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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
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Andrea, Roberto e Davide in un pub di Dublino
NEWS

Butti, gli anni '80, la serie B, il grande pubblico. ''Tanta nostalgia, oggi il calcio è un'altra cosa''

Intervista al recordman di presenze in maglia amaranto: ''Le mie 302 partite sono un orgoglio e un record che difficilmente verrà battuto. Adesso i calciatori giocano sei mesi qua, sei mesi là e i procuratori hanno un potere esagerato. Mi tengo stretti i ricordi più belli: la Coppa Italia dell'81, le grandi sfide contro Milan, Lazio, Bologna e quella volta che affrontammo Maradona... L'Arezzo di oggi? Difficile giudicare un campionato del genere, ma quel che conta è la società. E da noi, purtroppo, non riusciamo mai a trovare stabilità''



Butti, Neri e Pellicanò con la maglia celebrativa FibokSefano Butti è il primatista assoluto di presenze in maglia amaranto: 302 volte in campo con l’Arezzo dal 1980, anno in cui arrivò giovanissimo in prestito da Como, al 1992 quando appese le scarpette al chiodo.

“E’ una soddisfazione, è un grande orgoglio – ci spiega Stefano – è un premio a tutto quello che ho fatto con questa maglia, a tutti i sacrifici fatti.”

Sarà difficile battere questo record…

“Sono d’accordo. Ai miei tempi il calcio era completamente diverso. Oggi i giocatori fanno sei mesi da una parte e sei mesi da un’altra, quindi è molto difficile raggiungere certi numeri. Prima i giocatori erano della società e se ce n’era uno valido se lo tenevano stretto. Oggi invece è il giocatore che gestisce se stesso e va dove gli pare alla ricerca delle opportunità migliori. Questo avviene anche ad altissimi livelli. Non è un caso che esempi come Maldini o Totti siano ormai estinti.”

C’è anche lo zampino dei procuratori in queste dinamiche?

“Soprattutto dei procuratori. Una volta era il giocatore in prima persona che parlava con il presidente o con il direttore sportivo. Si facevano contratti annuali e avevi così una stagione per dimostrare il tuo valore e meritarti la fiducia della società anche l’anno successivo. Oggi si sente parlare di contratti di quattro o cinque anni ma solo sulla carta, visto che sono proprio i procuratori a mettersi nel mezzo fra giocatori e società per cercare di far guadagnare di più il giocatore e, di conseguenza, loro stessi. A mio avviso una delle rovine del calcio è proprio il ruolo predominante dei procuratori. Purtroppo la Federazione non fa niente per cercare di arginare questo problema che nasce dalla legge Bosman. Si pensava che quella legge salvasse il calcio, invece lo ha completamente affossato.”

Nel “club dei centenari” amaranto ci sono nove undicesimi della formazione che nel 1982 fu promossa in B.

“Quello è stato uno dei migliori periodi dell’Arezzo calcio, forse il migliore in assoluto anche a detta degli addetti ai lavori e dei tifosi stessi. Una dirigenza totalmente aretina, giocatori attaccati alla maglia che formavano un gruppo solido che è durato per molti anni. Tutte caratteristiche che oggi mancano.”

 

la copertina di Am dedicata agli anni '80I ricordi più belli di quegli anni?

“La vittoria della Coppa Italia nel 1981, la promozione in B nel 1982, la partita di Napoli con la prima ufficiale di Maradona in Italia. Poi l’aver giocato con la maglia amaranto contro formazioni di blasone massimo che in quegli anni militavano in B: penso a Milan, Lazio, Bologna. Tutti ricordi che mi porterò dentro per sempre".

E i più brutti?

“La retrocessione in C. Purtroppo però quello era il periodo in cui tutto cominciava a sfaldarsi. Non c’erano più quelle caratteristiche vincenti che avevo citato prima e di conseguenza i risultati vennero meno.”

Oggi invece come vedi l’Arezzo?

“Secondo il mio punto di vista l’Arezzo oggi non ha purtroppo trovato una vera stabilità societaria. Quello che fa grandi le società, al di là dei buoni giocatori o dei buoni allenatori, è avere alle spalle una dirigenza forte. L’esempio più eclatante in tal senso è l’Atalanta che ha un progetto che ormai va avanti da moltissimi anni, lavorando come si faceva prima. Settore giovanile all’avanguardia, valorizzazione dei giocatori con conseguenti introiti dal mercato e straordinari risultati sul campo fanno ormai della società bergamasca un modello non solo per l’Italia ma per tutto il movimento calcistico europeo. Ad Arezzo andrebbe trovata, anche se con le dovute proporzioni, questa solidità. Oggi non c’è e ogni stagione si riparte quasi da zero. Di tutto questo alla fine la squadra ne risente e anche la città non è portata a vivere con quella passione necessaria il calcio cittadino.”

Hai parlato di settore giovanile quale primo passo per qualsiasi società che vuole fare bene.

“L’Arezzo il settore giovanile ce l’ha per modo di dire. Non c’è lavoro sulla provincia, non c’è lavoro sui ragazzi che possono nascere nel territorio. Di fatto non si crea nei giovani quell’attaccamento alla maglia necessario, quell’orgoglio e quella soddisfazione di arrivare a vestire la maglia della prima squadra. Questo invece sarebbe fondamentale per fare sì che l’Arezzo, passo dopo passo, cresca e possa raggiungere quella serie B che reputo la dimensione reale e veritiera della nostra città.”

 

Butti in azione al ComunaleL’anno scorso sembrava iniziato un progetto interessante.

“E’ proprio questo il punto. Sembrava. Poi invece come sempre tutto è ricominciato da zero, o quasi. Tutto questo ti dimostra che ancora manca qualcosa per arrivare a quella solidità che dicevo prima.”

Da terzino sinistro come giudichi gli ultimi due giovani che in quel ruolo hanno vestito l’amaranto?

“Sala ha colto alla perfezione l’occasione che ha avuto ad Arezzo. Ha grandi qualità e sta meritando di stare nel calcio “importante”. Giudicare Corrado invece è più difficile, come è difficile giudicare l’Arezzo di quest’anno. Troppi alti e bassi e poca continuità in un campionato certamente non di alto livello. Forse proprio nel momento dello stop forzato gli amaranto stavano trovando quella continuità necessaria per ottenere risultati. Corrado è giovane ed è stato fino ad oggi condizionato da questa altalena di prestazioni collettive.”

Come finirà per te questa stagione?

“Se davvero il 3 aprile sarà la data in cui tutto potrà ripartire, ci sono i tempi per concludere questa annata particolare. Se così non sarà, tutto si complicherà terribilmente. Non è comunque una situazione facile da gestire a qualsiasi livello.”

Siamo ai saluti…

“Saluto calorosamente tutti i tifosi amaranto ma oggi ci tengo particolarmente a ricordare Ercole Talusi che proprio in queste ore ci ha lasciato. Con lui se ne va un altro personaggio che ha caratterizzato fortemente il calcio aretino. Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia.”

Lo facciamo anche tutti noi di Amaranto Magazine.

 

Leggi Amaranto Magazine del febbraio 2008 dedicato agli anni '80 

 

scritto da: Simone Trippi, 16/03/2020





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