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Le partite ''storiche'' giocate nel periodo delle festività natalizie: il Museo racconta...

Lo sciopero delle società ha costretto quest'anno i tifosi ad una pausa forzata lunga un mese. Nella storia però sono tante le partite giocate dall'Arezzo durante il periodo delle feste. Il Museo ne ha raccontate alcune: dal rigore di Traini che nel 1983 dette la vittoria sul Cesena al pareggio a Torino contro la Juventus nella "maledetta" stagione della retrocessione in C, sono tante le gare storiche da ricordare



Il rigore di Pasquale Traini che dette la vittoria sul Cesena nel 1983

Mancano poche ore a Natale, tempo di pranzi e cene coi parenti, di regali e di festa. Il campionato è fermo già da un po’, complice lo sciopero indetto dalla Serie C per richiedere provvedimenti vantaggiosi per le società iscritte come la tanto chiacchierata defiscalizzazione. Di partite a ridosso del Natale e dell’ultimo dell’anno, però, l’Arezzo ne ha giocate diverse nella storia, anche se da noi il cosiddetto “boxing day” di stampo britannico non ha mai preso davvero piede, purtroppo, aggiungerei. Parlandone al Museo Amaranto, eravamo d’accordo che alcune di queste sono state anche molto significative, lasciando ricordi indelebili.

 

il Boato che presentava nel 1977 Arezzo-ParmaIl primo in ordine cronologico ci riporta al 31 dicembre 1977, quando gli amaranto nel girone B di serie C conquistarono una vittoria prestigiosa contro il Parma al Comunale: finì 3 a 1 grazie alle reti di Tombolato e Pasquali nel primo tempo e di Colusso a pochi minuti dallo scadere dopo che Braida aveva accorciato le distanze. Per rispondere alla domanda (“Ballerà il Parma o l’Arezzo?") con cui Franco Roncolini titolava la pagina di presentazione della gara su “Il Boato”, che custodiamo gelosamente nei locali del Museo, quella sera ha ballato l’Arezzo, che ha potuto poi stappare lo spumante e festeggiare non solo l’anno nuovo, ma anche una splendida vittoria. Un altro incontro importante disputato l’ultimo dell’anno in casa e finito nel migliore nei modi fu nel 1983. Quella stagione il Cavallino era partito alla grande: dopo la quinta giornata era capolista solitaria del campionato di serie B ma poi ci fu un calo di risultati. Quando al Comunale arrivò il Cesena in quel 31 dicembre, gli amaranto non vincevano da sette giornate, ma il rigore realizzato al minuto 60 da Traini bastò per tornare al successo e battere una delle nostri rivali storiche.

Anche a ridosso del Natale ci sono tanti incontri che potremmo ricordare sfogliando giornali, almanacchi e, soprattutto, aprendo i cassetti della memoria. Vogliamo però parlare soprattutto di due di questi, risalenti al terzo millennio. Il primo ricordo è avvolto nella nebbia ma è nitidissimo: era il 21 dicembre 2003 quando l’Arezzo di Somma e i tantissimi aretini al seguito andarono a far visita alla seconda della classe, il Lumezzane, in uno scontro diretto per cuori forti. Eppure, l’avversario più temibile non furono i rossoblù, già domati nel primo tempo grazie alle reti di Serafini in zampata sul secondo palo e di Passiglia con una rasoiata cui seguì l’iconica esultanza del torero, bensì il fitto nebbione che calò sullo stadio dei lombardi. La partita fu interrotta, ma niente e nessuno poteva fermare gli amaranto quell’anno. Si ripartì, finì 3 a 0 col terzo gol di Vigna e l’Arezzo spiccò il volo verso la B.

 

I 1500 tifosi amaranto nella nebbia di Lumezzane

A proposito di serie B, l’ultima partita che vogliamo ricordare è quella dell’ultimo campionato cadetto che abbiamo giocato. Il 22 dicembre 2006, l’Arezzo di Maurizio Sarri, subentrato ad Antonio Conte, aveva un impegno proibitivo in calendario prima della sosta natalizia: la trasferta all’Olimpico di Torino contro la Juventus. Dopo un primo tempo terminato senza gol, i bianconeri sembravano aver portato a casa i tre punti con le reti di Trezeguet e Palladino, ma in appena due minuti (80’ e 82’) Daniele Martinetti, ribattezzato “Martinelli” dall’improvvido telecronista, rifilò due gol a Buffon, prima su rigore poi con un gran colpo di testa su assist perfetto di Croce, e regalò all’Arezzo un punto insperato e una serata di gloria da ricordare ai posteri, come cerchiamo di fare noi del Museo. Questa data, così come molte altre che hanno segnato la storia del nostro Arezzo, sono state evidenziate anche nel calendario 2020 del Museo Amaranto, ancora disponibile e acquistabile al prezzo di dieci euro. Un’idea regalo perfetta per chi ha l’Arezzo nel cuore!

Il Museo Amaranto, in chiusura, intende fare i più sinceri auguri di buon Natale e felice anno nuovo a tutti i lettori, gli appassionati e i tifosi amaranto, sperando di aver fatto regalo gradito ricordando alcune belle partite del passato giocate in questo periodo di festa.

 

scritto da: Luca Amorosi, 24/12/2019





Amaranto story - Juventus-Arezzo 2-2

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