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Orgoglio Amaranto, passione antica e nuove sfide. Farsetti: ''Sempre a fianco dell'Arezzo''

Intervista al presidente del comitato di azionariato popolare: il rapporto con il padre Alberto, il tifo da bambino, la battaglia totale di Carrara e l'ultima rimonta conquistata proprio contro gli apuani. ''Mi piacerebbe che OA fosse visto come qualcosa di utile non solo nei momenti di emergenza. I rapporti con la società? L'impegno del presidente La Cava a oggi è stato ineccepibile, ma in qualche passaggio importante sono mancate trasparenza e condivisione''



Stefano Farsetti, presidente di Orgoglio Amaranto

Stefano Farsetti presidente di Orgoglio Amaranto, in carica dall'11 gennaio di quest’anno, ha accettato di fare una chiacchierata con noi per parlare di Arezzo a 360 gradi. Di ricordi Stefano ne ha tanti: figlio di Alberto, presidente dall’US Arezzo dal 1989 al 1990, già vicepresidente ai tempi di Terziani, ha fin dalla culla respirato amaranto a pieni polmoni. Oggi riveste questo incarico con la stessa immutata passione di quando seguiva come semplice tifoso gli amaranto dalla curva, settore che nonostante il ruolo che riveste non ha intenzione di abbandonare.

 

“Fin da piccolo – ci racconta Stefano - ho sempre cercato di avere da mio padre un abbonamento che mi permettesse di seguire l’Arezzo nel settore più caldo, che fosse la Maratona, prima, o  la curva, è sempre stata una cosa a cui non ho potuto rinunciare. A mio avviso è proprio in questi settori che si riesce a vivere appieno la partita.”

Ricordi di infanzia?

“Il sabato pomeriggio di ogni trasferta. Via da scuola, pranzo dall’Olga, e partenza per ogni stadio dove giocava l’Arezzo. L’anno 81/82 vissuto nei campi più caldi del sud fu davvero un’esperienza. Immaginati a 13 anni vivere certi stadi: Nocera Inferiore, Salerno, Reggio Calabria.”

La partita della vita?

“La battaglia totale di Carrara, vissuta con Orgoglio Amaranto, è ancora un ricordo troppo caldo per non essere citata; non mi vergogno a dire che quel giorno ho versato più di una lacrima.”

 

Alberto Farsetti, padre di Stefano, con Antonio Valentin AngelilloDa Carrara 2018 a Carrara 2019. Come vedi ora la squadra?

“E’ cambiato qualcosa, Di Donato ha trovato i giocatori su cui contare e valorizzare quel modulo che ormai è diventato un punto fermo. A Carrara ha dimostrato di meritare il punto e può essere un'altra svolta. Ultimamente Carrara ha sempre un valore simbolico nelle stagioni amaranto, ricordiamoci il playout del 2003.”

Restando all’attualità, avete avuto risposte dal presidente sul crownfunding?

“Ancora non si è sentito nessuno. Noi come era giusto fare avevamo il dovere di interpellare i nostri soci in merito, non riguardo al progetto in sè, a cui siamo di base favorevoli, ma su una questione che ci sta a cuore come le ipotetiche variazioni riguardo alcuni punti dello statuto penalizzanti per noi.”

Quali sono queste modifiche?

“Entrare nello specifico è difficile perché si parla di cose che molti potrebbero non comprendere. Quello che alla fine ci sta a cuore è che Orgoglio Amaranto resti sempre dentro al progetto. I presidenti passano, ma ciò che abbiamo guadagnato non vogliamo essere obbligati a perderlo.”

Sappiamo tutti che il progetto si lega al centro sportivo “Le Caselle”, che diventerebbe la casa delle giovanili. Come si pone OA nella gestione di un settore giovanile?

“Il comitato è particolarmente sensibile su questo tema. Secondo i nostri principi l’Arezzo dovrebbe essere comunque fondata su un lavoro forte sul settore giovanile. Oggi ancora vediamo alcuni punti che andrebbero chiariti in modo più approfondito ma il futuro certamente ci farà capire molte cose.”

Come giudichi i rapporti fra Orgoglio Amaranto e la società?

“A noi interessano soprattutto trasparenza e condivisione, condizioni che purtroppo, dispiace dirlo, a volte sono venute a mancare nei passaggi importanti che una società richiede. Sia chiaro: l’impegno del presidente La Cava ad oggi è stato ineccepibile, lo dimostra il bilancio dell’anno passato totalmente coperto in ogni minimo adempimento. Aspettiamo a giorni il prossimo che sarà impegnativo come il precedente ma abbiamo fiducia che, come il presidente ci ha sempre assicurato, sarà coperto completamente.”

 

L'ultima assemblea di Orgoglio AmarantoDetto dei rapporti con la società, come secondo te è visto Orgoglio Amaranto in città?

“Orgoglio Amaranto è sempre stato visto in maniera positiva dai tifosi che hanno riconosciuto ad un gruppo di persone la propria passione e la propria dedizione alla causa. Non va dimenticato che tutti i membri del direttivo rubano tempo alle proprie famiglie o alle proprie attività per essere sempre puntuali nell’incarico che si sono presi. Detto questo, ci piacerebbe che il nostro servizio fosse ritenuto utile non solo nei momenti di piena emergenza ma anche quando le cose vanno un po’ meglio.”

I prossimi impegni del comitato? 

“Intanto mangiare quella porchetta che lunedi ci aspetta al viale dello stadio dove tutti sono invitati a partecipare. Aspettiamo poi l’ok del Provveditorato per portare i nostri fumetti sull’Arezzo in tutte le scuole elementari, poi certamente ci sarà la cena degli auguri prima di Natale aperta a tutti i tifosi amaranto. In mezzo a tutto ciò il comitato continua il proprio monitoraggio su tutto ciò che ruota attorno alle vicende dell’Arezzo calcio.”

Alla fine secondo te si potrà veramente arrivare ad un azionariato popolare che è uno delle mission principali del comitato?

“Ancora questo tipo di sostegno economico alle società fa fatica ad entrare nella mentalità del tifoso italiano. All’estero ci sono già realtà che vivono esclusivamente di questo sostentamento. Da noi il calcio è visto in una maniera antica. In un futuro auspichiamo che questa formula possa essere di aiuto soprattutto in società di serie inferiori che hanno costi esorbitanti, senza alcun introito esterno, per le tasche di un solo individuo.”

Siamo alla fine, c’è un errore che OA ha fatto e che non rifarebbe?

“Di errori ne abbiamo fatti nel passato e altri probabilmente ne rifaremo. Solo chi fa sbaglia e noi di cose ne abbiamo fatte tante. Alla fine solo i tifosi possono e devono giudicare il nostro operato ma tutti devono sapere che se errori ci sono stati, questi sono stati fatti in buona fede. Noi siamo spinti solo ed esclusivamente dalla passione e dall’amore per questa maglia e chiunque voglia portare il proprio contributo di passione sa come contattarci. La nostra porta è aperta a tutti.”


scritto da: Simone Trippi, 24/11/2019





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