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Pausa lunga, poi tour de force negli stadi vuoti. Pecorari: ''Servono intensità e turn over''

Il preparatore atletico della ''battaglia totale'' spiega come gestire questa sosta forzata, cui seguirà un ciclo ravvicinato di incontri senza pubblico. ''Preservare il ritmo gara è fondamentale, ma poi sarà fondamentale la rotazione dei calciatori. Con cinque sostituzioni, la panchina diventa ancora più importante. Ci sarà anche l'incognita dell'assenza dei tifosi: viene meno l'adrenalina e per una squadra con il seguito dell'Arezzo è penalizzante''



Maurizio Pecorari con Alessio Luciani nell'anno della La sosta forzata del campionato causa COVID-19 costringerà le squadre del girone A di Lega-Pro ad un finale di campionato a ritmi forsennati, dove giornate in calendario e recuperi si alterneranno senza sosta, per culminare poi nell’altrettanto vorticoso play-off.

Maurizo Pecorari, preparatore atletico dell’Arezzo di mister Pavanel nell’anno della “battaglia totale” è la persona più indicata per spiegarci come deve programmare uno staff tecnico un’emergenza del genere, dove un inatteso periodo di inattività fa da preludio ad un tour de force da togliere il fiato. Nel 2018 infatti gli amaranto vissero una situazione analoga con l’attività sospesa per alcune settimane ed alcune partite recuperate poi con turni infrasettimanali.

 

“Quell’esperienza era simile per la parte atletica ma completamente diversa – ci spiega Pecorari – per la parte psicologica. Quando si arrivava al campo di allenamento infatti non si sapeva mai se il giorno dopo avremmo continuato la nostra attività: dal punto di visto psico-fisico quindi era una situazione estremamente complessa. La parte atletica invece fu curata con programmi individuali, grazie anche alla disponibilità dei giocatori che ancora oggi ricordo volentieri come grandi uomini oltre che grandi professionisti. In pratica si cercò di proporre ad ogni giocatore una tabella personalizzata per cercare di mantenere la condizione atletica di ognuno ad un discreto livello. Questo periodo poi può servire per esempio ad eliminare alcuni problemi fisici, penso per esempio a capitan Cutolo che può recuperare dal problema avuto con più tranquillità rispetto a come avrebbe fatto con il calendario normale.”

Come gestisti il periodo di pausa forzata?

“Quell’anno lavorammo sodo durante la pausa natalizia perché la squadra non era brillante, quindi quando arrivò quel periodo stavamo bene fisicamente. Per prima cosa cercammo di preservare il ritmo gara giocando alcune amichevoli e facendo un lavoro nella prima parte sull’intensità, poi si passò a curare la forza per arrivare solo alla fine della pausa alla velocità. Questo ci permise di reggere bene il ciclo terribile dove però è necessario dosare gli sforzi ed avere alcune rotazioni nella rosa da poter sfruttare. Oggi in Lega-Pro con i cinque cambi la panchina è fondamentale.”

 

Maurizio Pecorari affronta la scalata alla Verna dopo la salvezza raggiunta a CarraraQuindi chi ha una rosa più competitiva ha dei vantaggi sulla concorrenza?

“Questo è indubbio perché un giocatore, soprattutto se gioca in ruoli dove gli viene richiesto un lavoro fisicamente più intenso, non può reggere certi ritmi. Penso per esempio agli uomini di fascia o a determinati centrocampisti a cui viene chiesto uno specifico lavoro fisico: questi possono offrire un buon rendimento per circa tre impegni ravvicinati, poi subentra un inevitabile calo fisiologico. Questo comunque dipende anche dal modulo adottato, sicuramente lo staff amaranto saprà alla perfezione cosa fare.”

L’Arezzo era in un buon momento di forma. Può nuocere questa pausa?

“Certamente interrompere l’attività nuoce più a chi sta bene piuttosto che a chi ha problemi, con la possibilità di interrompere il trend negativo. La ripartenza comunque, visto che è la stessa per tutti, sarà un’incognita per qualsiasi formazione.”

Si prospetta un mese di partite a porte chiuse. Se e quanto può incidere la mancanza del pubblico sui giocatori?

“Moltissimo. Lo vedi anche quando vai a giocare in campi contro formazioni che non hanno seguito di pubblico. Senza i tifosi l’adrenalina cala di molto e l’aspetto emotivo condiziona la performance del giocatore. Peccato che l’Arezzo debba fare a meno del suo pubblico che è sempre un’arma importante. Te lo dice uno che ha l’amaranto nel cuore…”

 

scritto da: Simone Trippi, 05/03/2020





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