9. Poi non sarebbe male se il giocatore impiegato sulla trequarti desse un contributo più sostanzioso in fase realizzativa: Serrotti ha segnato solo 2 gol, Rolando 1, Belloni 0. 

L'obiettivo è soprattutto questo, anche in previsione dei play-off. Un gol in più davanti, un gol in meno dietro: la ricetta per riacciuffare i tre punti, è quasi banale. 

 

scritto da: Andrea Avato, 04/04/2019





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