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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Meno giro palla, più giocate veloci. L'Arezzo e l'imprevedibilità che bisogna dare alla manovra

A Pistoia la squadra ha compiuto un mezzo passo indietro rispetto alle prestazioni precedenti e a molti, specie nella ripresa, è tornata alla mente la prova sterile di Grosseto contro la Pianese. Fare tanto possesso e abusare dei cross dalla trequarti, senza avere una torre dentro l'area, porta pochi frutti. Meglio sarebbe puntare sul dribbling di Cutolo, Belloni, Caso o Rolando. La riprova contro il Gozzano, anche per allungare la striscia positiva delle ultime sette giornate



Giuseppe CasoPunti persi o punti guadagnati quelli di domenica a Pistoia? Il dilemma non è ozioso perché alla fine della partita ci si chiedeva da un lato di che umore saremmo stati se la squadra fosse riuscita a far pendere dalla sua parte l’esito della gara (e ce n’erano tutte le possibilità ed i presupposti), dall’altro di quanto ci sarebbero “girate” se l’arbitro non avesse colto il non evidentissimo fuorigioco (che c’era) di Gucci al 41’ del secondo tempo. Insomma siamo tornati alla prova in chiaroscuro ed obiettivamente un mezzo passo indietro rispetto alle ultime uscite lo si è visto. A qualcuno nel secondo tempo fatto di inconcludente possesso è parso di rivedere le incertezze della partita di Grosseto contro la Pianese, quando in 87 e passa minuti l’Arezzo non riuscì a dipanare la folta matassa difensiva bianconera.

 

Ci siamo anche accorti (e lo ha evidenziato benissimo Simone Trippi mercoledì) di come la squadra sia parecchio dipendente da certi uomini chiave. L’assenza di Foglia ha pesato tantissimo in fatto di dinamismo e di appoggio all’azione offensiva e questo senza nulla togliere a Picchi che finché il fiato l’ha sorretto ha fatto la sua buona partita. Troppo diverse però le caratteristiche e ci è mancata quella capacità di “strappare” in avanti che il buon Fabio sa applicare in maniera eccellente.

 

Niccolò BelloniDella solita amnesia difensiva non mette neanche in conto parlare; per questo l’unica medicina è lavoro e applicazione e certamente lo sanno il mister ed anche i giocatori. Conforta ad oggi lo stato di grazia del nostro capitano, ma non possiamo aspettarci che le castagne dal fuoco ce le tolga sempre lui. Gori sta giocando con un problema alla caviglia e sta stoicamente al suo posto per assenza di soluzioni competitive.

 

Per questo c’è da studiare anche come aggirare l’avversario quando si mette a far barricate come la Pistoiese e come presumibilmente faranno Gozzano e Lecco di qui a fine anno. Insistere sui cross dalla tre quarti non avendo altro terminale in area che Gori (Cutolo è un grande ma non tanto da andare a contrastare le torri difensive avversarie sulle palle alte) finisce per favorire solo l’avversario e sebbene il giro palla sia una risorsa importante per cercare di “aprire” le testuggini difensive, una prolungata insistenza su questa modalità definisce un assetto tipo anche per chi ci si oppone che presto impara a chiudere i varchi. Saltare l’uomo o cercare la giocata veloce per linee verticali può costituire una alternativa praticabile giacchè sia Cutolo e Belloni che Caso e Rolando hanno le capacità di giocarsela anche sotto questo aspetto. Intanto comunque incameriamo il sesto risultato utile nelle ultime sette gare e attendiamo con fiducia il pomeriggio di domenica. La scalata deve continuare.

 

scritto da: Paolo Galletti, 06/12/2019





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