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Un anno che se ne va, il mercato, Caso e Cutolo, la società, i soldi, il futuro: parla il presidente

Intervista a Giorgio La Cava per un bilancio sul 2019 e sulla sua esperienza alla guida della Ss Arezzo. ''Investirei ancora nel calcio, anche se questo è un mondo paradossale, specialmente in Lega Pro. Mi sarei aspettato un aiuto maggiore da parte degli imprenditori aretini e qualche abbonamento in più, però ai tifosi dico di stare tranquilli: di incontri per far entrare nuovi soci ce ne sono stati, ma tra il dire e il fare... Al mercato dovremo sfoltire la rosa, poi con due o tre vittorie di fila potremmo risalire la classifica. Il settore giovanile? Quest'anno, affidandolo a una società esterna, risparmiamo 200mila euro. Sono soddisfatto così''



Il 2019 è agli sgoccioli. Qual è il ricordo che si porterà dietro per sempre?

“Sono molti, grazie ai risultati che abbiamo ottenuto. Diciamo che il raggiungimento della semifinale playoff è l’immagine più bella che mi porto dentro, anche se purtroppo ci fu l’episodio dell’aggressione di Viterbo che non mi fece vivere quella partita che ci regalò la doppia sfida con il Pisa.”

A febbraio saranno due anni che è nel calcio. Che idea si è fatto di questo mondo?

“Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un pomeriggio intero. Diciamo che è un mondo particolare. Da tifoso certe cose non le percepivo, ma da dentro si vivono situazioni a volte paradossali, specie in una categoria come la Lega-pro. Faccio l’esempio della defiscalizzazione che è argomento d’attualità: questa ci potrebbe permettere di risparmiare dei soldi, ma in realtà non è vero e proprio risparmio visto che quei denari andrebbero reinvestiti in strutture o settore giovanile. Ci sono scelte fatte dall’alto che penalizzano oltre misura chi fa mensilmente i salti mortali per tirare avanti una società di terza serie, ma il mondo è questo e bisogna adeguarsi.”

Oggi Giorgio La Cava rifarebbe quella scelta che nel 2018 lo portò a prendere l’Arezzo?

“Assolutamente sì. Quella scelta l’ho fatta solo per passione ed è stata ed è tuttora un’esperienza bellissima. Al netto degli errori che possono essere stati commessi e dei momenti di scoramento che a volte ti prendono, se guardo indietro vedo che in questi due anni sono state fatte cose eccezionali. Ricordiamoci come era messa l’Arezzo due anni fa: oggi bisogna essere soddisfatti di quello che siamo.”

Ha parlato di sacrifici economici. Quanto costa la gestione di una società come la S.S. Arezzo?

“Mi preme dire che i sacrifici non sono solo economici. Fare il presidente porta via tantissimo tempo che togli alla famiglia ed agli affetti: nella vita non ci sono solo i soldi. I conti dell’Arezzo li sapete meglio di me, i bilanci sono pubblici ed ognuno può vedere come e quanto spendiamo. Oggi siamo criticati per la rosa abbondante ma chiaramente si spera sempre nella quantità di trovare quei 2 o 3 elementi che ci permettano di fare plusvalenze vitali per le casse societarie. Faccio l’esempio di Buglio e Basit che nessuno conosceva e su cui l’Arezzo ha scommesso ricavandoci 12 mesi dopo plusvalenze importanti.”

 

 Intravede nella rosa di oggi nuovi Buglio o nuovi Basit?

“Non tutti gli anni è possibile trovare nel mazzo assi del genere ma fatemi citare Giuseppe Caso, un giocatore che sta maturando tantissimo anche grazie all’aiuto della vecchia guardia. Caso mi colpì fin dai primi giorni di ritiro; credo che giocatori che saltano l’uomo con la sua facilità siano in categoria merce rarissima.”

Arezzo intesa come città pensa possa dare di più alla causa amaranto?

“Tutte le città, non solo Arezzo, dovrebbero dare di più al calcio. Questo sport ormai è una cosa molto importante socialmente e chi ama la propria città dovrebbe, parlo di imprenditori, dare sempre una mano alla squadra che ne porta il nome. Per quanto riguarda i tifosi abbiamo uno zoccolo duro eccezionale, che per come ci seguono soprattutto in trasferta ci invidiano anche società di serie superiore. Purtroppo poi lo stadio lo riempi solo in semifinale playoff, ma arrivare a quei livelli non sempre è facile. Detto questo però devo dire sinceramente che quest’anno mi aspettavo qualche abbonamento in più sull’onda della splendida stagione passata. Non dico cifre esagerate ma almeno 1400/1500 abbonamenti me li sarei aspettati.”

In questi mesi si è parlato molto di crowdfunding. A quando la partenza del progetto?

“Siamo in costante contatto con l’avvocato Chiericoni di Orgoglio Amaranto e credo che in tempi brevissimi ci sarà l’assemblea per poter dare il via alla raccolta. Da un certo punto di vista questo ritardo potrebbe agevolarci visto che ora la squadra sta facendo buoni risultati.”

A proposito di Orgoglio Amaranto, come sono i rapporti fra lei ed il Comitato?

“Rapporti normali. Purtroppo di tempo a disposizione ne ho pochissimo e forse sentirsi di più sarebbe meglio per tutti. Ora comunque il colloquio è costante e non ci sono, almeno da parte mia, problemi di sorta.”

 



 Una questione che ha fatto molto discutere è stata quella della gestione del settore giovanile data ad una società esterna. Perché questa scelta?

“Per fare bene un settore giovanile occorrono moltissimi soldi. Anno scorso abbiamo speso 230.000 euro per le giovanili, un costo in questo momento insostenibile. La gestione esterna ci permette di delegare queste spese e sono soddisfatto, ad oggi, della scelta che abbiamo fatto.”

Tornando al campo, come giudica il girone di andata dell’Arezzo e come pensate di migliorare questa squadra nel mercato che si apre fra qualche giorno?

“La priorità sul mercato è quella di sfoltire la rosa, ormai lo sanno anche i bambini. La squadra è stata penalizzata dai molti infortuni di inizio stagione e da qualche arbitraggio, penso alla trasferta di Crema, che ci hanno condizionato non poco. Adesso ci siamo però ritrovati e sono sicuro che nel ritorno faremo meglio del girone di andata. Qualche posizione la scaleremo anche perché è un campionato assai livellato dove basterebbe infilare due o tre vittorie di fila per ritrovarci a fianco delle primissime. Sono fiducioso perché ora abbiamo trovato la quadratura giusta. Un elogio particolare lo voglio fare al nostro capitano Cutolo: il suo campionato finora è qualcosa di straordinario e ci tengo a ringraziarlo pubblicamente per quello che sta dando alla causa.”

E’ da luglio che si parla di possibili ingressi in società di nuovi soci. Ci sono state o ci sono al momento trattative serie?

“Nel calcio i soldi ce li vogliono spendere in pochi, soprattutto in queste categorie. Noi abbiamo sempre onorato tutte le scadenze e siamo sereni. Di incontri ci sono stati ma poi come dice il proverbio “fra il dire e il fare…”. Nel calcio investe solo chi è tifoso come me o chi ha interessi imprenditoriali sulla città. Mi dispiace che una città come Arezzo, che ha una classe di imprenditori molto forte, non abbia interesse a dare una mano sostanziosa per salire di categoria. Dopo Carrara 2018 sembrava che ci fosse la possibilità di creare un consorzio di imprenditori cittadini che dessero una mano ma dopo l’entusiasmo iniziale i riflettori si sono spenti e tutto è tramontato. Questo, alla fine, è il mio rammarico più grande in questi due anni di presidenza. Io comunque vado avanti con lo stesso entusiasmo del primo giorno, tutti i tifosi possono stare tranquilli.”

 

scritto da: Simone Trippi, 28/12/2019





La felicità del presidente La Cava al termine di Carrarese-Arezzo 2018

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