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Tanti giovani agli ordini di mister Gilardino. La Pro Vercelli vara il nuovo corso

Trasferta piemontese nel turno infrasettimanale. I bianchi, imbattuti da quattro giornate, sono avversario ostico anche se in estate è partita la rifondazione da parte della società dopo la deludente stagione passata



una formazione della Pro Vercelli

 

Trasferta in Piemonte per i ragazzi di mister Di Donato, che, nel turno infrasettimanale, saranno di scena a Vercelli, contro la Pro. I bianchi con 12 punti in classifica, ma con una partita da recuperare, condividono la decima posizione assieme alla Pianese, alla Juve B e all’Albinoleffe.

LA COSA DA SAPERE.  È una delle società storiche del calcio italiano. La Pro, fondata nel 1892, vanta nella sua bacheca dei trofei ben 7 scudetti, anche se l’ultimo è datato stagione 1921-22. Retrocessa nel 2018 dalla serie B dopo quattro stagioni tra i cadetti, la scorsa estate ha cullato a più riprese il sogno di essere ripescata. Dopo un paio di mesi trascorsi tra tribunali e sentenze che ogni volta ribaltavano la situazione, la Pro, al pari di Siena, Ternana, Catania, Novara, Entella si sono dovute rassegnare a disputare la terza serie. Società sempre guidata da Massimo Secondo, imprenditore impegnato tramite la Punto Service, soprattutto nell’assistenza per gli anziani e nella gestione di case di riposo. In Piemonte è tra gli imprenditori più importanti nel settore della sanità privata.

ALLENATORE.  In panchina dallo scorso 11 luglio siede Alberto Gilardino. Piemontese di Biella, classe ’82, campione del Mondo nel 2006 con l’Italia di Marcello Lippi ed ex bomber di Milan, Parma e Fiorentina (attaccante da oltre 200 reti tra club e nazionale) è quasi all’esordio come allenatore. Nel 2018 appesi gli scarpini al chiodo, ha ottenuto i patentini Uefa A e Uefa B. Ad Ottobre scorso è stato ingaggiato dal Rezzato, militante in serie D, per ricoprire gli incarichi di direttore tecnico e assistente dell'allenatore Luca Prina (che era stato suo mister ai tempi dei Giovanissimi della Biellese)A febbraio diventa allenatore della squadra, con Prina che lo rileva nella carica di direttore tecnico. Termina la stagione regolare al quarto posto, ai play-off viene eliminato nella semifinale del girone per mano della Pro Sesto. Tecnico giovane, all’esordio tra i professionisti, è mister a cui piace far provare a giocare a calcio la prpria squadra, cercando i fraseggi e provando a sfruttare l’ampiezza del campo.

FORMAZIONE.  Dovrebbe essere schierata col 4-3-3 che in fase di non possesso diventa un 4-5-1. Moschin tra i pali, linea difensiva con Franchino, Grossi, Carosso e Quagliata. In mediana Bani, Schiavon e Graziano (Erradi). In avanti a supporto del centravanti Comi, Azzi e Rosso.

PUNTI DI FORZA.  Da tenere d’occhio l’estremo difensore Simone Moschin ('96). Portiere cresciuto nel Chievo, in C con Siena, Cuneo e Carrarese, strutturato, discreto nelle uscite, con una buona predisposizione nel guidare il reparto. Discreto para rigori. Eros Schiavon (’83) esperto regista, abile nella gestione della palla e dotato di un discreto piede, preciso, sia in fase di chiusura che  d’impostazione. Giocatore non proprio di grande dinamismo, ma con il pallone tra i piedi sa far bene girare la squadra. Paulo Azzi (’94) esterno offensivo italo-brasiliano, dotato di un ottimo destro e di un discreto dribbling. Giocatore che ama partire da sinistra per poi accentrarsi, bravo nell’uno contro uno, dinamico, discreto in fase di rifinitura, ma non troppo freddo sotto porta. Infine Gianmarco Comi (’92). Lo scorso anno era addirittura finito ai margini della rosa ed in estate pareva essere in procinto di lasciare il Piemonte, ma nonostante questo è il capocannoniere dei bianchi con 2 reti. Classica prima punta strutturata fisicamente, l’attaccante scuola Toro, fa del colpo di testa, nella protezione palla e della cattiveria agonistica le sue armi migliori.

PREGI E DIFETTI. La società in estate ha deciso di cambiare rotta dopo il fallimento sportivo e tecnico della stagione scorsa. Via mister Grieco ed i giocatori più esperti e di maggiore caratura come Tedeschi, Berra, Germano, Morra e capitan Mammarella per sposare in pieno la linea verde. Squadra dall’età media bassa, tra le più giovani del girone, affidata ad un mister emergente, ma di grande “fascino” per la sua carriera da giocatore. La società di patron Secondo in questa annata vuole dare spazio a diversi giocatori cresciuti nel vivaio, per farli crescere e maturare e perché no,  magari monetizzando in futuro le loro cessioni. Per la sfida all’Arezzo però, sarà piena emergenza per Gilardino, che non avrà a disposizione oltre ai lungodegenti De Marino e Sangiorgi, anche Benedetti, Masi, Foglia, Varas, Mal e molto probabilmente Graziano, uscito anzitempo nella sfida di sabato alla Pro Patria, chiusa sull’1-1, grazie alla rete di Comi. Uomini contanti soprattutto in difesa, un reparto che al netto delle assenze, si è discretamente comportato in questo scorcio iniziale di stagione. Linea sempre attenta, dove sugli esterni è discreta, fino ad oggi, la stagione dell’ex Franchino, che abbina ad una enorme dose di quantità, anche una discreta qualità quando appoggia la manovra offensiva. Sull’out sinistro si è guadagnato una maglia da titolare il giovane Quagliata (2000), esterno dotato di buona corsa e di una carica agonistica non comune per l’età. Sette reti al passivo, solamente due subite in casa, ne fanno una delle retroguardie  meno battute nel girone. Il centrocampo è reparto rinnovato rispetto ad anno scorso, con Graziano che porta fisicità e quantità, Varas che coniuga discreta tecnica ad una buona carica agonistica e con Schiavone, che oltre a dettare i tempi, sta facendo da chioccia ad una nidiata di giovani di buone prospettive come Bani (’99), Erradi e Volpatto (ambedue classe 2001ed entrambi prodotti del vivaio). L’attacco non brilla a livello realizzativo (solo 7 le reti all’attivo), ma è reparto con discrete qualità. La manovra offensiva ruota attorno a Comi e alle giocate degli esterni Azzi e Rosso, al quale Gilardino chiede quell’imprevedibilità che fino ad ora si è vista in modo incostante. Le alternative in avanti sono rappresentate dall’ex Arzachena Cecconi (nella gara di ritorno contro gli amaranto si fece parare un rigore da Pelagotti) e da Romairone, figlio di Giancarlo, ex attaccante in B con Modena e Ternana. Sarà squadra da affrontare con la giusta attenzione, perché non perde da quattro partite e perché la Pro è brava oltre che a provare a proporre gioco, anche a chiudersi e ripartire. Per questo gli amaranto dovranno essere bravi a non scoprirsi ed impedire a Rosso ed Azzi di trovare spazi e rendersi pericolosi.

ULTIMO PRECEDENTE.  Risale allo scorso 20 gennaio quando la Pro si impose per 1-0 grazie ad una rete di Massimiliano Gatto realizzata ad inizio ripresa.

 

scritto da: Mauro Guerri, 22/10/2019





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