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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Goleador, trascinatore e punto di riferimento: è capitan Cutolo il migliore del girone di andata

La lunga pausa del campionato è coincisa con il giro di boa del campionato permettendo di fare alcune analisi sull'andamento della squadra. Gli amaranto, in netta crescita dopo un avvio choc, raggiungono quasi tutti la sufficienza. Spicca la coppia di attacco Cutolo-Gori, mentre a centrocampo la vera anima è Foglia. La difesa, spesso sul banco degli imputati, ha in Borghini la certezza più solida



Cutolo e Gori si abbracciano dopo un gol

Pallone fermo, panettoni in resta. La lunga sosta natalizia, prolungata dall’inedita serrata federale  a favore di una più tollerabile gestione finanziaria della categoria, ci impone di staccarci dalla cronaca e dedicarci alle riflessioni, alle sintesi, ai primi parziali bilanci di una stagione che, oltretutto, si è arrestata giusto al limitare del girone di andata. Azzardiamo dunque una disamina reparto per reparto del rendimento dei giocatori amaranto dopo le prime 19 partite.

 

 PORTIERI Il titolare è Pissardo. L’ex Inter si dimostra piuttosto affidabile tra i pali e non si può dire che abbia veramente sulla coscienza nessuno dei gol che ha incassato. Ha invece sul groppone ben due cartellini rossi, fatto assai anomalo per chi gioca nel suo ruolo. Il primo l’ha rimediato nell’assurdo finale di Crema per un fallo di reazione, il secondo a Pontedera per opporsi fuori area alla conclusione di un avanti granata dopo “garellata” colossale su retropassaggio di un compagno. Questi due episodi ed una certa leggerezza nel giocar palla con i piedi (diverse volte abbiamo rischiato di brutto..) dimostrano che la maturazione è ancora in corso (voto 6+). Quando non gioca lui va in campo l’ex Cagliari Daga. Struttura fisica importante, il “dodicesimo” (come si diceva una volta) ha avuto un esordio choc da titolare nella partita con la Juventus B condita da diversi erroracci soprattutto in uscita. Meglio le altre volte e sufficienza piena anche considerando che nel suo ruolo giocare saltuariamente è un handicap più pesante che per i giocatori di movimento.

 

DIFESA Il vero tallone d’Achille di questa fase ascendente. Troppi gol presi in maniera evitabile, troppi presi a reparto schierato o sbagliando le diagonali in ripiegamento (Pistoia e Meda gli ultimi esempi). Zavorrata in partenza dai molti infortuni e da un assetto tattico non ancora assimilato, nemmeno con i rientri e con i migliori equilibri poi raggiunti ha saputo evitare i difetti che sono probabilmente congeniti ad un reparto che vede troppi elementi con caratteristiche simili (struttura sì, velocità no) e risente della mancanza di un leader che detti i tempi di uscita e le posizioni da tenere. Comunque:  bene Borghini, confermatosi sui buoni livelli visti nello scorcio finale della passata stagione (7) ed in crescita Corrado che dopo le incertezze iniziali sta prendendo coscienza delle proprie capacità e confidenza con la categoria (6,5). Colonna dentro e fuori dal campo Alessio Luciani, vice capitano tutto cuore e dinamismo. Elemento insostituibile che a volte sbaglia più del dovuto per eccesso di generosità. Bravo nell’accompagnare la spinta pecca un po’ in copertura (ma si sapeva) stando comunque sempre largamente sopra la sufficienza (6,5). Alterno Baldan che a buone prestazioni offre momenti di disattenzione purtroppo spesso fatali (5,5). Ceccarelli (5,5), arrivato nel momento dell’emergenza, ci ha messo mestiere e grinta ma la gamba non è più quella di una volta ed anche il senso tattico a tratti lo tradisce (che ci faceva a Siena nel ruolo di terzino in quel fatidico minuto 96 ?). Insufficiente per ora Nolan, ma il giovane irlandese ha l’attenuante di essere stato messo a reggere il cuore della difesa nel momento peggiore della stagione. Avrà (speriamo per noi e per lui) tempo e modo di rifarsi.

 

Borghini e Luciani in azione

 

CENTROCAMPO A due. La scelta più azzardata di Di Donato che ci ha creato non pochi problemi in avvio ma anche il settore in cui la squadra è cresciuta di più, grazie anche all’apporto impagabile di Fabio Foglia, uno che se fosse nato in Brasile giocherebbe ad altri livelli. Podismo e senso tattico, qualità e guida per i compagni. Tra i migliori in assoluto (7,5). Al suo fianco partita dopo partita è cresciuto Tassi, uno che il talento ce l’avrebbe ma che si era un po’ perso strada facendo. La fiducia del tecnico e la continuità in campo ci hanno restituito un elemento prezioso (6,5). Meno bene, per quel che si è visto, Volpicelli. Sicuramente il più incontrista tra i mediani in servizio, ma con un tocco ruvidissimo. Qualche malanno l’ha messo a lungo fuori causa (5). Lunga assenza anche per Picchi, che ha fatto la sua ricomparsa con un po’ di continuità nell’ultimo mese. Deve chiaramente recuperare ritmo partita ma potrà tornarci molto utile (6). Prestazioni in chiaroscuro anche per il rientrante Benucci (5,5) mentre gli altri, da Raja a Sbarzella sono apparsi al più nel riscaldamento.

 

Foglia, vero leader del centrocampo amaranto

 

ATTACCO La nota lieta. L’Arezzo è quasi sempre riuscita a trovare la via del gol e non solo perché l’atteggiamento in campo è offensivo. Cutolo e Gori rappresentano un’accoppiata di lusso i categoria, con il capitano in gran spolvero che pare ringiovanito anziché gravato da un altro anno di carriera. Nove gol per lui e record personale ad un passo, ma oltre a quello tanto sacrificio, tanto carisma e tanta classe. Lunga vita Nello ! (8). Al centro dell’attacco il gioiellino viola Gabriele Gori. Atteggiamento un po’ “pruzzista” nella partecipazione al gioco ma implacabile non appena gli arriva una mezza palla giocabile sotto porta. Ha segnato 6 gol mancando un paio di partite per convocazioni con la nazionale ( e che partite: Siena e Carrara..) e giocando nell’ultimo mese e mezzo al 60% causa una caviglia in disordine. Obiettivo doppia cifra anche per lui e non dovrebbe avere difficoltà (7). Sulle fasce encomio per Niccolò Belloni, emblema della lotta e del sacrificio anche nei momenti più bui (quella partita da terzino aggiunto a Como…). Nel suo ruolo naturale sta facendo mostra delle sue indiscutibili qualità (7). Dall’altra parte si sono alternati Rolando (6) e Caso. L’estrosità del giovane ex Cuneo lo ha portato alla fine a conquistare una maglia da titolare ed indubbiamente, anche se ogni tanto si intestardisce a cercare il dribbling superfluo, Giuseppe Caso ha dalla sua  gli strappi vincenti contro Novara e Renate  e tante accelerazioni che hanno esaltato il tifoso. Ora ha imparato ad essere tatticamente più disciplinato, a ripiegare a centrocampo per evitare gli strappi nello schieramento in fase di copertura. Insomma bene e per il ritorno speriamo anche meglio (7). Deludente Cheddira, gran lottatore ma con senso del gol che latita (5). Si è visto pochissimo Mesina. Impalpabile a Siena ha fatto vedere buoni movimenti nello spezzone col Gozzano ed a Meda col Renate (peccato quella rovesciata uscita fuori di poco). Non giudicabile ma con prospettiva. Zini non si è visto quasi mai causa infortunio e Dell’Agnello pure.

 

Alla fine il voto complessivo di squadra è la sufficienza piena, come ha dichiarato anche mister Di Donato in fase di consuntivo. Chiaro che non ci basta, perché le potenzialità per fare meglio ci sono tutte. Chiaro anche che se dalla calza della befana (quella lunga, che arriva fino a fine gennaio) Pieroni e Testini, oltre a sfoltire come giusto la rosa extra-large, tirassero fuori un paio di elementi di qualità  nei punti chiave si potrebbe ancora ambire a scalare la classifica di un campionato oggettivamente mediocre, costruito su misura per la vittoria del Monza. Il 2020 può ancora tingersi di amaranto e regalarci emozioni. Buon anno a tutti !

 

scritto da: Paolo Galletti, 28/12/2019





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